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martedì, ottobre 08, 2013

Quel finto buonismo tutto italiano

Fino a settimana fa cosa pensavano molti italiani riguardo immigrazione e stranieri? Portano criminalità, sono pericolosi, tolgono lavoro. Respingiamoli tutti, perché le vedette non sparano ai loro barconi? Non dite che non avete mai sentito queste frasi o altre.

Poi un tragico fatto di cronaca nera cambia tutto: improvvisamente tante lacrime, tanto dolore. E poi? E poi cambia l'atteggiamento, ora sono tutti solidali, ora capiscono tutti perché sono qui. A parole darebbero la propria casa, il proprio tetto, metterebbero soldi. Vorrebbero cedere il proprio lavoro e poi aboliamo tutte le leggi cattive, sì.

Questi sono gli italiani: ora sono tutti buoni e se qualcuno canta fuori dal coro, è subito additato di essere razzista. Prima invece chi cercava di spiegare che non era umano sparare ai barconi, veniva additato come comunista accogli stranieri, prendendosi pure frasi tipo "E allora prenditeli a casa tua".

La verità è che l'italiano non ha mediazione, non conosce la dose media. O è un piccolo hitler o una Madre Teresa di Calcutta, vie di mezzo non le conosce. Oggi ho assistito su Facebook ad una scena: alcuni dei palazzi intorno a me hanno fotografato delle persone che uscivano da abitazioni abbandonate, usando toni di paura e rabbia. Insomma, se ci sono degli abusivi che occupano degli edifici abbandonati, si ha sempre del timore. Ma ecco che arrivano un paio di persone e parte la morale. "Eh ma che termini pesanti, eh ma poverino, eh ma non ha casa". Insomma il solo fatto di aver timore di persone che non si conoscono e che girano con far sospetto quasi sembrava essere una colpa. Fino a settimana fa una foto del genere avrebbe provocato reazioni in stile "Dagli all'untore" e compagnia bella. 

La verità sapete qual è? C'è stato un fatto gravissimo, accaduto perché l'Europa invece di aiutarci ha continuato ad additarci come stronzi che non sanno gestire la situazione. Ora l'Europa stessa punta il dito contro qualcuno - se stessa - perché forse forse la patata bollente non andava gestita solo da noi. Ma questo fatto, bruttissimo, non deve far perdere di vista la bussola. Io non ho avuto nemmeno il coraggio di vedere le foto messe dai in internet per fare la loro solita parte di avvoltoi giornalisti che devono cavalcare l'onda della disperazione. Ma nonostante questo non mischio dispiacere mio personale - senza bisogno di proclami - con le regole. Perché se in quella barca centinaia di innocenti sono morti, non è per questo che si deve abbassare la guardia ed essere più transigenti verso i reati.

Io temo invece che l'italiota ora farà finta di niente per tutto. Già è iniziato riguardo all'occupazione edifici, magari domani diranno "Eh, ti hanno rubato il portafoglio, ma pensa a quelli che sono morti, poverino lui lo far per fame." E così, se già ora è il Paese della cuccagna dove è dura far pagare i reati, figuriamoci cosa succede dopo. E soprattutto, la si pianti di fare gli ipocriti buonisti, se fino a ieri molti minacciavano di dar fuoco a loro solo per il fatto di essere stranieri.

martedì, aprile 12, 2011

Questione immigrati e l'inutilità dell'UE

 Io sono sempre stato Pro Euro e pro unione europea. Non è colpa della UE se i prezzi sono raddoppiati, il governo in carica allora avrebbe dovuto vigilare maggiormente sui prezzi. Poi, se fatta bene, l'UE sarebbe stata utile, insomma ci ho creduto.

Ma, a parte certe leggi INUTILI varate dall'UE, tipo controllo su pesci e formaggi, pure con la Nutella volevano prendersela, più l'ultima trovata sui prodotti erboristici. Queste paiono leggi fatte per favorire certi Stati ai danni di altri Stati - l'Italia è uno di quelli sfavoriti -.

Poi arriviamo ad un argomento delicato come quello degli emigrati. Migliaia di persone scappano da due Paesi quali Tunisia e Libia: nel primo c'è appena stata una rivoluzione e nel secondo la rivoluzione è in corso. Tra l'altro in Libia ci sono missili con bandiere europee, nonché gli immancabili USA - quelli sono come il prezzemolo -. Così mentre Sarkozy e soci giocano al Risiko, a noi lasciano gli effetti, ovvero i tanti sfollati.

Quelli che scappano dal nostro Paese, se arrivano in Francia, sono riportati da noi. Nessuno Stato né tantomeno l'UE ci sta aiutando in questa operazione e l'Italia comincia ad avere problemi organizzativi ed economici. In tutto ciò, l'Italia ci sta provando a gestire il problema, ha pure soccorso un barcone che avrebbe dovuto essere soccorso da Malta - con moltissimi morti purtroppo -.

Oggi l'UE non ha di meglio che bocciare senza pietà la proposta sul permesso temporaneo E no, UE, non funziona così, non è che prima ci dice "Arrangiatevi" e se ci arrangiamo, non va nemmeno bene come facciamo. Ricordo l'Italia in passato ha aiutato economicamente la Grecia, il Portogallo e l'Irlanda. Forse è il momento di alzare la voce, cominciando a cacciare dalle nostri basi e dalle nostre acque i Paesi che attaccano la Libia. Non è più possibile che questa UE continui a danneggiarci oltremodo.

venerdì, dicembre 03, 2010

Dove sta la differenza

I giorni a seguire l'episodio di via Padova, in cui ci furono degli stranieri che rovesciarono le auto parcheggiate, dopo un omicidio di un loro connazionale, io non ho visto grosse novità. C'era la polizia che fermava ogni tanto qualche auto, ma niente controlli. Si mise poi un coprifuoco ai negozi che secondo me non serviva a nulla. Insomma, serviva il pugno duro, ma questo non è arrivato.

Il pugno duro invece arriva nei confronti di un uomo che al tempo al tempo pagò la sanatoria, chiedeva solo il permesso di soggiorno per lavorare, non certo per uccidere o fare casino. Ebbene, è già stata chiesta per lui l'espulsione: allora il pugno duro invece di usarlo con i deboli, lo si usi con i criminali veri.

giovedì, novembre 18, 2010

Imparare dal passato

Oggi vi racconto una storia, ben descritta su informareXresistere, la storia di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, condannati nel 1927 alla sedia elettrica per rapina ed omicidio, mai commessi. La condanna dei due fu viziata da un pesante pregiudizio degli statunitensi verso gli italiani. Negli anni 20 gli italiani emigranti erano visti come oggi magari noi vediamo i rumeni.

La cosa più schifosa di quella vicenda fu che il giudice stava candidandosi come governatore del Massachussetts, quindi voleva guadagnare voti cavalcando l'odio degli statunitensi contro gli italiani. Ovviamente negli USA hanno la condanna a morte facile e così Nicola e Bartolomeo pagarono con la vita il clima di razzismo che c'era intorno agli italiani.

Oggi siamo nel 2010, cosa possiamo imparare da quel fatto triste? Innanzitutto è l'ora di capire che la pena di morte è una soluzione: lo Stato non può permettersi di vendicare - perché questa è vendetta, non giustizia -un omicidio con un altro omicidio, lo Stato deve essere sopra le parti. Inoltre, i casi di errore sono parecchi, insomma ritengo da Paese incivile adottare tuttoggi la pena di morte. Anche quando sento di mostri che uccidono persone indifese, non chiedo mai la pena di morte, ma l'ergastolo, anche perché il carcere a vita è peggio di una condanna capitale. Chi commette reati brutti, deve avere il rimorso di tutta la vita, stando in una cella di pochi metriquadri. E se domani si scopre che è innocente, potrà almeno uscire, un condannato a morte purtroppo non può tornare in vita.

Ancora oltre, l'altro fatto che fa riflettere è la questione stranieri. Io sono sostenitore della legalità: chi ruba o uccide deve essere rimandato allo Stato d'origine. Tutte le persone pericolose dovrebbero essere messe al confine. Ma chi è in Italia per lavorare deve essere accolto. La si pianti di dire che rubano lavoro perché gli extracomunitari fanno lavori che gli italiani non vogliono più fare.

L'altro giorno sentivo al TG di quei lavoratori a Brescia - ma anche in altre città -che sono saliti sulla gru per avere il permesso di soggiorno, tenendo conto che al tempo loro hanno pagato una sanatoria ed ora sono trattati come clandestini. Chissà cosa direbbero oggi Nicola e Bartolomeo, assistendo a questi avvenimenti.

martedì, maggio 20, 2008

Senti chi viene a criticare

In questi giorni si parla del decreto sull'immigrazione. Non voglio soffermarmi a commentarlo, ma preferirei soffermarmi sulle critiche mosse dalla Spagna.

Chiunque può avanzare critiche, ne ha pieno diritto, però preferirei che la Spagna, prima di venire a parlare di discriminazione, pensi alle discriminazioni interne.

Per chi non lo sapesse, in Spagna, per esattezza nel territorio di Gibilterra, che si trova nel continente africano, confinante con il Marocco, c'è una recinzione. Le guardie per fermare chi vuole oltrepassare la recinzione, non fa scrupoli e spara. Se non sbaglio i proiettili sono di gomma, ma fanno comunque male. Difatti ci sono spesso molti morti.

Questo è il modo con cui la Spagna non discrimina? Dobbiamo prendere esempio da loro?

Se volete approfondire sulla questione Gibilterra, eccovi due begli articoli.
http://www.missionaridafrica.org/archivio_rivista/2006_04/03.htm
http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idpa=&idc=38&ida=&idt=&idart=3791

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