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martedì, settembre 03, 2013

Licenziato per panino scaduto

Leggo oggi sul corriere di un dipendente di Starbucks, negli USA, licenziato per aver mangiato un panino scaduto che stava per essere buttato nell'immondizia. L'azienda si giustifica dicendo che l'azione è come un furto e che la politica aziendale vieta ai dipendenti di mangiare cibo che possa causare problemi di salute. Lui, il dipendente, si è difeso affermando che aveva fame e che tira a campare con meno di 10 $ all'ora, una miseria.

Una storia di miseria che porta ad un'azione bassa come dover mendicare cibo dal sacco nero e, beffa, ciò porta pure ad essere additato come ladro. Questa è modernità degli USA? Questa è la fine che faremo pure noi?

Io so di diverse aziende che adottano la politica secondo cui non puoi nemmeno raccogliere il cibo dai rifiuti. Una di queste è una catena di supermercati italiana: il tutto serve per evitare che prodotti scaduti possano per sbaglio finire negli scaffali; inoltre si vogliono evitare problemi con i dipendenti, che potrebbero subire una sofisticazione alimentare, con relative cause. Infine si vogliono evitare truffe, tipo personale che trattiene prodotti buoni, spacciandoli per scaduti.

Però si  passa da un eccesso all'altro: basterebbe che il prodotto sia bollato come scaduto e ci sia l'accordo di non responsabilità. Di certo è estremo che una persona, pagato da fame, arrivi a violare il regolamento per mangiare e sia pure punito. Forse un dipendente ben pagato o un dipendente che può comprare dal negozio a prezzi di favore, sarebbbe meno incentivato a consumare prodotti da macero.

mercoledì, maggio 29, 2013

Una sera alle poste



Ho venduto un oggetto, il problema era spedirlo. Ho pure aspettato a farmi inviare i soldi perché di sti tempi pure andare in posta è un problema.

Nel weekend leggo di un servizio, Postefree: una scatola affrancata per spedire pacchi. Paghi un prezzo fisso e loro spediscono il pacco in 5 giorni. E, udite udite, se vuoi vengono pure a ritirarlo a casa. Guardo l'orario ed evvai, fino alle 20. Speranzoso come un bimbetto, dimenticando le mille storie a non lieto fine con le Poste Italiane, prenoto il ritiro, orario dalle 19 alle 20.

Drin drin, oggi suona il telefono. La voce mi chiede conferma di un po' di dati. Oh bella, nonostante mi sia registrato col mio indirizzo corretto, per loro io vivo ancora in una via dove vivevo 10 anni fa: nel frattempo ho cambiato casa solo due volte. Mi conferma l'orario, io ribadisco 19 20. Prima sorpresa, loro fanno come fascia 17 19, alla faccia della fascia libera e alla faccia del sito che indica fino alle 20.

Mi arrendo, devo andare ad un ufficio postale. Scelgo, tra quelli di strada, quello di Cordusio, le poste centrali. Cazzo, se non sono organizzati loro, a chi dovrei affidarmi? A parte che per i pacchi devi andare in un edificio secondario, arrivo e vedo 3 4 volti con una voglia de lavurà saltum adoss. Vabbé ma sono le 18.30, saranno pure stanchi. Ad un certo punto tocca a me.

Chiedo il pacco di posta free e vedo negli occhi del mio interlocutore il terrore. "Cos'è Postafree?" Ambé, cominciamo bene, io spiego a lui quali servizi forniscano le poste, forse potremmo scambiarci i ruoli. Allora arriva un'altra collega - dopo 5 minuti -, che conosce il servizio. Lo conosce così bene che non sa quali formati sono ma soprattutto mi dice che tra i formati ne è rimasto uno solo. Oh bella, le poste Centrali non sono fornite, a posto siamo. Accetto l'unico formato che hanno. Compilo due moduli, scrivendo per tre volte gli stessi dati.

Intanto l'impiegato con cui parlavo prima, che non conosceva PostaFree, quasi se la prende con un cinese perché questo ha osato presentarsi alle 18.50, a 10 minuti dalla fine, per spedire un pacco. Forse questo indefesso lavoratore ignora che chi va alle poste alle 18.50 è perché prima stava facendo una cosa chiamata lavoro. Certo, te la cavi col cinese, che ride e forse non capisce - o forse sì -, ma provi a fare una simile osservazione al classico milanese stressato. Già vedo la scena biblica.

Io intanto attendo che i servizi di posta alternativa inizino a prendere piede.

lunedì, febbraio 04, 2013

Se il tempo libero è direttamente proporzionale all'ispirazione

Ecco perché in sti tempi scrivo meno. Non è tanto il tempo libero in sé, ma piuttosto è che il nuovo lavoro da qualche mese mi sta un po' prosciugando la voglia. La voglia di scrivere, di dedicarmi ad hobby. Ho fatto penare la mia Mò per un software per mesi, mi dedico poco ai miei treni, il Doremi fan subisce pochi aggiornamenti, come pure il Paòloblog.

Però dai, non sono del tutto fermo: meglio camminare piano ma non stare fermo. Intanto sto facendo progressi a PES, rispolverando vecchi videogiochi, mi dedico pure ai giochi sul cellulare. Sì, voi pensate subito a Ruzzle: lo ammetto, gioco pure a quello. Ma stranamente, non mi ha preso l'ossessione; dico stranamente perché di solito io tutte le fisse devo prendere. Ma, complice il fatto che non sono una cima, complice che i giochi da cellulare per me sono solo per i ritagli di tempo, dedico poco a questo sport.

Però ho scoperto parole incredibili, molte di queste sono assurde; di contro alcune forme verbali non sono accettate, tipo quelle riflessive. Però mi do anche alla costruzione dei ponti - bridge constructor -. Comunque questo è quanto, l'ispirazione non c'è quindi in sto periodo vi beccate post stupidi come questo :-D

lunedì, novembre 05, 2012

Il bus vuole che oggi sia lunedì

Suona la radiosveglia di lunedì. Eppure io riesco agilmente a darmi motivazioni per alzarmi, nonostante sia proprio lunedì. "Dai, tra 12 ore è finito, starai a casa davanti la tv". E poi c'è la torta a colazione, me l'ha data mamma, come non alzarsi.

Si esce, guardo l'ora, c'è tempo per raggiungere il bus. L'ATM ha gli orari che sono sempre un programma, specie quando non li scrivono più. Ma sono tecnologici, hanno l'app con cui controlli quanto manca all'arrivo del bus. Per me è un rito guardare ogni giorno cosa mi sta per accadere.

13 minuti? Sti cacchi, e che succede, di solito me ne dà soli 8. Non sono i 5 minuti in sé, ma quando tarda, significa sempre casino. E difatti i 13 minuti diventano 18 buoni, io ormai me ne stavo per andare. Ma poi eccolo lì. Io guardo l'autista con la faccia con cui una moglie guarda il marito che torna a casa alle 3 ubriaco.

Insomma, sembra che un regolamento vieti di iniziare di lunedì con lo sprint, ti fischiano la falsa partenza, ti sbandierano il fuorigioco, ti danno lo stop&go. Ho finito gli esempi sportivi.

Ma io non mollo e non mi arrendo al fatto che oggi è lunedì, anche oggi posso strapparmi un sorriso nonostante il giorno così funesto a noi lavoratori.

lunedì, settembre 10, 2012

Fnac in Italia chiude?

A quanto leggo, la Fnac in Italia rischia di chiudere i propri esercizi: rimarrebbero a casa centinaia di lavoratori. Tra l'altro pare che non ci sia la crisi, ma sia una scelta commerciale, dato che lo scorso anno si è chiuso in utile. Il signor Fnac, proprietario anche di brand lussuosi come Gucci, ha deciso di tagliare in tutta Europa e chiudere in Italia.

Io debbo dire che alla Fnac se la roba non è in offerta non ti puoi avvicinare: i prezzi per la tecnologia a volte sono altini, a meno che appunto non ci siano gli sconti. Ricordo di aver fatto affari comprando cd musicali e videogiochi, senza parlare dell'ultimo acquisto, un netbook.

Oltre al lavoro, si rischia di perdere uno spazio culturale in pieno centro, per gli amanti della lettura potrebbe essere un duro colpo. Allora tifiamo per i dipendenti che in questi giorni stanno manifestando. Siamo tutti solidali con voi, soprattutto ora che perdere il lavoro è un disastro.

mercoledì, luglio 25, 2012

Una vita quanto vale

Può una vita valere 1936 Euro? E' questo l'assegno ricevuto dalla madre del ragazzo morto mentre montava un palco per concerti. Sarà vero che la legge parla di rimborsi in base allo stipendio, ma non può essere solo questo a dare un valore.

Già una persona ha un valore inestimabile, ma se si deve stabilire una cifra come "rimborso" per la perdita, si devono considerare altri aspetti: il valore affettivo, il fatto che il ragazzo potrebbe essere morto per incuria delle condizioni di lavoro - aspetto da verificare e su cui ci sono indagini in corso -.

Intanto, dopo il grande dolore per la morte, l'assegno ricevuto dalla madre è un nuovo dolore ed una beffa clamorosa. Intanto però, le condizioni di lavoro in Italia non sono delle migliori, in certi campi si lavora male, in condizioni rischiose e senza tutele per i parenti in caso di infortunio per lavoro.

mercoledì, luglio 18, 2012

Alfine eccomi a casa

E' stata dura, ma son tornato a casa. Dura per i molti controlli, dato che in aeroporto, oltre ai controlli di routine, hanno voluto controllare nello scanner la valigia, ho mostrato non so quante volte il passaporto e ho risposto a diverse domande, tipo "Perché sei qui?" "Dove sei stato?" "Perché?".

A questo si aggiunga il viaggio fatto con la febbre, dovevo andare ad ammalarmi proprio il giorno del viaggio.  Però appena sono arrivato a Roma ho apprezzato il rivedere Vodafone scritto sul cellulare, la sicurezza che fa domande in italiano e che capisco meglio. Poi ho rivisto con gran piacere la mia casina.

E poi banalità come tornare a farsi il cibo da sé, fare la spesa, pagare Euro, prendere il mio bus. Oggi sono in ferie ma quando tornerò in ufficio sarò contento di tornare alla mia ordinarietà.

Perché va bene girare il mondo, ma è bene ricordare che quando si in giro per lavoro, non è come andare per vacanza. Oltretutto per quanti posti visiti, è sempre bello tornare a casa propria.

venerdì, luglio 13, 2012

Gerusalemme

Approfittando del weekend, oggi gita a Gerusalemme. Non partiamo col piede giusto perché pronti via arriva un furgone che crediamo fosse il nostro. Invece il tipo non verifica, ci carica su dicendo che è il tour per Gerusalemme. Per fortuna ci accorgiamo del tempo, anche perché dall'hotel ci chiamavano per avvisarci che il vero taxi ci aspettava.

Così alla fine eccoci sul vero tour per questa città, di cui ho letto essere particolare. Pronti via, si parte dal museo dell'Olocausto.


Non era possibile fare foto all'interno, sappiate solo che un conto è sapere le cose e vederle in tv. Ma altro conto è essere lì, vedere le foto delle persone felici e sapere che quelle persone sono morte in modo assurdo nei campi di concentramento. Vedere i giocattoli dei bambini, ascoltare le testimonianze nei video, il tutto in un ambiente particolare. Io certe cose non sono riuscito a vederle e più volte ho dovuto mettere gli occhiali da sole per nascondere i miei occhi. E' stato tremendo ma è stato importante, queste cose devono rimanere nella mente di tutti.

Finita la visita del museo, siamo andati in un punto panoramico da cui si vedeva la moschea e il cimitero israeliano. Oggi è venerdì e si può sentire la preghiera dei musulmani a distanza di km.


Dopo di che ci siamo addentrati nella città antica, fatta di vicoli e vialetti, spesso coperti e sotto terra perché lì c'è un caldo pazzesco, non paragonabile a nessun posto in Italia e nemmeno paragonabile a Tel Aviv. Il sole è tremendo, il cappellino è d'obbligo per evitare insolazioni.

Arriviamo al muro del pianto, oggi è visitabile perché non è sabato e si possono pure fare foto. Si chiede solo l'accortezza di avere un cappello in testa, se non ce l'hai, distribuiscono delle Kippah in stoffa. Eccovelo dall'alto.

Dopo esserci rinfocillati, riprendiamo e dopo esserci dedicati all'Islamismo e all'Ebraismo, ecco che ripercorriamo alcune stazioni della Via Crucis di Cristo. Ed arriviamo alla Basilica del Santo Sepolcro, che sorge dove al tempo venne ucciso e sepolto Gesù. Ho potuto vedere la Pietra dell'Unzione, dove Gesù è stato posato per essere preparato alla sepoltura.



E dopo si torna al pullman e via verso l'hotel. La magia di questa città è la capacità di riunire così tanti luoghi sacri per tante religioni. Io ho menzionato solo alcuni simboli, ma ce ne sono parecchi altri. Debbo ammettervi che non è stata una semplice gita, mi sono emozionato al museo, ed anche quando ho toccato la Pietra dell'Unzione.

sabato, luglio 07, 2012

Oggi è sabato

Vabbé, avete capito tutti che sono a Tel Aviv: complimenti a Cesco che per primo l'ha capito.

Oggi è sabato e tutta una serie di attività sono vietate: non è che non facciano nulla, ma è vietato ad esempio cucinare o altri vari lavori. Inoltre ci sono altri riti e tradizioni, tipo oggi si fanno 3 pasti con un rito tutto particolare, più un quarto al tramonto.

Il tutto per me si è tradotto che i negozi sono chiusi da ieri pomeriggio: il centro commerciale ieri alle 16 ha chiuso i battenti, oggi è tutto chiuso. Anche mangiare non è facile: l'hotel ha la cucina chiusa e serve solo pasti freddi. Una cosa strana è che non mi hanno servito l'espresso, perché nemmeno la macchina del caffé è usabile oggi; viceversa l'americano me l'hanno fatto, perché è fatto con acqua calda e caffé solubile.

Ho letto in giro che ci sono molte tradizioni che gli israeliani credenti seguono in questo giorno.

giovedì, luglio 05, 2012

Giretto in bici

Stasera abbiamo preso le biciclette per un tour in città, siamo andati in centro, abbiamo trovato una pizzeria che fa la pizza quasi come la nostra. Tra l'altro ieri siamo andati in un altro ristorante italiano, gestito da emigranti italiani. E' bello che, come quando vai dal cinese becchi musica cinese, in quel posto giustamente c'era solo musica italiana: Bocelli, Caselli, Baglioni, D'Alessio, altri artisti e canzoni storiche. Abbiamo mangiato bene, il gelato poi è fenomenale, fatto in casa: quasi quasi ti trattano meglio lì che in certi posti italiani.

Tornando ad oggi, dopo una pizza veloce, abbiamo ripreso il tour e siamo andati al porto, dove è pieno di locali, hotel di lusso ed edifici moderni, ma tutta roba bella e fatta con buon gusto. Tutta la città è nuova, ci sono solo edifici nuovi. Ieri ricordo che una via rinomata aveva vetrine belle, però ai piani sopra invece c'erano case con brutte facciate, quasi popolari: che strano passare dalla bella vetrina del pian terreno, agli altri piani più popolari. Invece il porto è tutto bello e ha una via ciclopedonale che costeggia tutta la costa. Ad un certo punto la via prosegue attaccata ad un piccolo aeroporto, dove si vedono gli aerei che atterrano a fianco alle bici, per uno spettacolo garantito.

Siccome qua c'è chi guida in modo fantasioso - diciamo così -, molti ciclisti prediligono il marciapiede, tanto la stragrande maggioranza dei marciapiedi ha a fianco la ciclabile - impara Milano -.

Allora, nel precedente post uno di voi ha indovinato: per farvi capire chi, vi dico solo che io ho iniziato il corso di domenica - che è feriale -, oggi è giovedì, ultimo giorno ed ora c'è il weekend composto da venerdì e sabato. Dai, vi ho aiutato troppo, chi ha indovinato non dica nulla :-P  Tra l'altro è stata identificata la nazione, ma non la città :-P

Eccovi intanto uno dei palazzi ed una scultura molto particolare





lunedì, luglio 02, 2012

Il cibo

Qua mi sto lanciando in esperimenti culinari, provo cibi senza conoscerli bene, a volte non li capisco perché non li so tradurre dall'inglese, a volte sono proprio incomprensibili. Speziano le cose, ma non sono piccanti e comunque è roba buona.

Poi ci sono cibi misteriosi, come l'Umus - non ricordo se è scritto così - che è una crema di noccioline. Stasera ho provato un non so che formaggio che dal nome sembra libanese: ha la consistenza della mayonese ed un gusto che pare un mix tra lo yogurt ed un formaggio molle.

Il problema è che non posso mangiare carne a mezzogiorno e a sera: da domani a mezzogiorno dieta, almeno in mensa mangerò riso e verdura.

Vi lascio con un'altra immagine del mare.


domenica, luglio 01, 2012

Eccomi arrivato


Primo giorno qua, ieri sono atterrato con l'aereo. In realtà ho dovuto prenderne due, da Milano c'era ma ad orari ignobili, così scalo a Roma. Quando vai da Milano a Roma non fai in tempo a partire e già si atterra: globalmente stai senza cinture solo 20 minuti su 60 di viaggio.

Qua fa certo caldo ma durante il giorno è più secco rispetto a Milano. Al calar del sole, ecco che dal mare arriva un vento umido ma fresco, c'è un bel profumo di mare. Il mio hotel è vista su mare, un sogno, peccato solo che non sono in vacanza ed un po' rosicherò chi invece qua ci fa le vacanze.

Ieri mi son lanciato in qualche piatto tipico, c'era un kebab, ma non c'entra nulla con quello turco - che si trova in Italia -, non sono in Turchia d'altra parte :-D Sono tipo polpettine alla griglia. Stasera proveremo un altro posticino. In questi giorni cercherò di descrivervi a parole tutto quel che vedo. A proposito, dietro l'albergo, a pochi km di distanza, c'è un piccolo aeroporto, così ogni tanto vedo un vai e vieni di aerei, ma sono piccoli, tutti ad elica, sono belli mentre sbucano dal nulla dietro l'hotel.

mercoledì, giugno 27, 2012

Adesso sparisco

Dopo una prima fase in cui ero poco presente, ora sparisco proprio. Il doremi fan non sarà aggiornato fino a metà luglio abbondante e non escludo di prendere una pausa fino a settembre. Il Paòloblog si trasformerà in diario di bordo, quando avrò modo metterò brevi post per aggiornarvi sulla mia nuova esperienza. Eh già perché sono prossimo ad andare via per lavoro.

A sto giro vorrei fare un giochino: non vi rivelo subito dove sarò e quando tornerò: mi piacerebbe aggiornarvi man mano con foto ed info e - se vi va - farvi scoprire i dettagli. Ovviamente chi sa le cose taccia :-D Un primo indizio blando lo leggete in questo post, per il resto si vedrà.

Bene a quando la prima tappa? Boh, seguitemi e lo scoprirete :-D

domenica, marzo 18, 2012

Dopo un weekend di lavoro

Dopo un weekend di lavoro mi rilasso davanti al blog. Ragazzi, ieri ho fatto la spesa, poi la seconda spesa con le cose scordate. Eh già perché non so perché ma mi ero fissato che stava finendo lo zucchero per poi scoprire che di zucchero avevo già un pacco e mezzo. Ora ho zucchero per un anno. Invece era la FARINA a cominciare a scarseggiare - Doh -. Poi mettici che volevo prendere una bottiglia di Nero d'Avola ma la spesa del mattino era già pesante così - io la porto a mano in attesa di comprare un'auto -.

Poi nel pomeriggio mio padre ha saldato in cantina ed io gli ho dato una mano. Lui con la sua bella maschera, io  giusto con la felpa, ma senza guanti o qualsiasi protezione - ops -. Stavo a debita distanza, poi mio padre sa stare attento. Ma una cazzo di scheggia è finita giusto tra l'orologio e il braccio: seguono parole non scrivibili in questo blog. Poi la corrente saltava, non reggeva molto bene il saldatore eheh. Ma alla fine il lavoro ne è valsa la pena.

Oggi ho chiuso quasi definitivamente il trasloco di roba, iniziato quasi un anno fa :-D Rimane un vecchio Pc - che promettevo di rimettere in sesto ma giace lì da anni e due scemate di numero. Stasera si chiude con una riunione del comitato di quartiere, per valutare come aggiornare i bus che passano nella nostra zona. E domani si ricomincia a lavorare: o forse non ho mai smesso eheh.

martedì, febbraio 28, 2012

Gli stipendi degli italiani

Oggi è il 28, ieri avete aperto la busta paga? Oh bene, sennò la aprirete a giorni. Ecco non andate a fare i ganzi in giro per l'Europa confrontando la vostra con quella dei tedeschi, dei francesi e compagnia bella. Fareste brutta figura, vi farebbero tornare da dove venite, ad orecchie basse.

In Lussemburgo ad esempio si viaggia sui 49 mila euro: ma io ho sempre desiderato vivere in Lussemburgo, da quando ho scoperto che questo piccolo Stato è il più ricco al mondo in tal senso. La Danimarca è ancor più gratificante, 56 mila eurozzi. Noi con i nostri 23 mila stiamo leggermente sotto alla Spagna, persino al Cipro.

Però dai i prezzi da noi sono bassi, vero. Ho detto vero? Ah no, mmm ed ora che famo? Io domani mi faccio un giretto in Lussemburgo o Danimarca.

mercoledì, febbraio 08, 2012

Se adesso i politici ci giudicano

Ti laurei dopo 28 anni? Sei sfigato. Il lavoro fisso? Monotono. Gli italiani sono mammoni.

In una 20ina di giorni tre critiche forti contro gli italiani. Criticare è facile, basta pensarlo, dirlo e via; non serve pensare se la critica è lecita o se c'è un aspetto che non si è considerato. Non si considera poi che forse si deve parlare se si è in condizione di farlo.

Chi si laurea dopo 28 anni è sfigato? Eh calma, io non sono un universitario ma ne conosco diversi. Ci sono lauree toste, che dopo la riforma della laurea breve sono diventate ancor più dure, considerando che in diversi casi la tramutazione del corso da 5 a 3 anni non ha rimosso così tanti esami. Anzi in certi corsi gli esami sono gli stessi, ma da dare in 3 anni invece che 5. Inoltre, le sessioni d'esame diminuiscono, insomma con meno sessioni sei costretto a studiare più materie contemporaneamente.

Aggiungiamo pure che in una società in cui i soldi sono pochi, non tutti gli studenti godono del totale aiuto dei genitori ed alcuni sono costretti a lavorare per finanziarsi gli studi. Ma se lavori, quando studi? Il tempo diminuisce.Facile parlare quando hai studiato in scuole private e al concorso per diventare professore sei risultato il secondo su.. due candidati; erano 5, ma  tre si sono ritirati, strano.

Monti parla di posto fisso monotono. Bhé che qualcosa nel lavoro non vada bene è vero, che si deve venire incontro alle aziende che non vogliono assumere temendo di non poter licenziare nemmeno se il lavoratore è uno sfaticato ci sta. Tanto se vogliono licenziano anche oggi, vedasi i lavoratori che facevano 12 ore a -20. Ma dire che il posto fisso è monotono in una situazione in cui essere precario non è un'opportunità, ma un obbligo e molti nemmeno il posto precario hanno, ebbene questa è un'affermazione di cattivo gusto.

Gli italiani sono mammoni e vogliono lavorare vicino alla famiglia. Mmm, ha mai preso un treno pendolari colei che ha detto questo? Sa di italiani che per lavorare, per fare il ricercatore ad esempio, sono costretti ad andare all'estero? Può parlare una mamma di un figlio che è bello accasato alla Fondiaria SAI? A onor di cronaca, lei per lo meno si è scusata.

Cari politici - e cari tecnici professori - gli italiani sono già "leggermente" arrabbiati, ne hanno piene le tasche di tagli, politici che non si toccano un euro e tutta una situazione in cui chi è povero è sempre più povero. Se oltre che cornuti, ora devono essere mazziati, poi non sorprendetevi se questi si trovano tutti sotto il palazzo ad apostrofare la loro indignazione.

lunedì, febbraio 06, 2012

Al lavoro sottozero, protestano e perdono lavoro

Sembra una storia degna della Cina o degna degli anni 50 - o prima -. Invece è successo nel 2011 - evviva il progresso -. Gli operai, dopo aver sopportato per un po', hanno protestato per il fatto che lavoravano fino a 12 ore nelle celle frigorifere, con temperature fino a -20°. Roba che uscendo a 0, in confronto ti pare di stare al caldo.

L'azienda non si può dire che abbia ascoltato le loro ragioni, anzi ha licenziato 19 operai. La cooperativa è la BBS di Bresso, assegnataria di un appalto alla Primafrost di Mantova. Questo è un esempio delle condizioni cui i lavoratori sono sottoposti. E così se da un lato ci sono gli scansafatiche che usano l'articolo 18 come scudo per proteggersi e per non farsi licenziare, se da un alto ci sono gli assenteisti e quelli che sfruttano i colleghi per non lavorare, dall'altra ci sono persone che vengono licenziate in tronco.

Come se lavorare in condizioni così estreme non bastasse, i lavoratori, minacciati di licenziamento, venivano esortati a lavorare con maggiore velocità, con dispositivi di protezione logorati o deteriorati. Questo è quanto emerge dagli esposti presentati all'Ispettorato del lavoro, all'Inps e alla Procura della Repubblica. Dulcis in fundo, buste paga non regolari, a causa dei soldi pagati parte in nero. Parliamo di 900 Euro, non 4000 e non 12.000 - cifre a caso -.

Ora loro sono senza posto, io non posso che essere solidale con loro. Caro Monti, loro vorrebbero una vita più monotona e con meno ingiustizie lavorative.


lunedì, gennaio 23, 2012

Tutti col forcone

Tra una nave, le liberazioni, si parla poco di quanto sta succedendo in Sicilia. Si chiamano Movimento dei forconi, è un movimento organizzato, non penso che sia malavitoso come qualcuno pensa, come qualcuno vorrebbe far credere. Sentite queste parole



Chi parla col cuore e la rabbia non può arrivare dalla mafia. Sono nati dall'unione dei pastori sardi e dagli agricoltori siciliani. Se ricordate i pastori sardi erano stati respinti a Civitavecchia quando tentarono di andare a manifestare a ROma, è stato impedito loro di manifestare.

E loro adesso si fanno sentire come possono. Gli agrcoltori oggi in tutta Italia sono sfruttati, i loro prodotti sono pagati un'inezia, ma poi noi nei supermercati li paghiamo molto cari. Stasera sentivo di un pescivendolo disperato perché lui non vende pesce, in quanto questo arriva dall'estero. Assurdo che in Sicilia si debba vendere pesce spagnolo, quando la Sicilia ne offre di buono in quantità industriali. In tutto ciò gli autotrasportatori non stanno coi costi del gasolio, in generale si respira la rabbia di chi non ce la fa più. Siano un esempio per tutti, tutti col forcone, la rabbia e la dignità.

Infine una nota personale. Ammetto che ho atteso due momenti per pubblicare questo post. All'inizio ho atteso a scriverlo perché volevo verificare se questo movimento fosse solido ed organizzato e soprattutto quanto motivati fossero gli organizzatori. Questo video e vari documenti letti mi hanno convinto a scrivere il post.

Poi poco prima di pubblicarlo, sbuca fuori che tra gli organizzatori ci sia un facente parte di Forza Nuova. Al di là delle mie idee politiche, in generale mi ha frenato il fatto che ci fossero persone politiche, mi ha convinto ad attendere eventuali risposte. Questo comunicato - che vi pubblico sotto - ha sciolto ogni mia riserva.

‎1° Comunicato Ufficiale:
Martino Morsello è pregato di chiarire la sua posizione nei confronti delle voci che lo danno vicino a Forza Nuova, io e Mariano Ferro fondatori del movimento prendiamo le distanze da Morsello e Forza Nuova. (Giuseppe Scarlata)

2° Comunicato Ufficiale
Ci dissociamo da Forza Nuova e da qualsiasi forma di fascismo sia io che Mariano Ferro, siamo contro queste ideologie e i soggetti che li mandano avanti e fino a quando non capiamo da dove viene la strumentalizzazione che ruota attorno al MOVIMENTO DEI FORCONI gli unici a diffondere notizie ufficiali sono Giuseppe Scarlata e Mariano Ferro. LE ALTRE CONSIDERATELE NULLE.

3° Comunicato Ufficiale
Ci dissociamo da tutti i movimenti dei forconi che stanno nascendo in tutta Italia non coordinati dal vero movimento dei forconi siciliani che a livello nazionale è legato solo al movimento pastori sardi e in sicilia ha solo due portavoce: Giuseppe Scarlata e Mariano Ferro.

4° Comunicato Ufficiale
"Stiamo andando alla polizia postale con tanto di nomi e cognomi per denunciare gente di Forza Nuova che su facebook sta facendo nascere profili di FN legati al Movimento dei Forconi. Questa è una cosa che non è sopportabile." (Mariano Ferro a SKY tg24)

mercoledì, gennaio 18, 2012

Un gioielliere guadagna meno di un operaio

Eh sì, i gioiellieri guadagnano 16000 euro all'anno, stando alle dichiarazioni medie diffuse in questi giorni. Però sono loro poveri o sono ricchi gli operai?Né l'uno né l'altro, semplicemente qualcuno fa il furbino.

Anche per i gestori balneari va male, con 13.600 mila euro l'anno. Considerando però che è una media tra tutti, posso pure crederci che tra la crisi, tra il fatto che lavorano 4 5 mesi l'anno, il guadagno è questo, anche se molti poi d'inverno fanno un altro lavoro per tirare avanti. Ma i gioiellieri, non mi vengano a dire che da ogni gioiello prendono 5 miseri euro, insomma la cosa puzza.

Comunque prima c'era la moda del guardare lo stipendio del politico, ora con l'aumento delle tasse Monti ha puntato il dito sugli evasori e la gente ora guarda a loro. Mi chiedo poi quale sarà la prossima moda. Di certo il dito contro i dipendenti non lo possono mettere, unici che quando prendono lo stipendio, se lo ritrovano subito bello che tagliato dalle tasse. Se poi le tasse non bastano, a fine anno c'è il conguaglio paga paga, mentre qualcun'altro invece evade evade evade.

venerdì, gennaio 13, 2012

Liberalizzazioni

In questi giorni c'è un gran trambusto per queste liberalizzazioni. Io invece penso che finché non vedo ma non credo, però sarebbe anche l'ora. Si creerebbero nuove opportunità di lavoro, si darebbe modo a più persone di esercitare professioni per le quali oggi è impossibile incominciare, salvo essere parente o salvo pagare un cifra altissima per entrare nel giro.

Io penso a tanti laureati in giurisprudenza che non riescono a diventare avvocato perché i posti sono pochissimi e spesso sono già occupati - ci siamo intesi -. Stessa cosa per notai. Ma anche con le farmacie il discorso è uguale. Tra l'altro sfatiamo un mito: alcuni pensano che liberalizzare le farmacie porti all'aumento di queste o portano alla vendita indiscriminata di farmaci. Niente di tutto ciò: semplicemente sarà liberalizzata la vendita dei farmaci di fascia C, ovvero quei medicinali con ricetta le cui spese sono a carico del paziente. Così ora le parafarmacie potrebbero iniziare la vendita di tali farmaci, ma sarà sempre un dottore a vendere tali farmaci. I rappresentanti delle parafarmacie chiedono anche la diminuzione del quorum di una farmacia da 4000 a 2500 abitanti, ma questo è ancora oggetto di discussione.

Infine parliamo dei taxi. Io comprendo l'amarezza di chi da poco ha speso 100, 200 mila euro per una licenza, ma se ci pensano dovrebbero capire che è assurdo alla base pagare queste cifre per poter iniziare un'attività di taxista. Allora si trovi un modo magari per venire incontro a chi ha da poco preso una licenza, ma il processo deve cambiare.

Anche le liberalizzazioni dei carburanti potrebbero dar respiro, considerando i prezzi che vanno verso i 2 euro al litro. Finalmente un gestore di distributore potrà acquistare il carburante dove vuole. Inoltre potrà anche vendere alimentari e sigarette - non fumatele dal distributore però :-D -.

Le liberalizzazioni non risolveranno tutti i problemi d'Italia, ma possono contribuire a creare posti di lavoro e creare maggior concorrenza - per la felicità del consumatore - in molti settori. L'unica liberalizzazione che per ora mi fa rimanere scettico è quella sugli orari. I piccoli negozianti non possono lavorare di notte e rischiano di essere ancor più schiacciati dalle grandi catene, pronte a far lavorare i dipendenti anche di notte. Certo sarebbe assunto nuovo personale, ma ritengo che la notte sia sacra al sonno e che solo le categorie di lavoratori di primaria urgenza dovrebbero lavorare - ospedali per esempio -.

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