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domenica, luglio 21, 2013

Rubata, sparita



Vi ricordate della bici di cui parlavo un annetto fa? Purtroppo si è separata dal sottoscritto, altre due mani sudice e maligne l'hanno portata via da me. Stamattina sono stato svegliato da un condomino che mi ha segnalato l'apertura della mia cantina.

E difatti arrivi lì e cosa vedi? Tutto a posto apparentemente tranne lei, la mia bici, rubata ed ora in chissà che mani. Come mi sento? Rabbioso, arrabbiato perché un oggetto mio è stato portato via con il furto. QUando succedono fatti così, hai mille pensieri, hai mille desideri. Forse il più bello sarebbe ritrovare la mia bici con in sella il ladro ed io dietro che, casualmente su uno schiacciasassi, gioco a Carmageddon e lo schiaccio senza pietà.

Poi ripensi: non comprerò mai una bici per non farmela più rubare. Ma non è così che si risolve, non è giusto finirla così. Devo sfidare coloro che vogliono rubare la roba degli altri. La prossima bici sarà più bella e più protetta. Potessi però elettrificherei la porta della cantina, così da ritrovare il cadavere bruciato del ladro.

Sì è vero, in questi casi diventi un po' assassino, un po' sadico. Subire un furto, grande o piccolo che sia, ti trasforma, ti fa vedere tutto e tutti con sospetto e ti fa diventare più cattivo. Nessuno vuole farsi rubare qualcosa e quando succede, vi garantisco che qualcosa di "Evil" si accende in te, sei meno buono, sei meno disposto a perdonare.

domenica, maggio 26, 2013

Niente ciclabile di domenica




Ricordatemi di non andare più sulle ciclabili di domenica: rischio meno percorrendo la strada con i pochi autoveicoli presenti. Oggi mentre tornavo sulla Martesana, mi sono ritrovato nel tratto più drammatico, straboccante di idioti che non sanno nemmeno come si parte in bici, bambini che non sono stati educati all'uso della due ruote e pedoni che ignorano cosa sia un tragitto promiscuo.

Dicesi tracciato promiscuo pedonale ciclabile, una strada percorribile da pedoni e da, udite bene, da biciclette. Quindi cari pedoni del cazzo, quello non è il marciapiede dove camminare zigzagando o dove fermarsi all'improvviso in mezzo alla strada. Le bici non hanno l'abs e i ciclisti, per quando debbano moderare la velocità per evitare degli idioti come voi, non possono andare a 5 km/h, pari alla velocità di una camminata di un 50enne.

E cosi nel tratto maledetto, dove a causa del parco si riuniscono i peggiori individui che un ciclista possa incrociare, ho prima rischiato di tirare sotto un bambino che ha deciso di tagliarmi la strada per chissà che motivo. Ora, io di solito guardo la reazione dei genitori. I miei mi facevano il culo giustamente se facevo manovre del genere. Invece loro hanno vagamente detto al bambino di stare attento, senza scusarsi col sottoscritto, che ha lievemente sbuffato. Al loro "E' un bambino, tu vai piano", ho sproloquiato qualcosa tipo "State attenti a come vostro figlio usa la bici". Segue un loro ulteriore sproloquio tipo "Pensa ad andare dritto". Oh bella, il bue che dà del cornuto.

Io non sopporto poi questo clima da teca di vetro tipo "Il mio bambino qua, il mio bambino là". Se il tuo bambino sbaglia, non cercare alibi tipo "E' un bambino" ma fai il tuo dovere di genitore educandolo alla strada. Oggi taglia la strada con una bici, domani a 18 anni sarà un viziato col bmw che taglia la strada ad un altro veicolo.

E poi i pedoni che sbuffano per la presenza della bici, quando intanto camminano in stile corteo degli operai, tre persone a fianco che occupano tutta la corsia. Io non ho ET a bordo per volare sulla gente, quindi come cazzo dovrei passarvi? Ed infine persone e ciclisti che invitano ad andare piano, quando già io ho una velocità di crociera degna del 60enne con la graziella. Allora tanto vale che lascio la bici a casa ed entro nel magico mondo dello sfigato pedone che ha solo diritti, ha sempre ragione e tutti gli altri sbagliano.

Ed ora mi rivolgo a voi, poveri ciclisti che come me vorrebbero usare la bici. Riprendiamoci le strade promiscue e trasformiamole in corsie ad uso esclusivo ciclistico, cacciando a pedalate i pedoni.

sabato, aprile 13, 2013

In sella alla bersagliera




Ormai è tradizione, arriva Aprile e la bici viene pulita dalle ragnatele: mi spiace ragnetti, d'estate dovete cercare un'altra casa. E come le lucertole iniziano a sbucare al sole, come pure io ed altri ciclisti cominciamo ad andare in strada.

Che poi quest'anno non ci speravo di cominciare come solito, considerando che fino a due settimane fa era inverno e fino al mese scorso la neve faceva ancora capolino. Ma si sa, basta che le nuvole cambino aria e finalmente il disco caldo esce e fa salire di botto le temperature. 23 gradi segna casa mia, erano mesi che non vedevo questi picchi.

Quindi prima pedalata, non ho nemmeno la lingua di fuori, grazie alle corsette fatte che mi hanno tenuto in allenamento. E non mi sono molto lamentato delle auto, ma oggi ho odiato i pedoni. Pedoni che attraversano senza guardare, pedoni che vanno sulla ciclabile: cazzo non è un secondo marciapiede, stai al posto tuo. Pedoni che nelle corsie promiscue cammina a zig zag dicendo "Oh guarda, ho dei piedi e ci sono solo io al mondo, posso girare totalmente a caso".

Nemmeno certi ciclisti scherzano, andando allo stesso ritmo di quando vanno a piedi. Poi ci sono i classici ciclisti della domenica, eh sì che oggi è sabato. Io poi ammetto che non concepisco il concetto della passeggiata in bicicletta, lascio che Cocciante pedali senza fretta, mentre io sfreccio in stile Girardengo sfruttando le scie dei ciclisti e bruciando tutti alla ripartenza del semaforo.

E' ricominciata la mia stagione ciclistica, come ogni anno anche quest'anno mi prometto qualche gita più lunghina. Spero di riuscire a fare quanto promessomi.

venerdì, maggio 11, 2012

Nuova bici in arrivo



Settimana critica questa e allora quando c'è una settimana pesante, serve lo zuccherino per sentirsi meglio, per recuperare la voglia di fare. Considerando che un mio antico progetto prevedeva l'acquisto di una bicicletta nuova, quale occasione di rispolverarlo ora. Diciamo che da quando ho iniziato il mutuo e da quando so quanti dané rimangono, tolti mutuo, spese, bollette, pazzie di Monti e imprevisti, ora posso finalmente approfittare dei magri fondi che ogni tanto rimangono per gli sfizi.

Uno di questi è proprio la bici. La mia vecchia mountain bike, trasformata poi in bici da strada, la sento sempre più lenta, cigola così tanto che non serve il campanello per far sentire il mio arrivo e mi fa fare una faticaccia. Le fasi medie della vita prevedono che quando sei giovani qualsiasi scassone con due ruote e due pedali vada bene. Io entro nella fascia d'età in cui voglio fare il "borghese" con un mezzo decente. Oltretutto non ho il tempo di prima e con meno allenamento, almeno mi venga incontro il mezzo che sia prestazionalmente buono. Così poi quando arranco non potrò avere la scusa tipo "Eh ma è la bici".

Per la cronaca le fasi della vita successiva sono: bici monomarcia quando in vecchiaia insisti a voler andare in bici ma non reggi le ripartenze. Poi viene la bici con pedalata assistita e finisci con il motorino elettrico: sapete quelli a 4 ruote che vanno a 10 km/h, che ti ritrovi in strada proprio quando sei davvero di fretta e che quasi tiri sotto perché lo vedi all'ultimo metro.

Tornando a noi, sto guardando preventivi su decathlon, niente marche fighe perché o spendo 1000 e passa euro, oppure spendo "poco" ma pago per una bici comune con un marchio grosso. Poi non sono male quelle del decathlon, sempre meglio delle truffe che ti rifila il supermercato. Quelle che loro chiamano bici, sono simpatici oggett che hanno la forma della bici, solo che spesso i freni smettono di funzionare nella peggiore situazione, poi ti ritrovi il manubrio in mano. Oppure perdi la ruota dietro e tu devi darti al monociclo come un clown. Una volta uno mi disse "Oh ma sai che dopo nemmeno un anno abbondante si è rotta la bici del super" ed io "Un anno? E' un record". L'importante è comprarle sapendo cosa compri, come gli ombrellini presi dall'ambulante, che durano 2 3 piogge e alla quarta esplodono.

Uff, per la seconda volta, tornando a noi, siamo in procinto dell'arrivo. Mò, che ormai mi conosce, è la santa che sopporta i miei continui aggiornamenti: son partito da una bici da corsa, ma io poi la distruggo, visto l'uso che faccio. Allora vai di trekking, poi l'ho ritenuta troppo poco adatta a correre, allora quella da strada. Ma quella base mi sembrava troppo base, inoltre alcuni sostengono che i copertoni li devi cambiare subito perché le gomme si bucano guardandole. Allora, con i 4 soldi che mi darà Monti col 730 (forse) ho deciso di alzare un pelo il budget.

Vediamo, vi aggiorno quando l'avrò. E' meglio che non spenda troppo perché ora arriva il caldo e a casa devo mettere un ventilatore decente, altrimenti poi finisce che devo farmi aria con la bici.

lunedì, settembre 12, 2011

Se lo sport diventa scontro politico

Non sono leghista, di solito quando sento certe iniziative extrapolitiche della lega mi vien da sorridere, lasciano il tempo che trovano. Miss padania, le partite della nazionale padana e il giro di padania. Già quel giro che sta creando scompiglio.

Capisco bene che le ultime dal mondo politico fanno arrabbiare: una finanziaria dove sono spariti i tagli alla classe politica, la lega poi non si è fatta molti amici, anzi. Ma arrivare a protestare in quel modo, bloccando una gara mi pare esagerato. Ancora ancora striscioni, manifestare ai lati della corsa, ma interromperla, menare addirittura i ciclisti, è segno di poca intelligenza.

I ciclisti corrono per lavoro, perché in queste corse si prendono dei soldi, insomma fanno il loro lavoro. Chi pensa che il ciclista che corre il giro di padania sia per forza leghista o comunque appoggia a priori le idee della Lega, non ha capito molto.

Vogliono sfogare la rabbia per questa classe politica? In questi giorni si votava per una finanziaria fatta di tagli per i soliti, meglio andare lì a sfogare una ben comprensibile delusione per la classe politica.

lunedì, febbraio 14, 2011

In ricordo di Marco Pantani


Oggi dovevo parlare dell'ultima trovata del Vaticano, o di qualche altra pirlata. Ma oggi è il 14 che oltre ad essere un giorno gioioso per gl innamorati, è un giorno triste per gli amanti del ciclismo. Marco Pantani è stato a parer mio il miglior ciclisma che il panorama italiano ci abbia regalato negli ultimi anni.

Quando si alzava e partiva, non ce n'era per nessuno, con tenacia saliva in vetta con semplicità, come se la montagna improvvisamente si appiattisse. A noi oggi rimane solo il ricordo e un grande rammarico per un campione, ucciso dal sistema. Non mi piace dire queste frasi fatte, ma non vedo alternative: lo hanno messo in croce come ciclista ed anche come uomo, nessun altro ciclista ha pagato come lui. I suoi valori di ematocrito sono alti, ma in modo naturale, non tutti siamo uguali a livello di analisi. Con questo appiglio lo hanno distrutto, oltre alla squalifica umiliazioni, la stampa l'ha spesso dipinto come un criminale.

Ci sono ciclisti beccati sul fatto che hanno potuto riprendere a breve, insomma più di qualcosa non torna in questa vicenda. Ma oggi voglio ricordarlo per le emozioni che ci ha regalato.

martedì, giugno 01, 2010

Bici travolta in via Feltre

Di questi incidenti a Milano ne capitano spesso, io oggi ne pesco uno, letto sul Corriere, perché essendo in una zona da me ben conosciuta, posso fare il mio contributo.

L'incidente è avvenuto in via Feltre, mentre il ciclista stava attraversando le strisce. Il punto, stando alle foto del corriere, dovrebbe essere questo. Lì le auto corrono come saette, poi vista la curva lì vicino, non sempre vedi bene le auto che arrivano. Lì vicino c'è il parco Lambro, quindi è incomprensibile che le auto vadano così forte e per rallentarle, ci siano solo delle strisce bianche.

Allora invece di proporre caschi per le bici, facciano qualcosa di più concreto. Un casco da bici secondo me può fare poco contro i pazzi che corrono, in un impatto può facilmente sfilarsi, come avviene con i caschi da motorino a "scodella", quelli aperti. Oltretutto sono leggeri, sono fatti per reggere una caduta ma non un urto così forte.

Invece perché quella zona, col Lambro vicino, non gode di ciclabile? Invece di mettere poi i velox in zone assurde, solo per far cassa, perché non metterli in quella zona dove, ripeto, le auto corrono anche a 80 90 orari, in barba alla sicurezza? Sono stufo di parole e di provvedimenti palliativi, per tentare di raggirare il problema. Arriveranno ad obbligare il ciclista a vestirsi di gomma piuma, oppure a vietare le bici, ed ecco risolto il problema.

giovedì, aprile 29, 2010

Casco obbligatorio alle bici

Il ciclista milanese vive già diverse passioni, di cui racconto già da tempo su questo blog. Leggo su 02blog di una proposta di introdurre il casco per i ciclisti. In più si parla di un'assicurazione contro il furto, basata su un chip che dovrebbe localizzare la bici rubata.

La seconda idea può essere buona, anche se vorrei capire quanto sia difficoltoso rimuovere tale adesivo, ma preferisco soffermarmi di più sulla prima ideona. Il casco può avere senso per chi corre con la bici da corsa o per i bambini. Ma in generale secondo me non è un caschetto da bici a poter salvare tutte ste vite in più.

Sarò maligno, ma non vorrei che sia un'iniziativa per far vedere che fanno qualcosa per proteggere i ciclisti senza costruire le fantomatiche piste. Di certo più di un casco, la pista ciclabile proteggerebbe realmente chi va sulle due ruote a pedali, dato che se un'auto ti investe, puoi avere tutti i caschi del mondo ma intanto ti fai male per altri fattori. I 15 20 km orari del ciclista medio non giustifica l'uso del caschetto secondo me.

mercoledì, marzo 17, 2010

Google maps per ciclisti




Google pensa ai ciclisti ed introduce nelle sue mappe i percorsi ciclistici. Notizia di webmasterpoint, non può che farmi felice.

Il servizio per ora è in beta per alcune città statunitensi, ma arriverà presto in Italia. In pratica, presto si potrà cercare un itinerario scegliendo come mezzo di trasporto, oltre all'auto, ai mezzi pubblici e a piedi, anche la bici.

Per fare ciò, sono stati aggiunti 12000 km di percorsi ciclistici, suddivisi tra percorsi senza mezzi a motore, le piste ciclabili e i percorsi con basso traffico.

Attendo con ansia che arrivi in Italia, per potermi studiare la nuova funzione.

giovedì, ottobre 01, 2009

Bici, niente decurtamento punti patente

Aveva destato polemiche la norma inserita nel decreto sicurezza, secondo cui le infrazioni fatte con la bici andavano punite con la perdita di punti, per chi era patentato. Di Questa norma, che ha pure mietuto qualche vittima, ne avevo parlato un mesetto fa, mostrando anche io il mio scetticismo.

Ebbene, dal corriere arriva una notizia positiva per noi ciclisti. La norma sarà eliminata in quanto non è corretta la disparità tra chi ha la patente e chi no.

Bene, prima di festeggiare, vorrei che ciò avvenga realmente, per ora è una promessa, speriamo diventi realtà. Però per una norma che va, ne potrebbe arrivare un'altra. Si vuol proporre l'obbligo di indossare il giubbotto catarifrangente a chi viaggia su strade extraurbane.

Questa idea mi trova d'accordo e contrario allo stesso tempo. A volte su certe strade extraurbane, trafficate, un giubbotto può aiutare a rendersi più visibile. Però su certe stradine piccole, dove ci sono più bici che auto, il giubbotto non sarebbe necessario. Poi come sarebbero gestite le ciclabili extraurbane? No perché d'estate andare con quel giubbottino penso si sudi non poco. Capisco la sicurezza, ma se si evitano le strade trafficate e si percorre le piccole viette di campagna non penso che ci sia questo bisogno.

Comunque se devo scegliere meglio la norma del giubbotto che quella dei punti. Ribadisco che io rispetto le regole ma non consideravo giusto trattare in due modi distinti chi ha la patente e chi no.

lunedì, settembre 14, 2009

Le promesse di settembre per Milano

Quando arriva Natale, tutti sono più buoni. Invece quando arriva settembre, per l'esattezza la settimana europea della mobilità e il Salone del Ciclo, tutti diventanto più ecologisti.

Così, come potete leggere dal corriere arrivano le promesse di nuove piste ciclabili e nuovi provvedimenti per favorire il trasporto pubblico.

Arriverà un abbonamento integrato per muoversi con i mezzi ATM, treni, bike sharing e car sharing. Interessante, purché il prezzo sia competitivo. Questo lo si potrà vedere quando sapremo le tariffe.

Ecco sarebbe bello avere un biglietto giornaliero come il BIRG nel Lazio. Lì, il Lazio è diviso in zone concentriche, in base al numero di zone da attraversare, si paga una certa tariffa. Con un biglietto si prendono mezzi e treni di varie società. In Lombardia esiste ma solo come abbonamento trimestrale o annuale.

Intanto nei prossimi giorni scopriremo se finalmente i lavori della linea 4 e del secondo tratto della linea 5 partiranno finalmente. Poi hanno di nuovo promesso nuove ciclabili. Vediamo finito il Salone del ciclo, cosa resterà delle promesse.

venerdì, luglio 17, 2009

Idea per una pedalata

Per chi è amante delle gite in bicicletta e vive a Milano, posso proporre - dopo averla provata personalmente - la ciclabile Milano Lecco, che parte dal centro di Milano - Via S. Marco - e seguendo il naviglio Martesana va fino a Cassano, girando poi in direzione Adda. Ad un certo punto vedrete l'imbocco della Martesana dal fiume Adda, la pista prosegue fino quasi a Lecco.

Su piste-ciclabili.com potete vedere il percorso completo. Il sito tra l'altro propone itinerari ciclabili di tutta l'Italia. Ognuno può proporre nuovi itinerari da aggiungere. Una particolare descrizione particolareggiata la trovate anche su questo sito. Il link indica il primo tratto, poi troverete gli altri.

Io l'ho percorsa a pezzi, dato che di solito tendo a fare uscite nel pomeriggio da 2 3 ore. I tratti sono Gessate Milano, Paderno Gessate e Lecco Paderno.

Il tratto da Gessate a Milano è di 21 chilometri da Gessate all'ingresso di Milano, 33 se arrivate fino in centro. Il panorama è caratterizzato da campi e da cascine. Da via S. Marco potete anche arrivare al castello sforzesco. Occhio che dopo Viale Monza, nei pressi dello scalo Martesana, la ciclabile è interrotta per i lavori del collegamento ferroviario Garibaldi Centrale. I lavori penso dureranno ancora un annetto. Il fondo è asfaltato o con delle mattonelle, adatto a tutte le bici.

Il tratto Paderno Robbiate a Gessate è lungo 30 km. Questo tratto è immerso nel verde, passerete in mezzo ai boschi. Il fondo è in parte asfaltato in parte sassoso. Non servono Mountain bike particolarmente scanalate, io l'ho percorso con una bici con scanalature da asfalto, seppure in certi tratti ho dovuto andare con attenzione. Evitate invece le bici da corsa.

Il terzo tratto lo devo ancora provare, per ora posso dirvi che da Lecco dovrete fare un tratto su una strada abbastanza trafficata per arrivare alla ciclabile. Nel primo link che vi ho postato troverete un commento per una via alternativa più breve e meno trafficata per raggiungere la ciclabile.

Gessate è raggiungibile in metro, vi serve un biglietto extraurbano più un biglietto per colli - per la bici -.

Paderno è raggiungibile con il treno, linea Milano Bergamo via Carnate. I treni partono da Garibaldi e Greco, occhio a non prendere il treno per Bergamo via Treviglio, che fa ben altra linea. La stazione si chiama Paderno-Robbiate. La bici paga un biglietto come una persona, oppure un'abbonamento - dal costo fisso di 3 Euro - con cui potete trasportare la bici per 24 ore.

Per raggiungere Lecco, c'è sempre il treno, con regionali che partono da Centrale o Garibaldi - quelli da Centrale sono più veloci -.

martedì, luglio 07, 2009

Infrazioni per bici, via punti della patente




Ringrazio Marco per la segnalazione. Sembra un paradosso, ma i ciclisti, che al giorno d'oggi devono compiere sempre viaggi avventurosi per muoversi in una città che non li vede, con automobilisti pronti a stringerli, chiuderli e prenderli sotto, anziché venir protetti, vengono beffati.

Se un ciclista sarà fermato da un vigile per un'infrazione, oltre alla multa, riceverà anche una decurtazione punti, come se fosse un'auto. Mi pare un paradosso, qua invece di risolvere i veri problemi si guardano queste cose.

Non ho mai visto un ciclista che tampona un'auto perché è passata col rosso, o un'auto procedere a folle velocità su una via urbana. Capisco che ci sono ciclisti indisciplinati, ma non accetto che bici ed auto siano messe sullo stesso piano. Se passassi col rosso con una bici, pur rischiando di farmi male, avrei molte meno possibilità di provocare danni alle persone e cose intorno rispetto ad un'auto.

Tra l'altro ho scoperto che c'è chi prende la bici per andare a bere una birretta e non rischiare punti per superamento del tasso alcolico. Così tutto si vanificherebbe.

Tra l'altro la regola non è uguale per tutti. Chi non ha la patente non perde alcun punto. Anche questo aspetto non è corretto. Però ho quasi timore a scriverlo, poi magari si inventano il patentino per bici :-D

Occhio che tra poco tolgono i punti anche ai pedoni, i prossimi potrebbero essere loro. Comunque riassunto in breve, mettere bici alla pari con le auto è come mettere sullo stesso piano uno che tira un pugno ad un altro ed uno che spara ad un altro.

Foto di Bichuas (E. Carton), Flickr.

lunedì, maggio 18, 2009

Giro d'Italia, beffa per Milano

Per me guardare come sono strutturate le tappe del Giro e accorgermi che quest'anno dopo 20 anni consecutivi di arrivo a Milano, il giro arriva a Roma. E' mai possibile che il giro del Centenario debba arrivare a Roma? Nella prima edizione e fino al 1960 partiva ed arrivava a Milano, sede della Gazzetta dello sport. Quindi è simbolico che il giro arrivi a Milano, quindi proprio questa non la capisco.

Alla città meneghina danno il contentino, una tappa con circuito intorno alla città. Va bene, si bloccano un po' di tram, si crea un po' di confusione, va bene tutto per vedere il giro. Molti vanno ad assistere ai corridori. Ed ecco la seconda tegola. I corridori ottengono che i risultati di oggi non incidano sulla classifica. Cosaa? Allora che corsa è? Il motivo pare sia perché il circuito sia pericoloso. E allora la tappa del giorno prima, dove un corridore è caduto da un dirupo è più sicura? I circuiti montani sono pericolosi?

Certo, è vero che c'erano auto in sosta non rimosse, ma solo segnalate con un nastro, oppure c'erano tratti dove da un lato si correva, dall'altra passavano le auto - così hanno dichiarato alcuni ciclisti -. Oppure c'erano binari dei tram segnalati da semplici panettoni. D'altra parte ci sono sempre stati, mica si possono smontare. Stessa cosa per i panettoni in cemento.

Insomma l'unico vantaggio di non ospitare l'ultima tappa ma una intermedia poteva essere che i corridori sono meno stanchi e giochi non sono fatti per la maglia rosa. Questo faceva sperare ad una corsa briosa. Niente, per 3 ore buone è stata una passerella.

Infine, giusto per infierire, il gruppo si ferma e Di Luca parla al microfono dicendo che andranno piano perché il percorso è pericoloso. Se posso capire che i piloti fossero spaventati per il brutto incidente occorso al collega il giorno prima, e se hanno avuto la concessione che la tappa di oggi non contasse per la classifica, perché fermarsi? E perché andare così piano nella prima parte della tappa? Capisco la loro paura di farsi male, capisco che a Milano ci siano delle insidie, però forse si è esagerato.

Insomma il giro del Centenario si rivela una chimera per Milano.

giovedì, maggio 14, 2009

Bici il mezzo più pericoloso


Il mezzo di trasporto più pericoloso? Qualcuno direbbe l'auto, a sentire i bollettini di guerra dopo il sabato sera. Invece no. L'aereo? Per quanto ogni incidente della scatola con le ali faccia clamore, è considerato il più sicuro.

E' la bici, ogni giorno in Italia ci sono 40 persone che devono ricorrere al pronto soccorso a causa di incidenti con la due ruote. Come mai questo fatto? A volte vedo ciclisti un po' sprezzanti del pericolo, ma soprattutto vedo automobilisti poco disciplinati che o ti superano sfiorandoti, o ti tagliano la strada, o girano senza vederti. Per non parlare di chi apre la portiera senza guardare se passa una bici. Ce ne sarebbeo da scrivere, specie per chi come me usa la bici a Milano.

Finché non salite sul sellino e non provate non vi rendete conto davvero quanti occhi si debbano tenere aperti mentre si va in strada con la due ruote. Qualcuno si definisce kamikaze della bicicletta. La ciclabile? Vecchia storia, ne ho parlato diverse volte. Purtroppo in centro non si vogliono ridurre i parcheggi a pagamento per metterle, mica siamo in Germania, dove questi problemi non se li sono fatti.

Speriamo che questo dato sensibilizzi qualcuno a riguardo. Mmm, basta sognare Paòlo. Invece di invadere il marciapiede, invaderei la strada, cominciando ad intralciare il traffico in modo serio, a rompere le scatole all'autista. Forse così davvero si potrebbe sperare di smuovere qualcosa e trasformare tante promesse in una pista.

Foto di WTL photos, Flickr.

martedì, gennaio 20, 2009

Milano finalista per trasporto sostenibile

Stiamo parlando della Milano dove vivo? A quanto pare . L'ecopass sembra aver fatto colpo.

Io se posso dire la mia, noto che da qualche tempo il tentativo di migliorare c'è stato, con una serie di iniziative, ma forse piuttosto goffo e non sempre con effetti sperati.

Ecopass, c'è, porta nelle casse del comune un bel po' di soldi. Ma il traffico è diminuito? Stando a questo articolo del 12.3 % nel centro città e del 3 % fuori dalla cerchia. Non male stando a questi dati. Peccato che vadano in contrasto col fatto che lo smog è in forte aumento, come potete leggere qui.

Mezzi pubblici. Abbiamo 3 linee di metro + una in costruzione. Attendiamo ancora che arrivino i soldi per la linea 4 e il prolungamento delle 3 linee verso l'hinterland, sperando accada presto. Il trasporto nell'hinterland non è il massimo ovunque. Considerando che con i prezzi delle case alto, la gente va a vivere nei comuni limitrofi, si deve potenziare i mezzi pubblici anche fuori dalla città. Anche il trasporto urbano secondo me necessita di qualche miglioramento, pur notando dei passi avanti. Mezzi che vanno a metano, meno blocchi alla metropolitana, tram più sicuri. Ecco cosa ci vuole, oltre che certe linee di autobus, troppo piene in orario di punta, avrebbero bisogno di aggiunta di corse.

Biciclette. Un passettino avanti lo abbiamo avuto con il bikeSharing, anche se le stazioni sono solo in centro per ora. Poi stiamo ancora aspettando le ciclabili promesse, girare in strada nel traffico è sempre più difficile.

In generale, guardando le città estere, abbiamo ancora da fare di strada prima di raggiungere il livello di altre città europee. Io ieri camminavo per la città e sentivo proprio puzza di smog, pur essendo abituato ormai - putroppo - all'odore dei gas di scarico. Poi troppe persone non prendono l'auto o per pigrizia o perché con i mezzi impiegano troppo tempo.

venerdì, dicembre 05, 2008

Bike sharing, finalmente

Dopo mesi di attese, delusioni, colpi di scena e tanti interrogativi, finalmente il 3 dicembre parte a Milano il bike sharing, denominato bikemi.

E' stato un parto travagliato ma finalmente abbiamo le prime 66 stazioni dove noleggiare una delle 850 biciclette. Certo questo è solo l'inizio, si confida che nel tempo avremo le prime stazioni anche oltre la cerchia della circonvallazione. Tra l'altro un'altra cosa forse da sistemare è il fatto che ora è accettata solo la carta di credito. Questo esclude dal servizio una buona fetta dei clienti più papabili, ovvero gli studenti. Non tutti hanno una carta di credito, specie quelli delle superiori.

Però intanto si cominci, poi via via penso che il servizio potrà essere migliorato. Tra l'altro nei primi mesi ci saranno delle offerte lancio per l'abbonamento.

Sul sito potete vedere tariffe, potete abbonarvi online e potete visionare - funzione molto utile - al momento quante bici sono disponibili nei vari parcheggi.

Spero che l'iniziativa si riveli un successo, potrebbe permettere al servizio di espandersi. Forse questo può permettere a tutti i ciclisti di guadagnare importanza e di farsi sentire sulle piste ciclabili.

lunedì, novembre 03, 2008

Bike sharing, ormai sta diventando come Beatiful

Prima si pensa di metterlo, poi non c'è nessuna azienda che si presenta al bando, poi si presentano, poi non si vuole investire, poi invece si fa, poi no. Mi sono perso dietro le varie puntate, semmai cercate nel mio blog e su 02blog, dove troverete anche la nuova puntata.

Bisbigliamolo a bassa voce, ma pare che qualcosa la stanno cominciando a montare. In San Babila c'è un mega imballo che dovrebbe essere la prima stazione di interscambio metro - bici. Giustamente 02blog fa notare il grande tempismo, venerdì c'è stato un acquazzone che ti fa venire voglia di stare in casa, altro che prendere la bici.

Così magari trovano la scusa per non far decollare questo servizio che temo che alla fine non vuole nessuno al vertice. Altrimenti poi se l'iniziativa ha successo, dovrebbero davvero fare le ciclabili per anni promesse, togliendo posto ai parcheggi con strisce blu. Poi che facciamo se la gente ci prende gusto e non entra più in centro con l'auto - e quindi Ecopass -? Comunque staremo a vedere le prossime puntate di questa soap.

martedì, settembre 23, 2008

E dopo la metro, tocca alla bici

Eh già, perché dopo che sono stati bocciati i finanziamenti per la metro, adesso arriva la bocciatura per le ciclabili. A segnalarlo 02blog.

Eh sì, perché tolgono spazio ai parcheggi, posti auto che si fanno pagare in centro. Siccome la ciclabile è gratuita, non conviene farla. In barba ai buoni propositi ecologisti e alle tante belle parole per far bella figura all'Expo.

Lo si vuole capire che Milano sta collassando con tutte ste auto che girano in città? Io comincio a perdere le speranze di avere una città a livello di quelle europee, con rete metropolitana che ti porta ovunque o quasi, rete ciclabile per girare con la due ruote senza rischiare la vita e camminare potendo respisare un'aria quasi decente. D'altra parte, se si punta sull'auto, che mi posso aspettare?

A proposito, devo scrivere a Chi l'ha visto per chiedere se qualcuno ha visto in giro per Milano il bike sharing. Sembra sparito.

giovedì, luglio 31, 2008

Idee per gite in bici, alcuni siti utili

Essendo un ciclista che ama soprattutto girare in posti nuovi, più su ciclabili che nei parchi, sto facendo varie ricerche sulle ciclabili qua intorno. Ho avuto modo di trovare tanti siti, vi segnalo quelli che più utilizzo

Questo sito, molto ben fatto, descrive diversi percorso con l'ausilio di molte foto. La descrizione è chiara e descrittiva, si spiega dove andare ed in più segnala luoghi da ammirare sulla strada. In più si spiega bene quali bici sono adatte al percorso. Faccio solo una piccola nota. Per quanto alcuni punti cruciali sono spiegati anche con l'ausilio della cartina, forse manca una cartina di tutto il percorso. Chi vuole percorrere i percorsi, deve stamparsi articolo e foto per potersi orientare, il che magari non lo rende praticissimo. Però le foto rendono meglio su certi punti, comunque le spiegazioni sono chiare.

Quest'altro sito, Piste ciclabili, forse è un ottimo sito dove trovare le piste ciclabili d'Italia ed itinerari vari - anche su strada -. Il tutto è organizzato ed indicizzato come in un blog, quindi cliccando sulle città e i paesi, troverete gli itinerari relativi la città selezionata. Le piantine non mancano per nulla, ci si appoggia a google maps.

Essendo un servizio di tipo wiki, tutti possono creare nuovi itinerari e modificare esistenti. Il problema è che a volte ci sono itinerari che magari non esistono o sono spiegati un po' troppo brevemente. In certi casi le spiegazioni sono poco dettagliate. Leggete bene i commenti che possono dare anche ulteriori info. Questo sito per me difatti è un punto di partenza. Trovato il percorso, cerco altre info con Google o altri siti.

Questi sono i due siti più interessanti che ho trovato finora, se trovo altro di interessante, ve lo segnalerò.

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