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giovedì, settembre 27, 2012

Sallusti condannato, rischio per libera informazione?

Non ricordando la vicenda, all'inizio da ignorante ho pensato "Io sono contro le parole dell'articolo - ritrovato su Panorama, ma un parere è un parere e va rispettato".

Ma, ma, c'è un grosso ma. Mi sono informato ed ho verificato la vicenda. Leggendo il Corriere pare che siano stati modificati i fatti espressi da Libero: nessuno avrebbe costretto la 13enne ad un aborto, la questione è stata portata davanti al giudice in quanto i due genitori sono separati ed il padre era pure all'oscuro della vicenda. Quindi nessun aborto coatto, nessun padre cattivo.

Quindi se ora leggete o sentite che in Italia si limita la liberta e che i giudici comandano la stampa, non ascoltate. Io ammetto che all'inizio ci stavo cascando, forse perché sensibile alla questione della libera espressione. Ma è importante ricordare che il diritto alla libera informazione finisce quando si dice il falso, facendo passare i fatti per quel che non sono e apostrofando le persone per quel che non sono.

domenica, aprile 01, 2012

La fine di un'esperienza



Era l'estate 2011 quando un gruppo di amici, guidati da una persona che non conoscevo, si unì per un progetto. Il progetto era creare un giornale libero, un giornale nuovo dove ci fosse davvero la libertà giornalistica. Ero entusiasta perché forse, dopo anni di blog, potevo accarezzare il sogno di scrivere in un giornale, da giornalista.

Comunque non volendo gettare le cartucce che riservavo ai miei blog, decisi di portare avanti, almeno all'inizio la pagina sportiva, unico argomento non trattato sui blog, di cui però sono appassionato. Tutto inizia bene? Insomma, si inizia in una piattaforma dove c'erano solo paletti, ben presto due miei amici blogger, Il Cesco e Michele abbandonano, sono i primi a sentire puzza di bruciato. Io, cocciuto, rimango, ritenendo che nella nuova piattaforma, dove ci siamo spostati, avremmo trovato maggior spazio. Finalmente si parte, ma dopo qualche mese mi rendo conto che qualcosa non torna.

Mi sembrava un giornale fatto da tanti editoriali, ma pochi articoli con i fatti. Tanta, troppa politica e poca cronaca, pochi dossier. Oltretutto, per quanto sia giustificabile che ci siano editoriali delle varie parti politiche, ritengo che se si legge l'editoriale di destra, sia giustificato un editoriale di sinistra. Io credo molto nel giornalismo fatto di confronto di idee, così che tu, sentendo entrambe, possa farti un'idea completa. Qualcosa tipo In onda.

Sospinto da questa mia idea, ho provato ad inserire questo post sul giornale, appena dopo mezzoretta dall'altra idea, totalmente opposta alla mia. Quella era la prova del 9 per me, volevo capire se un'opinione fuori dal coro sarebbe stata accolta e se un'idea di confronto è possibile in un giornale del genere. Disastro: là pare che non si desideri un simile confronto, pare che chi prima arriva e mette un'opinione, poi sia contestabile solo tramite commenti.

E allora che cazzo di libertà è questa? Da lì ho passato i mesi successivi cercando di arrivare prima su una notizia e vedere se, una volta messo io per primo un post, se sarebbe stato rispettato, anche se contro quella che di fatto era una linea editoriale diversa dal mio pensiero. Ma il tempo è poco, la voglia anche, ma chi me lo fa fare? Non ho voglia di lottare contro i mulini a vento.

Proseguo stancamente la mia rubrica di calcio, perché io gli impegni li porto comunque avanti come da accordi. Tutto bene finché noto che a causa di ulteriori discussioni, che si sono trasformate in parole contro il muro, si è arrivati ad un punto di rottura definitivo. Se io ancora resistivo in un ambiente che ritenevo contro al mio modo di pensare era grazie al fatto che c'erano degli amici, amici che posso pensare che la pensassero come me. Ma se vedo che una persona se ne va, poi un'altra e un'altra ancora, capisco che forse è arrivato il momento di lasciar perdere i propri principi e le lotte ai mulini al vento.

E così è, sabato ho consegnato le dimissioni, la mia collaborazione con Frews è finita, per correttezza scriverò ancora fino alla fine del campionato. Io ho provato a spiegare cosa secondo me doveva cambiare, senza troppo insistere perché ormai da tempo mi sentivo un "collaboratore ospite", non parte del progetto. Mi è stato detto che avrei dovuto fare in prima persona, che i post portavano letture, ecc. Insomma, le solite scuse, io ho chiesto collaboratori e contenuti, basta politica fatta di aria fritta, ne è piena qualunque quotidiano nazionale. Lo scopo è informare o far numeri di visite ad ogni costo? Lo scopo è fare 3 post di qualità o semplicemente farne 10 15 qualunque? Se lo scopo sono i soli numeri, allora si ricade nel solito problema italiano: far informazione non per la vocazione di insegnare, ma solo per far clamore, per far numero.

Non è questa la mia mission, quindi saluti e baci. Ma non me ne vado troppo deluso o segnato: se un domani  mi si proponesse un'iniziativa simile, non partirei prevenuto. Un giornale secondo le mie idee di informazione libera, senza badare ai numeri ma puntare alla qualità, può esistere. Magari un giorno lo creererò io, chissà.

giovedì, dicembre 15, 2011

Mentana non lascia

Ritengo doveroso aggiornarvi con un breve post che Mentana non lascia, ha cambiato idea dopo che i giornalisti si sono espressi contro la denuncia subìta dal direttore.

Bene, posso tirare un sospiro di sollievo, sperando che queste polemiche contro "Chicco" Mentana finiscano.

mercoledì, dicembre 14, 2011

Un'altra bufera per Mentana, lascia il tg la7?



Mentana è proprio sfortunato. O meglio, deve dare parecchio fastidio, altrimenti non mi spiego tutta una serie di situazioni scoccianti accadutegli negli anni. Al tempo al tg5 fu in un certo senso invitato alla porta perché lui ha sempre voluto che il proprio tg, creato da lui, non diventasse un telegiornale berlusconiano.

Poi a Matrix altre dimissioni, perché riteneva sensato non mandare in onda il Grande Fratello per poter parlare della morte di Eluana Englaro. Anche lì decise di dimettersi dal programma per rimanere saldo ai suoi principi. Anche stavolta i suoi principi e la sua passione per l'informazione stanno rischiando seriamente di far terminare la sua avventura al tg di la7.

La storia è meglio spiegata qua, in pratica comunque è stato denunciato per non aver fatto un comunicato sindacale. Trovo assurdo che una persona come Mentana, che  ha creato un telegiornale serio, il migliore in assoluto in Italia secondo me, debba fare questa fine. Forza Chicco, hai la mia solidarietà.

martedì, settembre 27, 2011

Giornalisti o macchine da soldi

L'altro giorno leggendo su essere niente un intervento dedicato a Paolo Barnard, si è cominciato a parlare nei commenti di giornalisti che pare cerchino di cavalcare l'onda degli indignati a solo scopo di vendere libri o far soldi con articoli o quant'altro.

Ecco io mi sono chiesto allora: ma qual è il confine tra giornalista e macchina da soldi? Quando un giornalista può essere considerato un vero paladino della verità e quando invece va definito avvoltoio che finge di essere indignato, di parlare di scandali al solo scopo di vendere di più?

Partiamo dal presupposto che il giornalista è una vocazione ma è anche un mestiere e come tutti i mestieri, c'è un aspetto economico. Diciamocelo, non si vive di verità, la spesa va fatta, una vita va vissuta. A volte quindi di leggono cose che mi fanno sorridere - non sto parlando di essere niente, ma di altri siti in genere -. Commenti tipo "Ah guarda, Saviano - il primo che mi viene in mente - denuncia le cose ma poi scrive libri". Ragazzi, è uno scrittore, di qualcosa deve campare. I suoi libri non costano un occhio della testa. Lo stesso dicasi per un po' tutti questi personaggi. In passato difendevo Grillo e mi incazzavo quando dicevano "Parla parla, ma è milionario". Buon per lui, sa vendersi bene, d'altra parte mica può fare il paladino che fa tutto gratis.

Ma poi si deve fare un altro ragionamento: a volte leggo articoli o sento parlare di libri che cavalcano l'onda del momento. L'anti politica va per la maggiore, in questo periodo sbucano persone che si indignano e tirano fuori cifre. Ora, qui arriva il difficile: a volte mi pare si dicano cose scontate che già immagino io, a volte si nomina solo la casta, perché aumentano gli introiti e poche volte si va oltre e si tirano fuori gli scandali veri, quelli davvero grossi. Ecco qui diventa dura allora capire: si deve saper capire quando un giornalista va in fondo al problema per la passione del suo lavoro e quando si accontenta di raccontarti qualcosa. Come se un cuoco ti descrivesse un'arancia guardando solo il guscio e senza assaggiarla.

giovedì, dicembre 23, 2010

L'emulazione

Quante volte vi capita di sentire ultimamente sempre più fatti di cronaca nera che si assomigliano tra loro? Al di là del fatto che a volte se si inizia a parlare per esempio di stupri, poi per un mese i tg segnalano tutti gli stupri, per dar risalto alla notizia. Ma c'è anche un altro fatto che si chiama emulazione.

Ricordate i sassi del cavalcavia? Al tempo si cominciò a parlare di personaggi che per passare il tempo gettavano dei sassi sulle auto che correvano in autostrada. Si cominciò a parlarne così tanto che qualcuno pensò "Cavolo, va quei ragazzi che fama che hanno guadagnato, ne parlano tutti", oppure ancora "Che idea, non ci avevo pensato, ora lo faccio anche io." Da quel momento ci furono tanti emulatori che cominciarono a gettare sassi sopra statali, autostrade, persino contro i treni. Ricordo le parole che disse un giornalista di una radio "Meglio sbandierare una fatto in meno che avere una tragedia in più".

Parole sante, pochi capirono che per fermare il fenomeno, si doveva smettere di parlarne con troppa enfasi: anzi meno se ne sarebbe parlato, meglio sarebbe stato. Difatti, quando il fatto non fece più scalpore, ecco che i riflettori si spensero su questo fenomeno e a quel punto pare che anche le emulazioni svanirono.

Io qualche giorno fa ho letto dal bellissimo blog Essere niente di una violenza sessuale fatta da un branco di ragazzini. Se leggete, i modi da codardo e così crudeli non sono tipici da 13enni, ma da adulti. Al di là che i ragazzini si sentono grandi già a 10 anni e vogliono fare i grandi da subito, da chi pensiate che prendano certe idee criminali? Il bombardamento di notizie, lette con toni clamorosi non fa altro che creare in loro lo spirito di emulazione.

E che dire di Yara? Io prego che sia ancora viva; se è stata rapita - non credo ad una fuga volontaria -, il rapitore a quale fatto potrebbe essersi ispirato? Esatto, quel fatto che ha alzato un seguito mediatico pazzesco, superando tutti i limiti dell'informazione e trasformando il tutto in un teatrino, in un tragico grande fratello.

Qual è il limite tra news e show? La news è informare in modo superpartes e spassionato sui fatti, senza mai lasciarsi andare a commenti aggiuntivi. Ogni altra info aggiuntiva fornita nei giorni successivi, deve servire solo come reale aggiornamento e non deve essere del mero gossip. Se non ci sono novità, inutile riprendere la notizia perché tutto ciò porta a rendere troppo popolare il fatto e i protagonisti. Si sa che poi ci sono persone che per noia o per voglia di apparire si vogliono cimentare in atti di emulazione.

mercoledì, dicembre 01, 2010

Informazioni false, sempre all'erta



E' raro che mi faccia fregare dalle news troppo eclatanti, ma a volte ci casco pure io. Oggi ho letto che per installare in casa propria un router - tipo quelli dell'ADSL -, o si ha un patentino oppure lo deve fare uno col patentino. Chi lo fa da solo senza patentino, rischia multe da 15 mila Euro a 150 mila Euro. L'articolo citava espressamente anche i router da casa, quelli piccoli per uso privato.

Siccome di quel sito mi fido, mediamente sta sul pezzo con articoli tecnici, sono saltato dalla sedia. Capisco nelle azienza, specie quando si parla di grossi router wireless, ma addirittura con i piccoli impianti casalinghi, mi pare un'esagerazione. Ho subito espresso la mia indignazione nella mia bacheca. Ed ecco che una persona mi ha spiegato, con tanto di articolo esplicativo, che non è vero che la normativa riguarda anche i privati.

Questa storia per spiegarvi quanto le false notizie possano essere pericolose. Ormai per diffondere notizie ci vuole un niente. Tra email, Facebook - molto potente come mezzo di diffusione -, Twitter e blog, si fa presto a diffondere una notizia che poi si rivela falsa. Io poi sono sempre stato un acerrimo nemico di catene si S. Antonio tipo "Se invii la mail a tutto il mondo, la Microsoft manderà un centesimo per ogni mail ai bambini che soffrono di una malattia mai scoperta e mai curata". Attivissimo in questo mi ha aiutato a trovare info riguardo le catene varie.

Chissà come mai c'è gente che si diverte a dare false informazioni. Ad esempio riguardo certe catene assurde,  qual è il gusto di giocare sui sentimenti altrui? A volte questi, cuccati sul fatto, dicevano che lo facevano per dimostrare chissà cosa o per divertimento. Oppure ancora, avrete sentito di quel tipo che ha detto di aver visto la ragazza scomparsa in provincia di Bergamo: poi era tutto inventato. Ma qual è il gusto mi chiedo? Non capisco proprio cosa possa spingere questi gesti.

Comunque, tornando all'argomento delle notizie, cari blogger e cari giornalisti in erba, non tentate di ottenere più click con notizie non vere o parzialmente non vere, ne va poi della credibilità di tutti i blogger e di tutti i giornalisti web: le bufale lasciatele fare ai caseari, quelle sì che sono buone.

Foto di Claudia_midori, Flickr.

martedì, settembre 07, 2010

Sara Scazzi, un po' di professionalità



Oggi leggo varie notizie riguardo Sara Scazzi, la ragazza scomparsa da diversi giorni, secondo cui lei avrebbe contato i giorni fino al 26. Una notizia letta così, sembra che lei mettesse i numeri tipo -10, -9, -8, fino al 26. Niente di tutto questo, lei li hai cancellati fino al 26, giorno della scomparsa.

Allora ecco che partono ipotesi secondo cui lei li contava per arrivare al 26. E' un'ipotesi, ma è bene scriverlo mettendo le mani avanti e spiegando che è un'ipotesi che potrebbe essere sbagliata. Invece via di conclusioni già fatte.

Poi ho letto dei suoi temi dove lei esprimeva disagio ed un suo desiderio di andare via. Ecco che si dà del sensazionalismo alla notizia, ma io ricordo che a 15 anni io penso che molti giovani possono scrivere "Vorrei andare via" per tanti motivi, ma non è che poi se ne vadano davvero.

E' vero che lei è sparita e qualcosa è successo, ma secondo me le notizie andrebbero date con un maggior beneficio del dubbio, nessuno di noi sa la verità, lasciamo indagare alla polizia. Per il resto non resta che aspettare e sperare.

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