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lunedì, marzo 19, 2012

Razza umana stupida e vendicativa



A uccide B: Amico di B per vendicarsi uccide C - che nulla c'entra con A -. Parente di C uccide D ed E, i loro parenti uccidono F G e H.

A picchia B. B giustamente denuncia A - fin qua niente da dire -. C sentito ciò denuncia E, così, solo perché E è una vocale come A. Tanto le vocali sono tutte uguali.

M e N litigano, F chiede il divorzio, M paga gli alimenti, tanto M guadagna poco. Si tiene pure i figliW e Y, tanto non gliene è fregato mai nulla. I chiede il divorzio ad L e, leggendo la sentenza di F, chiede soldi ad I e impedisce di vedere i figli. Chissenefrega se I è diverso da M: ha pochi soldi e vuole un bene dell'anima ai suoi figli.

P uccide K perché è di un altro alfabeto, diverso da quello italiano. J, amico di K, si fa esplodere ed uccide O, R,S. Allora T decide di incolpare X: tanto si sa che è lui.

Z e V hanno idee diverse - politiche o sociologiche e decidono di venire alle mani. U decide di schierarsi con Z, mentre K si schiera con V, così per partito preso

Sono sicuro che nel genere umano ci sono tante persone pacifiche, ma sono tante, troppe, le vendette, le ingiustizie e i pregiudizi. E' questo l'esempio di modernità del 21° secolo?

domenica, marzo 18, 2012

Dopo un weekend di lavoro

Dopo un weekend di lavoro mi rilasso davanti al blog. Ragazzi, ieri ho fatto la spesa, poi la seconda spesa con le cose scordate. Eh già perché non so perché ma mi ero fissato che stava finendo lo zucchero per poi scoprire che di zucchero avevo già un pacco e mezzo. Ora ho zucchero per un anno. Invece era la FARINA a cominciare a scarseggiare - Doh -. Poi mettici che volevo prendere una bottiglia di Nero d'Avola ma la spesa del mattino era già pesante così - io la porto a mano in attesa di comprare un'auto -.

Poi nel pomeriggio mio padre ha saldato in cantina ed io gli ho dato una mano. Lui con la sua bella maschera, io  giusto con la felpa, ma senza guanti o qualsiasi protezione - ops -. Stavo a debita distanza, poi mio padre sa stare attento. Ma una cazzo di scheggia è finita giusto tra l'orologio e il braccio: seguono parole non scrivibili in questo blog. Poi la corrente saltava, non reggeva molto bene il saldatore eheh. Ma alla fine il lavoro ne è valsa la pena.

Oggi ho chiuso quasi definitivamente il trasloco di roba, iniziato quasi un anno fa :-D Rimane un vecchio Pc - che promettevo di rimettere in sesto ma giace lì da anni e due scemate di numero. Stasera si chiude con una riunione del comitato di quartiere, per valutare come aggiornare i bus che passano nella nostra zona. E domani si ricomincia a lavorare: o forse non ho mai smesso eheh.

giovedì, marzo 08, 2012

Come mi classifica la gente



Dopo l'ennesima etichetta che il mondo mi appioppa, ho pensato perché non aggregarle tutte? Notare, spesso la gente dice che io sono l'opposto di quel che sono. A volte ci azzecca, ma me lo dicono con far dispregiativo, allora così canni.

Comunista: al tempo non capivo che era un complimento :-P
Fascista: questa poi, da un eccesso all'altro.
Lecchino: via via lecchino di questo o quello
Clino: fresca di giornata, mancava alla mia collezione.
Extracomunitario: alt, non c'è nulla di negativo e chi mi ha detto ciò non me l'ha detto come offesa, mi ha fatto solo una domanda. Semplicemente un'estate un ragazzo pensava che non fossi italiano. Io già non ho la carnagione propriamente da milanese, poi d'estate non ne parliamo.
Leghista: solo perché vivo a Milano.
Terrone: per le mie origini non propriamente milanesi.
Permaloso: ah qui hanno ragione.
Ignorante: eh, io ci provo ad uscire dalla mia ignoranza :-D
Saputello: a volte hanno ragione, ma a volte no.
Ordinato: chi io?
Disordinato: ecco ora ci siamo.

Applicare targhe è facile, anche troppo. Se nella vita mi hanno dato due targhe opposte, possiamo avere due spiegazioni.

1 Sono un tipo criptico, difficile capire cosa veramente penso e quale sia la mia vera natura.
2 A volte si è così veloci a sparare giudizi, che le parole escono senza passare dall'attenta analisi del cervello. Per il resto, vediamo da qui ai prossimi anni cos'altro mi verrà detto.

mercoledì, marzo 07, 2012

Aiuto, si stanno rompendo i freni

Questo è uno di quei periodi in cui ti sembra di viaggiare su una strada in discesa con forte pendenza e molte curve. Mediamente queste strade vanno affrontate con freno motore, ma non sempre questo aiuta, specie se l'auto non ne ha molto. E allora si usano i freni, peccato che non bisogna esagerare: se si inizia poi a sentire odor di bruciato, è un brutto segno.Ecco io ora sono così, la discesa sono tutta una serie di circostanze che non mi sono favorevoli. 

Ma parliamo in chiave il mondo Mondo reale e misterioso. Un bell'evento è stato spostato ed allora eccoci lanciati ad organizzarne un altro a breve. Ma in tutto ciò pare che non tutti ti diano una mano; pare anzi che qualcuno fa più il pignolo, sta più a chiedere sul sesso degli angeli e se la lana è di capra o pecora.

Ma anche nell'altro castello le cose sono tese. E' quasi il momento del raccolto ed io mi appresto a raccogliere i frutti, però cavolo forse ci vorrebbe coraggio di qualcuno per coltivare qualcosa di più difficile ma che dia migliori risultati. Anche perché i semi in saccoccia finiscono, poi che si fa? La maggese? Eh già si bravo, si deve pur lavorare. E a volte pur di lavorare non si deve aver paura a coltivare i semi più problematici.

Poi ci sono un paio di rapporti personali che richiederebbero un dialogo. Ma non è facile parlare, dall'altra parte temo di trovare un muro alto e poi a quel punto se insisto per cercare di scavalcarlo, poi magari passo dalla parte del torto. Allora non mi resta che girare intorno al muro finché non vedo una porta - magari - o almeno una corda tirata dall'altra parte.

Il problema è che sono persone cui ci tengo, la cosa va studiata bene per evitare di far danni. Ma intanto l'auto corre veloce, i freni puzzano di bruciato ed io non so come farò tra un po' a controllarmi. Intanto penso che per qualche giorno farò l'uomo invisibile :-D

Poi, per la serie devono accadere tutte insieme, ogni minima occasione, ogni cosa che accade provoca in me rabbia. E' come se ci fosse qualcuno che proprio ora debba uscire con provocazioni. In questo periodo non mi tiro indietro, se mi si provoca rispondo, il bon ton e la pazienza di sti tempi l'ho messa via. Qualcuno mi aiuti a frenare o mi metta le ali per volar via :-D

domenica, marzo 04, 2012

Sfida Internazionale Sui Piaceri Semplici Dell'Anima

Usti, sfidato io, da essereniente. Devo elencare 10 cose che mi fanno star bene. Bhé dai proviamoci, il difficile è non citare cose frivole, dato che si tratta di piaceri semplici dell'anima

1 Viaggiare, vedere nuovi posti e conoscere nuove culture, provando anche cibi e collezionando ricordi positivi.
2 Il profumo della primavera, quando arriva marzo e si inizia a vedere - e sentire - lo sbocciare dei fiori.
3 Una cena tra amici, tra risate e momenti belli di unione.
4 Vedere un proprio progetto personale o anche - perché no -di lavoro, prendere vita attraverso le proprie mani.
5 Una giornata di sole passata all'aria aperta, in bicicletta, ammirando il panorama. E' rilassante per me pedalare, mi fa staccare un po' la spina dalla quotidianetà.
6 Camminare nella mia zona con la musica nelle orecchie, cantando e passeggiando.
7 Stare insieme ad una persona che ti compensa e cui puoi donare tanto amore.
8 Un viaggio in treno, per ammirare dal finestrino il panorama e poter arrivare da chi mi aspetta dall'altro capo dei binari.
9 La neve che imbianca, che rende la città più pulita e più silenziosa. Affondare le scarpe nella neve fresca è meraviglioso, verrebbe da buttarsici dentro.
10 Il contatto con gli animali, in particolare con i gatti che adoro. I gatti mi rilassano, starei ore ad accarezzarli.

Bhé dai, i primi punti me li sono fatti rapidamente, poi ho dovuto un po' pensare bene. Comunque ora si passa lo scettro per la sfida. Io sfido questi blog

Chaillrun con in precario sviluppo
Grace con Scappo dalla città e vado in Val Gina dove la Gnappa è regina (Mannaggia quanto è lungo sto titolo).
Alessandra con Quello che mi manca
Cesco e Michele - ué 10 a testa, non 10 in totale - con AprovadiCrash.
Giglio con Emozioni e pensieri

Ne basterebbero 5, io però sono rompiball fino al DNA, e allora ne aggiungo un paio ihihi
Lu con LuFantasyGioie
Enzo con Il mondo di Enzo

Inutile dire che se altri si vogliono far avanti per raccogliere la sfida, me lo specifichino nei commenti e ci provino pure loro. Alé, tutti pronti allora :-D

martedì, febbraio 21, 2012

Pensieri su un treno

Con il recente acquisto di un netbook ora posso navigare sul treno. Ma non solo, ora posso scrivere anche post guardando invece della solita finestra ferma, un bel finestrino con immagini in movimento dell'Italia che mi scorre avanti. Ora ad esempio sono sulla direttissima, sto entrando a Firenze.

Non chiamatela TAV: la direttissima è la prima linea ad alta velocità europea, inaugurata nel 1977 nel tratto tra Roma e Città della Pieve. Poi però si è dovuto aspettare il 1994 per avere la tratta completa. Noi italiani siamo abili ad inventare, pensare e creare. Abbiamo fior di menti e di mani che sanno pensare ed inventare cose che all'estero si sognano e ci invidiamo. Ci vorrebbe però che ci fosse un tesoriere esterno, che sappia conservare i soldi senza fregarli o senza sprecarli. Poi ci vorrebbe un'organizzazione fatta bene, senza troppe polemiche e senza perdersi in mille cavilli burocratici.

Stando sul treno mi torna sempre in mente il mio primo viaggio: avevo 5 anni ed io con la mia famiglia dovevamo raggiungere mio padre a Roma per lavoro. Cosi prendemmo un espresso diurno che ci mise 8 ore. C'erano le mitiche carrozze X color rosso fegato. Il caimanone ovviamente tirava il convoglio. Non dormii tutta la notte per il pensiero. Da allora la passione è rimasta anche se oggi la ferrovia, pur essendo veloce e tecnologicamente avanzata, ha perso la poesia di un tempo. Di certo questo vagone non può lontanamente competere a livello di poesia con quei bellissimi scompartimenti.

domenica, gennaio 29, 2012

Una sorpresa grandissima



Questo post è dedicato ad una persona, una persona che è sempre stata al mio fianco e che da quando conosco ha cambiato la mia vita in meglio. Io sono migliorato perché mi sono sentito meglio e perché ho ritrovato la mia vitalità che per troppi anni era stata soffocata.

L'altro giorno era il mio compleanno, si prospettava un giorno come gli altri, con gli auguri di tanti amici, ma niente di particolare per la sera. Invece, mentre andavo a pranzo, ecco che lei mi chiama, io ammetto che uscendo nemmeno l'ho vista, è l'ultima persona che speravo di vedere, considerando i tanti km di binari che ci separano. Ebbene, lei ha attraversato tutti quei binari per vedermi, e quando mi fa "Girati", io non credevo ai miei occhi, era lì. Nulla più mi è importato più, la mia giornata è cambiata, un giorno qualunque è diventato un giorno glorioso.

Ho passato insieme a te dei bellissimi momenti, questo compleanno lo ricorderò per sempre come il più bel giorno della mia vita. Grazie Mò

mercoledì, dicembre 28, 2011

Due favole di Natale vere

Due notizie positive che si sposano col periodo natalizio.

Un imprenditore, in attività da anni in un'azienda, per evitare che la propria azienda vada in crisi ha venduto l'attività a dei cinesi. Nonostante queste cose di solito finiscono male, con trasferimento dell'attività all'estero e perdita di lavoro per tanti lavoratori, questa volta pare che il nuovo proprietario rilancerà l'attività qua da noi. Intanto il vecchio titolare ha deciso di dare 1 milione di Euro a tutti i dipendenti - tranne chi lavora da meno di 5 anni -, anche agli ex dipendenti in pensione e alle mogli degli ex dipendenti defunti. Questo è il modo di essere riconoscente a chi ha dato il contributo a far crescere l'azienda negli anni. Una bella storia a lieto fine, cosa ormai rara nel mondo del lavoro.

Altra notizia felice: una bambina scomparsa nello Tsunami del 2004, data ormai dispersa per sempre, è tornata a casa dopo 7 anni. Al tempo quella forza impressionante dell'acqua trascinò tantissime persone tra cui lei che però sopravvisse e arrivo in un altro paese. Lì fu raccolta da una donna, non proprio una buona samaritana, dato che la costrisse per anni a chiedere l'elemosina. Poi alfine la bambina convinse questa donna ad essere lasciata libera. E così è iniziato il viaggio con autostop verso il ritorno a casa. Un regalo bellissimo per i genitori, le cui onde avevano portato via anche la sorella, tuttora dispersa. Non è nemmeno la prima persona a tornare a casa dopo essere stata portata via dallo Tsunami: due anni fa avevo parlato di una storia simile.

giovedì, novembre 17, 2011

Michael J Fox risuona Johnny be goode



Vi ricordate la fantastica scena di Ritorno al futuro? Quando Martin McFly alias Michael J Fox, tornato nel passato. suona al ballo dei genitori Johnny B Goode. Quell'esibizione ha fatto storia, che poi come me è un fan sfegatato della saga Ritorno al futuro, si è esaltato vedendo quel pezzo.

Ed ecco allora, dopo 25 anni ha imparato davvero a suonare la chitarra, una Gibson 1963, mentre al tempo finse di suonarla. Vederlo cantare e suonare con gli Who è emozionante, non sembra nemmeno che abbia il Parkinson.

Sono persone come lui che dovrebbero essere da esempio: lui ha sempre combattuto la sua malattia e non si è mai arreso. A volte noi ci lasciamo andare davanti ad ostacoli che sembrano sassolini, ci arrendiamo e non proviamo nemmeno a far cose banali. E lui invece suona bellamente la chitarra come nulla fosse.

Pensate, ogni settimana fanno il programma Invincibili: è assurdo che vada in onda a mezzanotte, ci fa conoscere tante persone non famose che, dopo aver avuto situazioni che dovrebbero abbatterti per sempre, loro invece si rialzano. Una volta c'era un uomo che senza 4 arti - le mani si sono come sciolte a causa di una malattia -, riusciva ad andare in moto, se la sistemava con le pinze e si è costruito tutto un sistema per guidarla lo stesso, in totale sicurezza. Un'altra donna, rimasta senza gambe dopo un'incidente, oggi corre l'atletica. Ho grande ammirazione per queste persone e per la loro tenacia incrollabile.

domenica, ottobre 30, 2011

E' morto Sandro

Sandro Usai non era un motociclista professionista, non so nemmeno se guidava la moto. Non era un famoso presentatore, non ha recitato in film famosi, non ha fatto gol in serie A. Non ha inventato telefoni o lettori mp3.

E' morto in Italia, non in Iraq o altri stati stranieri. Non è morto per sfiga o perché se l'è cercata. Lui è morto salvando tante persone coinvolte nel disastro di Monterosso. Grazie a lui numerosi turisti si sono salvati e non sono trascinati dall'onda di acqua e fango. Purtroppo a volte il destino è davvero beffardo ed un uomo dal cuore d'oro viene portato via dopo quanto di buono ha fatto.

Il problema è che non avrà clamore, la chiesa sarà piena dei suoi conoscenti, magari qualcuna delle persone salvate da lui gli renderà omaggio, ma niente di più. Anche lui meriterebbe il Capo dello Stato, anche lui meriterebbe la giusta attenzione. Massimo rispetto e apprezzamento a tutti i volontari, piccoli eroi anonimi, che ogni giorno mettono a servizio la propria vita per salvarne altre.

mercoledì, settembre 21, 2011

Ah la cucina

Ormai da qualche mese vivo da solo. Il bilancio? Sto cominciando ad ottimizzare il tempo e a ritagliarmi tempo per rilassarmi, fare le mie cose. SIamo all'inizio, a volte ritengo che servirebbero 12 ore in più.

Ogni tanto toccano anche le faccende domestiche, mica posso lasciar vincere la polvere, insomma una volta a settimana si cerca di far sparire il grosso. Poi il bucato, uff, pesa quando devo mettere via la roba. Per ora me la cavo senza stirare, anche perché fa caldissimo, sbarellerei se dovessi pure stirare.

Ma su una cosa sono messo decisamente: la cucina. Non sono ancora un cuoco perfetto, debbo migliorare. Ma se le altre le vedo come faccenda, mangiare per me non è un fatto di mera sopravvivenza: per me mangiare bene è molto importante, devo rimanere soddisfatto.

Siccome poi odio mangiare sempre le stesse cose, sto cercando di imparare molti piatti, grazie soprattutto ai consigli di Mò, poi ogni tanto si va di fantasia. Pasta, carne, ma anche pesce o anche altri piatti. Tipo stasera ho provato un buon gateau di patate, o meglio a base di purè di patate. Siccome il purè economico ha meno sapore dell'acqua distillata, Mò mi ha suggerito di farlo come gateau.

I miei piatti forti sono di certo la pasta con zucchine, zafferano e pancetta a cubetti. Altro piatto forte è il pollo al curry. E che dire di un buon couscous con pomodorini, mozzarella e tonno. Man mano imparo altri piatti, non mi sento ancora pronto a far da mangiare per altri, più che altro perché devo ancora fare i conti con le porzioni, ma man mano imparerò anche questo.

domenica, settembre 11, 2011

10 11 settembri

Ho sempre denigrato sul blog gli anniversari su brutti avvenimenti, compreso questo. Ma in un anno con la cifra tonda, ho deciso di rompere gli indugi, ma non parlerò dell'11 settembre in sé: tanti e tanti e ancora tanti parleranno in tutte le salse. Questo è un blog, uno spazio personale, quindi racconterò l'11 settembre come l'ho vissuto io.

Erano le 15, ero in ufficio e ricordo che allarmato arriva un mio collega che a gran voce dice "E' scoppiata la terza guerra mondiale." Quel ricordo ce l'ho impresso oggi come se fosse successo ieri. Ricordo anche la difficoltà a capire cosa fosse successo nel dettaglio, internet era bloccata. Ad un certo punto, sulla pagina di Tiscali, comparve l'immagine di una delle due torri che fumava, era piccola ma già lasciava agghiacciati. Era frustrante oltretutto cercare info e non trovarle, con il web bloccato dalle troppe richieste. Considerate che, con tutte le persone al lavoro e con la rete che non era potente come oggi, tutti i siti risultavano difficili da raggiungere.

Alla fine uscii dall'ufficio sapendo solo che due aerei avevano colpito le twin tower e che una era parzialmente crollata. Quando arrivai in palestra, dove avevo la visita medica, cominciai a vedere le immagini e rimasi sconvolto, finora non mi ero del tutto reso conto di quel che mi stava accadendo. Pensate, non mi ero nemmeno reso conto che fossero morte persone nel palazzo, pensavo che giusto quelli dell'aereo fossero morte. Non immaginavo che i palazzi fossero crollati, insomma scoprii tutto insieme e la stessa cosa successe a tutte le persone che, tornate da lavoro, accesero i tg.

Da quel giorno siamo tutti cambiati, abbiamo molte più paure, paura che possa succedere anche noi. Se gli USA possono venire attaccati così al cuore, figuriamoci se non può succedere ad altri. Ricordo anche la paura che si visse a Milano quando un aeroplano colpì il palazzo Pirelli. Nell'incidente morirono 3 persone - tra cui il pilota -, ma il panico del momento fece temere degli attacchi di ben più alta portata. La metro fu chiusa per timore di altri atti. Questo è solo un esempio di come da allora siamo cambiati.

Negli Usa è tutto blindato ora, mi hanno raccontato che per vedere i principali monumenti vieni controllato come se fossi in aeroporto.

Oggi a distanza di così tanti anni, quei ricordi dei palazzi fumanti e delle macerie che crollano sembrano ancora incredibilmente freschi. Non sembrano passati 10 anni, al massimo 2 o 3. Nelle famiglie delle vittime rimarrà indelebile il ricordo, il dolore e la rabbia per quanto successo.

Oltretutto nelle nostre teste c'è confusione: perché davvero è stato fatto questo? Ci hanno raccontato tutto? Da una parte ci sono i TG che raccontano le cose come vogliono, dall'altra i complottisti che parlano di teorie che a volte sembrano fattibili, a volte sembrano al limite del fantasioso. Insomma tutti si fanno prendere la mano per raccontare le varie versioni dei fatti, ma intanto la realtà è una e troppe persone sono morte per una guerra non loro.

Certo, ci siamo fatti shoccare da questo fatto, ma esistono anche altre realtà di cui la tv non parla o ne parla distrattamente. Nessuno rimane di sasso quando senti di un bus che salta in aria in Israele o di una bomba in Iraq. Quanti hanno pianto per le carneficine in Africa? Ma d'altra parte l'uomo non è un animale perfetto, non è così abile a soppesare gli avvenimenti. Alla fine, in qualunque Stato succedono certe cose, non sono mai good news, ma sad news. Il mio augurio è che prima o poi questo mondo troverà la pace.


Foto di ЕленАндреа, Flickr.

lunedì, luglio 11, 2011

Denunciare il figlio per salvarlo dalla droga

Una madre, disperata nel constatare che suo figlio consuma droga e la detiene in casa, arriva ad un gesto forte pur di salvarlo. Di fronte alla merce trovata nella camera del figlio, decide di denunciarlo ai carabinieri. Lui viene arrestato e condannato a 10 mesi.

Ora non teme il confronto con lui, anzi spera di vederlo presto. Una madre dallo spirito forte, quante avrebbero avuto il coraggio di un gesto del genere. Questa notizia l'ho sentita stamattina in radio: ebbene quando una persona entra nel tunnel della droga, non entra solo lei, ma anche i parenti e gli amici - quelli veri -, che soffrono nel vedere questa persona che si inginocchia per la droga, che cambia nel fisico e soprattutto nella mente.

Mi ha sorpreso constatare come in radio, dove questa notizia è stata commentata, ci fosse chi criticava il gesto della madre. Secondo me non si amano i propri figli, assecondando i loro errori e proteggendoli sempre. E' giusto aiutare una persona cara in tutti i modi: se con le buone non funziona, bisogna valutare anche questi metodi, anche se è chiaro che queste cose non si fanno a cuor leggero.

venerdì, luglio 01, 2011

Alberto Bonanni, vittima di questa Italia

Alberto Bonanni era o è un musicista in fin di vita? Cercando su google - il post lo sto scrivendo alle 9 del 30 giugno -, c'è chi scrive come di uno che è morto, altri giornali invece scrivono che non è morto ma è in fin di vita.

Come sempre in questa confusione si capisce quanto i giornalisti siano più avvoltoi di notizie, che informatori per i cittadini. Prima di scrivere notizie a casaccio, soprattutto in questo caso in cui ci sono diversi dubbi, cosa costa una telefonata all'ospedale chiedendo se perlomeno questo sfortunato ragazzo sia ancora in vita. Invece no, l'importante è scrivere il pezzo e se anche ieri la morte è stata smentita, fa più clamore scrivere che sia morto.

Tra l'altro oggi in radio sentivo che uno degli aggressori è rimasto sorpreso di essere stato arrestato. "Ho dato solo 2 pugni". Bhé due pugni, mica gli ha sparato, per lui forse i pugni sono carezze, sono pacche sulla spalla. Questo ennesimo caso di cronaca violenta è lo specchio del nostro Paese: giornalisti che puntano alla notizia stratosferica, infischiandosene della verità e persone che picchiano un uomo solo per gli schiamazzi, ritenendo di non aver fatto niente di che. Che tempi.

giovedì, giugno 30, 2011

L'altro volto della medicina

Spesso i medici e gli ospedali finiscono sui giornali per casi di malasanità: medici che liquidano dei pazienti con frasi tipo "Lei non ha nulla" e poi invece questi pazienti hanno peggioramenti, spesso letali. Medici che non operano con attenzione e causano danni ai pazienti.

Invece oggi sul corriere ho letto di un uomo, un medico, che si presenta ad operare un paziente di 70 anni, pur non stando bene - accusava un dolore al petto. Ma affronta con successo un'operazione di angioplastica, quasi 4 ore di intervento. Alla fine dell'operazione, questo medico fa in tempo ad andare in pronto soccorso, dove sviene e muore dopo pochi minuti.

A volte i giornalisti cercano nuovi eroi, esaltando dei fatti e le gesta delle persone. Io stesso a volte mi faccio trascinare, ma d'altra parte quanti medici, non stando bene si sarebbero alzati per andare al lavoro? E' vero che non si dà mai importanza ai dolori del corpo e si dice "Massì, ce la faccio", nessuno immagina che quel dolore potrebbe rivelarsi fatale. Ma è vero che un medico sa che un dolore al petto non sarebbe da ignorare, quindi lui ha preferito mettere davanti la sua professione. Ce ne fossero di medici come lui, che pongono al primo posto la professionalità: chissà quanti pazienti in meno sarebbero stati vittime della malasanità.

martedì, giugno 28, 2011

I kamikaze



E' un periodo che parlo di humus umani, di tipi di personaggi. Oggi parlo dei kamikaze, quelle persone che pur sapendo che certe situazioni le faranno soffrire, si buttano sempre "nel fuoco".

C'è il kamikaze d'amore, un classico. Pur sapendo che quella persona è una stronza, una mangiauomini o un tombeur de femme, a loro piace farsi distruggere il cuore, farsi prendere in giro. Se tu dici loro "va che quella persona è così", loro ti rispondono pure "Sì lo so, ma che ci posso fare".

Poi c'è il kamikaze del lavoro, quello che sa che dovrebbe stare al posto suo e fare il proprio lavoro: ma è più forte di lui, lui deve aiutare il collega, prendere iniziativa, fare quella cosa. Poi come va a finire? Con la medaglia? Con la stretta di mano? Seee, la medaglia in testa e la mano te la stringono sui zebedei, perché hai fatto una cosa non richiesta, perché hai lavorato più di quanto richiesto. E lui lo sa, se lo avvisi e gli dici "Lascia perdere", lui fa "Massì a sto giro andrà bene", invece va come sempre.

E che dire del kamikaze a cui piace riprovare esperienze che lo fanno soffrire o incazzare? Pensa che dopo appena pochi mesi le cose siano cambiate o magari non ci spera nemmeno ma, per passare il tempo, gli piace andare a riprovare se il fuoco scotta. Puntualmente dopo 10 minuti lo vedrai sotto l'acqua fredda.

Sapete cosa mi dà fastidio di queste situazioni? Innanzitutto a me dà fastidio il concetto di autolesionarsi, non riesco a stare zitto se vedo uno che si vuole tirare la zappa sui piedi, mi vien proprio da dirgli "Ma sei scemo?" Mi dà fastidio anche perché questi ingenui kamikaze spesso vanno ad alimentare fuochi di persone arroganti: queste persone negative si sentiranno più forti perché hanno trovato un altro kamikaze boccalone che cade nella loro rete.

Infine rimango stizzito quando vedo tornare con le ossa rotte l'autolesionista e guardandoti con l'occhio spento - e nero - ti dice "Ma il fuoco scotta ancora" e tu invece che consolarlo vorresti finirlo e dirgli "Te l'avevo detto cazzo, non mi dai mai retta".

martedì, giugno 21, 2011

Quelli che vogliono fingere di avere più di quanto hanno

L'altro giorno ero in bici intorno al mio nuovo quartiere e passo vicino a dei loft. "Oh bella" penso "chi se lo prende un loft in questa zona periferica". Difatti mi sembravano per metà vuoti, ma qualcuno ci abita. Un mio amico ha detto che ovviamente sono belli costosetti, ma chi si prende un loft ad un prezzo caro in periferia.

Certo, in centro il loft costa ancor di più, ma cavolo se hai i soldi per quel loft, con i stessi soldi ti compri un bell'appartamento in una zona tattica, in un bel quartiere. Però col loft appari, poi puoi dire "Io mica ho un appartamento, io ho un loft". Peccato che in centro non se lo possono pagare, ma pur di apparire, lo prenderebbero pure in periferia.

Però, mi direte, il loft può davvero piacere, può diventare un concetto di gusti, di moda. Va bene, ci sta, ma allora spiegatemi i geni che il 7 gennaio, con l'apertura dei saldi, fanno file di ore pur di avere il capo firmato. Anche qua io penso che se i soldi li hai, te lo puoi prendere durante l'anno. Andare a farsi 2 3 ore di fila per voler per forza prendere un capo che durante l'anno non puoi permetterti mi pare ridicolo.

Poi ci sono quelli che noleggiano auto bellissime, spacciandole per loro, quelli che fanno le rate per il cellulare o per il 50 pollici. Insomma, ormai pur di apparire si scende a qualunque compromesso, si accettano pure rate infinite. Poi non ci sono i soldi per mangiare, pazienza, però hai l'ultimo cellulare, vuoi mettere? Bene, adesso allora mangiati lo smartphone, furbone.

martedì, giugno 07, 2011

Solita triste storia italiana, uomo in coma dopo banale intervento

Questa storia letta oggi sul corriere genera una rabbia multipla. Ci si indigna perché per un'operazione banale si rischia di finire in coma, ci si indigna perché nessuno paga per questo errore ed infine si rimane sconcertati davanti al fatto che ora questa persona debba condurre una sopravvivenza - non può essere definita vita - attaccata ad una macchina.

Questa donna racconta di come suo marito sia finito in coma in seguito ad un intervento molto semplice, quale la rimozione di due punti metallici dalla bocca. Invece, dopo l'operazione, il marito è andato in coma. Nessuno ha fatto nulla, le persone che hanno fatto l'intervento non hanno pagato per il loro errore. Lo Stato non si prende alcuna responsabilità, l'ospedale non paga e lei deve tirare con uno stipendio solo - pure basso -. Però se ora chiede di staccare la spina, apriti cielo.

Spiegatemi come mai se io sbaglio in buona fede a pagare le tasse, lo Stato non guarda la volontà ma mi chiede fior di multa. Se invece lo Stato, attraverso i servizi pubblici, sbaglia, non paga e non paga nemmeno chi ha sbagliato. Ci spiace, è andato in coma. Bhé? Può mica finire qui la cosa.

Sull'aspetto del diritto della vita sappiamo bene come vanno le cose qui: Welby non ha avuto diritto al funerale - concesso però a fior di criminali e dittatori -, il povero Peppino Englaro ha dovuto patire per poter dare una degna morte alla figlia. Io sono credente, ho sempre chiesto di non affidarsi a me per staccare la spina, perché non avrei il coraggio. Però ritengo sacrosanto il diritto di una persona di poter scegliere di non rimanere attaccato alla macchina. Questa non è vita cazzo, questo è accanimento. Si dice che Dio deve decidere della vita: bene, la macchina è stata creata dall'uomo e forza un essere umano alla sopravvivenza, va staccata e lasciato che Dio si prenda in cura quest'anima.

Seguirò questo caso e non mancherò di aggiornarvi, è l'ora di finirla con questo scarica barili: sbagliano a curarti e sono cazzi tuoi e non hai nemmeno il diritto di applicare il testamento biologico.

giovedì, giugno 02, 2011

Ci siamo quasi

Non ho modo di scrivervi un vero post, vi scrivo un breve saluto mentre vi annuncio che a breve il Paòloblog si trasferisce di casa, sempre la mia Milano, solo qualche isolato più in là.

E così si lascia il tetto familiare per formare una nuova famiglia, che all'inizio sarà unitaria, in attesa che la mia Mò mi raggiunga. 7 anni a patire per aspettare che la casa fosse finita di costruire ma finalmente ci siamo, mancano ancora pochi pacchetti, se tutto va bene sabato sera si dorme a casa nuova. E se tutto va bene, a casa nuova trovo già la nuova ADSL pronta ad accogliermi.

Vi aggiornerò poi quando sarò dentro, penso che poi ne avrò da scrivere e raccontare con questa nuova esperienza di vita che si va delineando.

venerdì, aprile 01, 2011

La vita come un portiere



Io immagino sempre la vita come una partita di calcio, in cui tu sei un portiere. Un portiere di una squadra dove i tuoi amici sono i difensori, i centrocampisti e gli attaccanti. Ognuno di noi può vedere gli altri come il resto della squadra e se stesso come portiere.

Gli avversari sono i propri nemici, le insidie, a volte nascoste. Non sempre vedi arrivare i tiri e te ne accorgi all'ultimo. Tu devi buttarti e parare e sperare di non prendere gol. I gol subiti sono i colpi subiti. Come dicevo qualche tempo fa, ogni tano arrivano pure gli autogol: un tuo amico anziché difendere la tua porta, ti cerca di fare gol, quindi occhio pure a chi dovrebbe aiutarti.

C'è chi si limita a parare e chi rischia ad uscire per fare un passaggio filtrante. Questo avviene quando magari tenti di azzardare una mossa. Se va male, il passaggio non arriva e poi occhio che non ti segnino a porta vuota. C'è chi addirittura tenta di fare gol. Sapete, per un portiere è quasi impossibile far gol su azione, però se riesci, la vita ti può cambiare. Ma attento, il minimo errore può costare carissimo, a meno che non hai amici così fidati da difendere la porta per te. Troverai amici menefreghisti che lasceranno fare il gol, ma anche amici veri che difenderanno per te la porta.

Poi magari c'è anche l'amico che rischierà di prendere la palla di mano, pur di evitare il gol. Se l'arbitro lo vede, lo espelle e tu non lo rivedrai più. Si è sacrificato per la tua porta, a te non resterà che portare sempre il ricordo del suo sacrificio per salvare te.

Infine c'è una persona speciale, più di un'amica. Lei può diventare un secondo portiere. Se lei crede in te e ti ama, sarà un fantastico portiere al pari tuo: tu parerai per lei e lei per te. Se dovrai uscire dalla porta, sai che c'è lei quindi non temi di subire gol. Io ho trovato il mio portiere e so che se decido di uscire per andare in attacco, lei saprà custodire la porta meglio di 4 Buffon messi insieme.

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