Calma, non voglio rifarmi alle dichiarazione fatte da Berlusconi, secondo cui non c'è crisi perché i ristoranti sono pieni. Il mio è un discorso diverso, diciamo che la crisi non esisterebbe se non fosse stata inventata in laboratorio.
Standard & poor, Moody's ed altre: sono aziende private che tra le varie cose decidono la solidità di un Paese. Possono fare il bello e cattivo tempo, se decidono che uno Stato non è affidabile, si becca la B, altrimenti si becca la A. Non vi pare strano che tutta una serie di retrocessioni di rating siano partite insieme verso l'Europa? Se poi abbassi il rating di diversi stati europei, cosa succede? Inizia tutto il processo di crisi, spread, vertici, tagli in ogni Paese. Ma davvero mancano i soldi all'Europa? Il debito pubblico esiste da tempo ma oggi all'improvviso sembra diventato vitale, così importante da costringere tanti Stati a tagliare, rivedere, come se così riesci a chiudere un buco.
E mentre questi Stati iniziano a fare sforzi per riprendersi da una crisi che non sapevano di avere, ecco altri moniti pesanti di quelle aziende che decidono quanto sei affidabile. Ma gli Usa sono state toccate? Questo attacco all'Europa mi puzza: forse qualche grossa organizzazione aveva paura che l'Europa potesse iniziare a contare, che gli USA perdessero il potere assoluto economico raggiunto. Allora via, si seghino le gambe.
Non so cosa stia accadendo, ma mi pare un Risiko dell'economia, dove l'obiettivo è attaccare ed indebolire possibili concorrenti. Quando a Risiko perdi uno Stato, prendi i tuoi carrarmati e li metti nel sacchettino. Ecco, in questo caso siamo noi i carrarmatini, ultime ruote del carro che subiamo i "dadi" tirati dall'alto. Italia ti ho abbassato il rating, perdi dei soldi. E noi ci impoveriamo sempre più. Dovremmo fermare questa partita prima di perdere pure le mutande e finire tutti quanti nel sacchettino.

