Inutile dirlo, col mondo che è bello intossicato la raccolta differenziata è un atto civico, nonché - per fortuna - un dovere in alcune città d'Italia. Fosse per me, in tutto il Paese dovrebbe essere obbligatoria, non che ogni comune fa da sé. Il sistema milanese già non è malaccio, con bidoni messi comodamente in ogni condominio, per venire incontro ai più pigri che non vogliono cercare le campane.
Però - c'è sempre un però - a volte mi ritrovo in mano dei materiali di cui non ho la più pallida idea di quale cestino debba contenerli. Rimango fermo davanti ai tre bidoni come se fossi un automobilista davanti ad un bivio. Passano le ore ed io sono ancora lì fermo, indeciso sul da farsi. E' carta? E' metallo? E' uranio? Dannazione che materiale è? O cavolo, questo è fuori carta e dentro alluminio, mmm, quale formula chimica debbo usare per separarli? Ma quei dannati non potevano fare una confezione più umana?
E allora, dopo la rivoluzione dei sacchetti di plastica, io propongo una nuova rivoluzione: obbligo di fare confezioni riciclabili, ove possibile, e indicare di che cazz di materiale è fatta la confezione. Non posso ogni volta ingaggiare un perito chimico o mettermi con l'ampolla e fare io esperimenti. Spero che qualcuno della stanza dei bottoni, sì proprio tu che puoi decidere di fare energia dalle cellule di uranio - quasi inorridisco -, fai qualcosa per sta cazz di raccolta differenziata. E con qualcosa, non intendo abolirla o nascondere tutto sotto il tappeto :-P
E mettetemi una campana per pile e lampadine, non posso diventare matto per trovarle.
Foto di uomoincravatta, Flickr.
Foto di uomoincravatta, Flickr.

