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venerdì, aprile 29, 2011

Il dramma della raccolta differenziata


Inutile dirlo, col mondo che è bello intossicato la raccolta differenziata è un atto civico, nonché - per fortuna - un dovere in alcune città d'Italia. Fosse per me, in tutto il Paese dovrebbe essere obbligatoria, non che ogni comune fa da sé. Il sistema milanese già non è malaccio, con bidoni messi comodamente in ogni condominio, per venire incontro ai più pigri che non vogliono cercare le campane.

Però - c'è sempre un però - a volte mi ritrovo in mano dei materiali di cui non ho la più pallida idea di quale cestino debba contenerli. Rimango fermo davanti ai tre bidoni come se fossi un automobilista davanti ad un bivio. Passano le ore ed io sono ancora lì fermo, indeciso sul da farsi. E' carta? E' metallo? E' uranio? Dannazione che materiale è? O cavolo, questo è fuori carta e dentro alluminio, mmm, quale formula chimica debbo usare per separarli? Ma quei dannati non potevano fare una confezione più umana?

E allora, dopo la rivoluzione dei sacchetti di plastica, io propongo una nuova rivoluzione: obbligo di fare confezioni riciclabili, ove possibile, e indicare di che cazz di materiale è fatta la confezione. Non posso ogni volta ingaggiare un perito chimico o mettermi con l'ampolla e fare io esperimenti. Spero che qualcuno della stanza dei bottoni, sì proprio tu che puoi decidere di fare energia dalle cellule di uranio - quasi inorridisco -, fai qualcosa per sta cazz di raccolta differenziata. E con qualcosa, non intendo abolirla o nascondere tutto sotto il tappeto :-P

E mettetemi una campana per pile e lampadine, non posso diventare matto per trovarle.

Foto di uomoincravatta, Flickr.

venerdì, gennaio 25, 2008

Pattumiera tecnologica


In questi giorni si è parlato di rifiuti, ma io vorrei parlare di un tipo di rifiuti di cui giornali e telegiornali dedicano poco spazio.

Da qualche anno ormai siamo pieni di aggeggi tecnologici che fanno di tutto. Strane scatole con tastini numerati che permettono di telefonare, visori tanto ampi quanto piatti che ci fanno vedere ogni sorta di programma, parallelepipedi con ventole che permettono di comunicare, ascoltare musica, scrivere blog, ecc. Potrei andare avanti per ore menzionando queste meraviglie tecnologiche.

Questi oggetti in breve invecchiano e si cambiano o per rottura o perché noi ci siamo rotti e li vogliamo nuovi. Dove buttiamo queste ex meraviglie diventate spazzatura? In discarica? No, inquinano. E allora? Boh.

Ho cercato su internet e solo dopo 20 30 minuti ho trovato di nuove leggi, nuove regole. Forse andando avanti potrei anche trovare qualche centro che si occupa di smaltire i rifiuti tecnologici. Ma nulla di più. Molti non sanno quanto possa essere dannoso buttare un computer, o un cellulare. Questi oggetti andrebbero smontati per poter riciclare i singoli componenti, ci sono aziende che si oocupano di ciò.

Va bene fare le leggi, ma si deve fare anche qualcosa di concreto per poterle applicare. Forse con le aziende si comincia a fare qualcosa, ma si dovrebbe fare altrettanto i privati, informandoli e senza costringerli a portare questi rifiuti in discarica, da dove dovrebbero essere trasportati ai centri di riciclaggio. Altrimenti con la mentalità pigra dell'italiano che già è poco sensibile a queste cose, non si otterrà nulla.

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