E' stata lanciata come provocazione la catena si Sant'antonio sulla tassa per gli animali. E subito si è scatenato un putiferio. Blog che ci cascano e subito diffondono la notizia, gente indignata, bacheche di Facebook piene del solito messaggio.
Eccheppippa, ma facessero una tassa sulle catene da far pagare a chi le diffonde senza verificare. Io manco me le sono filate, era troppo palese che era una bufala, però visto tutti i furbi che ci sono cascati, mi par giusto che pure io dica che E' UNA BUFALA.
Anche alcuni giornali ci sono cascati. Ora che si è capito che per ora non è in agenda alcuna tassa sui 4 zampe, qualcuno va avanti imperterrito - per la serie, coerente sulle cazzate -, qualcuno ha scelto la via del silenzio: avrebbero potuto scrivere "Scusate sono un pirla che non verifica le fonti delle notizie, al momento non esistono tasse sugli animali.
Il blog scienza e tecnologia, tra le prime - o la prima - a lanciare tale notizia, si scusa anche se si attaccano al fatto che non siamo lontani dalla realtà. Ok, ci può stare, ma come giustificazione mi pare un po' povera. Quello che si pensava fosse una tassa è solo il redditometro.
Ribadisco, tassiamo le false notizie e le bufale: 10 Euro ai pubblici cittadini, 1000 Euro se sono giornalisti. Così sì che lo Stato fa cassa.
Foto di marco melillo, Flickr.

