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giovedì, ottobre 11, 2012

Bambino portato via, mia riflessione

E' il video del momento, lascia shoccati tutti. Un provvedimento della corte d'appello e il bambino è stato portato via, in modo piuttosto rude.

Ecco, non penso che il video necessita di molti commenti. Però io cercando, leggendo, ho trovato commenti dei parenti della madre, ma poco sul perché. Cosa pensa il padre? Se è un buon padre, non può essere felice di quel video e di come sia stato applicato il provvedimento. Io se fossi lui, sarei abbattuto nel vedere in che modo mio figlio viene prelevato, come fosse un criminale. Nessun motivo può giustificare una cosa del genere, che rischia di shoccare il bambino.

Ancora oltre, l'ultima la più importante riflessione riguarda in generale queste situazioni. Ringrazio il cielo di non aver vissuto da figlio questa situazione e spero di non viverla mai nemmeno come genitore o parente. Partiamo dal presupposto in cui si parla di genitori che amano i propri figli, escludiamo i casi limite. Spesso si legge di come in una contesa genitoriale, si arrivi ai tribunali: quanti genitori oggi non possono vedere i propri figli? In queste situazioni, ognuno perde qualcosa. Un genitore perde un figlio, un figlio perde un genitore e l'altro genitore si ritrova solo. Io ho il timore che in certe situazioni i figli diventano solo un'arma da contendere all'ex, per odio, dispetto, per non lasciarlo all'altro. Certo tutti vogliono avere l'affido dei propri figli perché vogliono loro bene, ma in generale è bene pensare al bene del proprio figlio e difendere il diritto suo di vedere entrambi i genitori.

mercoledì, gennaio 11, 2012

Il traffico? Colpa della criminalità - e dei genitori -


Stamattina primo giorno di lavoro. Purtroppo son dovuto andare in auto, dico purtroppo perché so già cosa mi aspettava. Un serpentone lungo tutto il percorso che mi porta da casa all'ufficio, tra traffico, parcheggio ed uno sclerato che stava venendomi "in culo"- voleva dare la colpa a me ovviamente -. ci ho messo mezzora, quando con traffico normale bastano 10 minuti. Cosa genera sto traffico nella via che mi porta in ufficio? Considerando che basta che ci sia mezzo ponte o comunque le scuole chiuse per far sparire gran parte delle auto, sono giunto alla conclusione che la causa sono le auto con i genitori che accompagnano i figli a scuola.

Eh già, perché va bene che quando le scuole sono chiuse i genitori si prendono a loro volta ponti dal lavoro, ma non sempre tutti i genitori fanno vacanza. Invece, quando le scuole sono chiuse, magari i vari padri/madri prendono il bus perché non devono accompagnare i marmocchi a scuola. Oppure prendono l'auto ma ad un orario più comodo. E poi comunque fanno un percorso diretto casa ufficio invece che casa/scuola/eventuale scuola2/ufficio. Poi spariscono anche le auto dei 18enni sboroni che per andare al quinto ci vanno in auto.

Ma perché si accompagnano i bambini a scuola? Io al tempo dalla terza elementare andavo solo e comunque sempre a piedi venivo portato. Da un lato ci sono i quartieri nuovi non serviti da scuole. Ma c'è anche dell'altro: i genitori hanno paura a mandare i figli a scuola soli. A volte poi non sono bimbetti di 10 anni, ma anche ragazzini di 14 anni o persino di 16. Questo avviene anche per paura dei genitori, paura a volte fondata - leggere la cronaca sui giornali mette i brividi -; a volte invece è l'eccesso di paura, il voler mettere i figli in una campana di vetro.

Quindi la colpa del traffico è in generale un senso di insicurezza. Pisapia, per togliere le auto aumenta gli agenti di polizia. E voi genitori, basta mettere i figli in teche di vetro, superati i 12 anni è l'ora che comincino a camminare sulle loro gambe.

Foto di adryelettric, Flickr.


venerdì, settembre 02, 2011

Schiaffo al figlio, arrestato


Capita di dover arrivare a dare una pappina, uno schiaffo insomma, a fini educativi. Ma ad un padre italiano, in vacanza in Svezia, è andata male: è stato arrestato e condannati a tre giorni di carcere, convertiti poi in obbligo di firma fino al 6 settembre. In Svezia è vietata ogni forma di violenza contro i figli, ritenendo non educativo.

Senza iniziare a parlare di genitori che picchiano ripetutamente i figli, senza voler parlare di abusi o violenze che sono ben altra cosa, voi cosa pensate rispetto allo schiaffo educativo? Se vostro figlio commettesse un fatto che per voi non è educativo, di cui magari avete già espresso il vostro dissenso, ma lui prosegue? Ad esempio se attraversa la strada senza guardare, se spintona un passante, se fa troppi capricci.

Io ero contrario allo schiaffo, lo ritenevo diseducativo, oltretutto una mossa umiliante. Ma oggi vedo genitori che stanno tenendo la briglia troppo sciolta, con il risultato che tra i giovani aumenta la maleducazione e il poco senso per i valori. D'altra parte molti genitori hanno sostituito lo schiaffo con l'urlo, che è totalmente inutile a parer mio. Altri si limitano a dire "Non si fa", senza però tenere il giusto polso per non farsi mettere i piedi in testa.

E allora forse un buffetto ogni tanto, da tenere in caso d'emergenza, può essere utile? In fin dei conti i nostri genitori sono cresciuti così ed anche molti di noi. Insomma oggi mi pare che se dai uno schiaffo, il figlio si deprime. Se va male a scuola si deprime, l'insegnante quasi non può richiamare verbalmente un alunno che scoppia un caso - come è successo a volte -, con genitori che dicono "Poverino" del figlio che va male a scuola, invece che costringerlo a studiare. Forse il problema è la troppa fragilità di questi ragazzini e bambini che si abbattono davanti al più piccolo sasso.

mercoledì, maggio 25, 2011

Bambina dimenticata in auto, attenzione a giudicare


Oggi sentivo in radio che si parlava della vicenda di quel padre che ha scordato la bambina e mi sono accorto che tanta gente ha pretese di commentare e giudicare senza sapere. Ora, è vero che non si può dimenticare una bimba in auto, ma questo lo sa anche il padre, non l’ha fatto apposta e soprattutto non penso che si sia dimenticato per menefreghismo o perché un pessimo padre.

Sentendo il parere di alcuni psicologi è scaturito che una persona sotto stress può arrivare al punto che il cervello va in tilt, che si convince di aver fatto qualcosa, che invece non ha fatto. La madre della bambina ha detto che il padre stava lavorando parecchio e si occupava della famiglia. Da bravo marito, si occupa lui di tutto, dal lavoro alle faccende domestiche pur di lasciare la moglie – in attesa del secondo figlio – a riposo, considerando che lei è all’ottavo mese.

Purtroppo quando si fanno troppe cose insieme, il cervello può andare in tilt e scordarsi qualcosa, che può essere una scemata o può essere una cosa grossa.

Ognuno giustamente si fa la propria idea, pensa “Va bene, ma poteva fare meno e cercare di arrivare al punto di rottura”. Doveva stare più attento. Già, ma da esterni è sempre facile parlare, io sono dell’idea che per poter giudicare si dovrebbe conoscere le persone e magari provare a vivere la loro situazione. Un uomo che dice alla moglie “Tu pensa a riposarti, ci penso io alle faccende domestiche, a portare all’asilo la bambina, penso tutto io” non è uno sprovveduto, non è una persona menefreghista. E se anche a lui è successo di dimenticare, significa che purtroppo questa cosa potrebbe succedere a tutti.

Difatti fate caso che non è raro purtroppo che i genitori scordino i figli in macchina: sono tutti rimbambiti? No, sono tutti presi da troppe cose: abbiamo l’agendina troppo piena di impegni, abbiamo il lavoro sempre più pressante, insomma siamo tutti in una vita frenetica. Se non ci accorgiamo per tempo di una spia del cervello che dice “Alt, io non ce la faccio a gestire altre attività contemporanee”, anche noi rischiamo di perdere ricordi importanti per strada.

giovedì, ottobre 07, 2010

procreazione assistita, tra Nobel, scandali e leggi

Di solito i premi Nobel non provocano mai reazioni in Italia, nemmeno quando li vincono gli italiani, magari scappati all'estero per mancanza di fondi. Quest'anno appena ho letto che Robert Geoffrey Edwards, primo a sperimentare con successo la procreazione assistita, ho pensato "Ora vedi che polverone".

Difatti subito il cattolicissimo Osservatore Romano ha subito espresso la sua, sostenendo che sarebbe stato meglio prevenire la sterilità. Mi sembra la solita scusante per discreditare una scoperta scomoda. Riprendendo il loro esempio, sarebbe bello prevenire il vaiolo, intanto non getto fango su chi ha scoperto una cura per far guarire il vaiolo, né sminuisco il lavoro di chi ha trovato tale cura.

In questo clima in cui ancora in Italia si discute se sia legittimo o meno farsi aiutare dalla scienza per avere un figlio - mentre in molti Stati europei è una cosa normalissima -, arriva puntuale una sentenza - fonte corriere - dove è messa in dubbio la costituzionalità della legge 40. Adesso vedremo come finirà questa vicenda, con la Corte Costituzionale che dovrà esprimersi riguardo questa legge.

Il diritto di concepimento dovrebbe essere garantito. La stessa Chiesa, che è contro i contraccettivi, dovrebbe essere a favore della vita e di tutti gli strumenti che aiutano a farla sbocciare. Nessuno vuole sostituirsi a Dio, semplicemente si cerca di combattere la sterilità, come se fosse una normale malattia. I figli nati in provetta possono sentirsi figli di Dio né più né meno come quelli nati in modo naturale.

giovedì, gennaio 21, 2010

Diritti per i padri divorziati

Ieri a Fiumicino c'è stata la manifestazione dei padri separati. Chiedono diritti riguardo l'affido condiviso e riguardo il "rapimento" dei figli, da parte delle loro ex consorti che non permettono a questi padri di vedere i loro pargoli. I dettagli su haisentito.

Io sono dell'idea che le leggi in Italia su questa materia sono da rivedere. Ormai le donne lavorano come l'uomo, guadagnano come l'uomo. In più non è più vero che per un figlio conta più la madre del padre. La figura paterna non può mancare per un figlio.

Ho avuto modo di leggere di molte testimonianze di padri che non riescono a vedere i figli, di giudici che spesso danno i figli in affidamento alla madre, secondo principi che oggi non hanno più senso.

I padri hanno gli stessi diritti delle madri, io sono solidale verso questi padri, spero che le loro richieste siano ascoltate.

mercoledì, ottobre 29, 2008

Cane antidroga per i figli

Non vi fidate di vostri figli? Temete che si droghino? Come segnala il tgcom, negli Usa potrete regalate loro un cane antidroga. Il prezzo forse non è economico - 200 $ all'ora, sti cazz - per affittarvi il Fido antidroga. Ma cosa non si fa per i propri figli.

Certo che quelli non sbagliano mica, però il prezzo è piuttosto caro. Voi cosa fareste? Io magari prima vedrei di utilizzare altri metodi,come controllare come i figli usano la mancia che ricevono. Semmai mi metto io ad addestrare un cane antidroga, che magari mi fa anche la guardia e mi va a prendere il giornale :-D

mercoledì, febbraio 13, 2008

Mamma e papà? No, genitori

La Gran Bretagna continua a far parlare di sè. Dopo i figli senza uomo, i figli con 3 genitori, ne arriva una nuova "perla", stavolta non da una provetta di un biologo, ma dalla Camera dei Comuni.

Difatti c'è una proposta di legge per vuole vietare che nelle scuole di menzioni la parola papò e mamma, utilizzando al posto genitore, poiché questo è considerato base dell'omofobia. Difatti ci sono famiglie composte da due padri o due madri, dato che probabilmente in Gran Bretagna, una coppia omosessuale può adottare un bimbo.

Io non so che gli passa in testa ai britannici di sti tempi, secondo me rischiano di far saltare tutte le basi e i valori della famiglia. Tra l'altro le prime due parole che impara un bambino solitamente sono papà e mamma. Secondo me non può essere una legge a cambiare un fatto naturale, un bambino che chiama i propri genitori non con un generico e freddo parent, rispetto ai più classici mamma e papà.

Intanto vi informo che dal sondaggio è scaturito che la maggioranza ritiene che il parto a 3 genitori è una tecnica innaturale. Nei prossimi giorni arriverà il prossimo sondaggio.

venerdì, gennaio 11, 2008

Censuriamo tutto

La notizia che ho letto su questo forum è l'ennesimo tentativo di controllare certi contenuti. Ora vorrei dire la mia sul blog su questa ed altre iniziative simili. Innanzitutto chi non è d'accordo con questo disegno di legge, può firmare la petizione.

Non è la prima volta che assistiamo ad una cosa del genere. In passato hanno puntato il dito contro il Wrestling, che sembrava tanto diseducativo. Peccato che già negli anni 80 il Wrestling girava questo show sulle tv italiane e nessuno bambino ha mai provato ad emularlo, che io sappia. I bambini sanno che è uno show riservato ad atleti professionisti da non fare a casa.
Poi tolsero dalle trasmissioni i Griffin, che già erano trasmessi in orari notturni. L'associazione genitori giustificò il gesto con il fatto che alcuni figli avevano la tv in camera e li guardavano in camera.

Ora io mi rivolgo ai genitori. Io quando ero bambino sono stato educato in modo che nemmeno mi passava per la testa di vedere certi programmi non adatti ad un bambino, tenendo conto che allora non c'erano bollini verdi, gialli e rossi, ma i genitori di ieri sapevano da soli cosa far vedere e cosa no ai propri figli.
Oggi non vorrei che si voglia dare alla tv il ruolo di balia, mentre i genitori non hanno tempo o voglia di star sempre dietro ai figli. Risultato? Siccome questi genitori non seguono cosa i figli guardano alla tv, iniziano a chiedere censure su censure. Ormai anche nelle aree non protette non si possono trasmettere alcuni programmi.
Io se fossi genitore, non lascerei la tv in camera a mio figlio, se non ho fiducia di lui. La cosa finirebbe lì. E quando guarda la tv seguirei cosa guarda, invece di pretendere censure su certi programmi.

Poi certe volte si esagera. Non si dice nulla sul fatto che in certi varietà si litiga, venendo quasi alle mani, si mostrano tette e culi. Certi altri dicono come devi essere per non essere out, ti impongono come devi essere. Questi sono programmi diseducativi, non uno show dove fingono di picchiarsi ma poi sanno tutti che è tutta una finta, non una pubblicità di uno scoiattolo che fa flatulenze. Rivogliamo la seconda serata, i bambini a quell'ora dovrebbero essere a letto, e se guardano la tv, la colpa non può essere della tv stessa.

Ora si rischia di avere uno scenario simile con i videogame. Ricordo che sui giochi violenti, c'è l'etichetta che dice l'età minima - fino a 18 anni per quelli più violenti -. Se i genitori comprano questi giochi a figli minorenni, o non controllano cosa i figli comprano con la paghetta, poi è inutile che chiedano di fare disegni di legge, tra l'altro facilmente raggirabili, come spiegato nell'articolo citato sopra.

I genitori devono iniziare ad interessarsi in prima persona dei figli, invece che inventarsi ogni sorta di censura da imporre a tutti.

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