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martedì, aprile 09, 2013

Non c'è più rispetto

Questi versi li cantava Zucchero nel 1986. Non so allora, ma oggi secondo me ce n'è ancora meno di allora. Basta aprire il giornale per rendersene conto.

Muore a 20 anni, sciacalli lo derubano. Come se non bastasse la tragedia per aver perso la vita, una persona ha pensato bene di derubarlo dell'ultimo stipendio, come denuncia la madre su Facebook. Mai avrei immaginato che si potesse arrivare a tanto, capisco la fame e tutto, ma non giustifico un gesto così tanto vigliacco.

E che dire di quanto accaduto negli stadi in questo weekend? Il derby di Roma rovinato dai soliti idioti, che nulla c'entrano con i tifosi. A Firenze invece Galliani è stato aggredito verbalmente. La cosa che mi ha colpito è che il contestatore che ha preso a maleparole il dirigente milanista non è un adulto, ma un bambino. Ovviamente c'era il padre a fianco, che invece di dargli una cinquina rideva. Questo fa ben immaginare quali valori abbia questo bambino. Un testimone che ha assistito alla scena, ha provato a calmare il giovane ultrà, ma è stato taciuto da questo con ulteriore arroganza. Compilimenti al padre, lì presente, che poi tra l'altro ha proseguito.

Giovane si ferma con l'auto per far passare dei pedoni, accoltellato. Devo pure commentare?

Se non si dà una sterzata netta, qua precipiteremo sempre più.

giovedì, marzo 21, 2013

Mennea, la freccia del sud



Ci sono persone che vanno ricordate perché ci hanno reso orgogliosi di essere italiani. Un grande campione, quando la tecnologia e le scarpe non aiutavano come oggi. Io non ero nato, ma la sua fama è arrivata anche ai miei occhi e alle mie orecchie.

lunedì, marzo 04, 2013

Corsa, ci ricredo


L'ho provata, ho resistito, ho migliorato, ho faticato, ho sudato e, dopo il trasloco, ho dimenticato. Già, l'ormai famoso cambio di casa mi ha cambiato i ritmi e non ho più trovato la volontà di proseguire.

Ma ora ho deciso di riprendere. Scarpe nuove da corsa, un pantalone per la stagione ancora freschina, cuffie nelle orecchie e si riparte. A sto giro devo evitare gli errori del passato: i giorni sono fissi salvo che torni dal lavoro ad orari molto ignobili, il meteo va ignorato, salvo diluvi universali - potrei sempre nuotare a quel punto -. Inoltre, rispetto alla scorsa volta, stavolta l'allenamento non è un parti e improvvisa: sto intanto seguendo una tabella per novizi perché preferisco non bruciare le tappe.

Finita questa prima fase - due mesetti - farò il test di Cooper e poi sarò pronto a partire con gli allenamenti veri. Per ora mi pongo solo l'obiettivo a raggiungere di nuovo la forma del 2011, poi vediamo se riesco a migliorare. La mia vera lotta non sarà contro la fatica, ma contro la noia: un'ora di corsa può diventare noioso e quello pesa più di un muscolo affaticato; sarà la musica ad aiutarmi, insieme alla variazione di percorsi.

Se adesso vi ho incuriosito o messo la voglia, eccovi questo sito, dicorsa, dove ho trovato qualche info utile per riprendere.

mercoledì, gennaio 23, 2013

Pallavolo, che fatica

Sì, avevo parlato della mia ripresa di pallavolo. Ora, chiariamo un fatto: tutte le iniziative partono con una grande punta di ottimismo, la novità piace, diverte, che forza. Poi arriva un normale calo, a quel punto o ci sono nuove motivazioni, o si rischia di far calare l'interesse.

Pochi miei hobby hanno resistito a questa curva, alcuni non sono mai iniziati, per quanto presto sia arrivata la curva. Ora, nella pallavolo sono nella fase in cui sto flettendo, ma l'interesse è ancora in leggero positivo. Ora sta a me andare contro il mio modo solito di fare e per una volta far riprendere l'ascesa di interesse.

Il fatto è che mi son ritrovato più scadente di quanto immaginassi, anni fa non ero così. Il problema non è tanto fisico, tecnico o altro. Il problema è psicologico. Mediamente faccio l'allenamento decentemente, poi magari in partita parto con determinazione, ma dopo un'ora di gioco inizio a rilassarmi e inizio a fare più vaccate del solito.

A quel punto vedi occhi maligni che ti guardano come dire "Ma noo, questa non puoi sbagliarla". Ed io logoro sul mio errore e più dico "Ora basta, mi riprendo", più invece sbaglio. Alla fine sbuffo, perché io mi scazzo se non faccio le cose bene. Oltretutto mi scoccia perché non faccio belle figure quando sbaglio.

Potrei sbattermene di tutto, ma in un gioco di squadra non posso dire "Chissene, io faccio quel che voglio e zitti tutti". Al massimo torno nei miei sport solitari, in cui se rallento a pedalare, non devo rendere conto a nessuno. Che poi pedalo pure forte.

Ah, dimenticavo, la mia tipica gaffe è saltare sempre per prenderla, facendo una brutta finta a chi sta dietro che a quel punto pensa che la prendo. Ecco, non è facile non seguire l'istinto di saltare sempre a prenderla: il mio passato di portiere impone di seguire sempre la palla che va oltre la traversa, non si cancellano anni in porta così dall'oggi al domani :-D Voi direte "E torna a fare il portiere". Ecco un'altra parabola ascendente che parte, farò in tempo ad iniziare prima del calo? Però in battuta ho ripreso a tirare qualche legna.

Intanto questi i miei prossimi sport

Calcetto - in porta appunto -
Atletica: mi ispira e poi così torno allo sport dove si conta su se stessi
Rally: mmm qua la vedo dura, nel breve tempo
Invento io uno sport, oppure passo ad altri hobby. Ecco alcuni dei propositi che ho detto che avrei fatto

Suonare la chitarra - non ho più voglia -
Fotografia artistica - ci credo ancora, lo farò -.
Dominio del mondo - ecco, devo ancora lavorarci -.

venerdì, gennaio 18, 2013

Ancora domeniche a piedi nel 2013 a Milano




Ieri ho letto il calendario delle domeniche a piedi. Premessa, io prima ero in parte concorde, in parte no. Educative ma inutili sotto l'aspetto dell'inquinamento. Tra l'altro hanno iniziato a starmi un po' sulle balle, quando hanno colpito anche me.

Eh sì perché si dice che finché le cose non ti "tangono", dici chissene, poi appena toccano il tuo giardino, ahia. Io ero partito venerdì per un weekend con la mia Mò e ho scoperto poi che la domenica c'era lo stop auto. Io non potevo tornare a casa per poche centinaia di metri, essendo al confine con un altro comune che non aderiva al blocco.

Potevo anche rischiarmela, tanto so più o meno dove si appostano i vigili, ma ho fatto il regolare e per prendere tempo ci siamo pure fermati all'outlet. Ma la visita è durata meno del previsto, siamo arrivati pure ad entrare al supermercato, ma eravamo ancora in anticipo. Allora ecco la decisione di tornare in autostrada ad una velocità così lenta che pure i Tir quasi mi passavano. Persino i moschini non si schiantavano sul vetro ma riuscivano agilmente a schivarlo, tanto per dire. Poi alle 17.55 eccomi a Milano e ho detto - se un vigile mi ferma 5 minuti prima me lo magno -. Ed ecco che un paio di auto iniziano a venirmi dietro, come se io avessi dato il via alla ripartenza; era tutta gente ferma davanti al cartello della città attendendo le fatidiche 18.

La seconda volta invece avevo il pass, dovevo andare ad una cresima. E lì mi sentivo come se la strada fosse mia, ero quasi solo. Però dovevo andare piano perché c'erano i ciclisti che uscivano da ogni dove. Facciamo una premessa: da ciclista quando vedo un'auto circolare durante il blocco, lancio la doppia occhiata come dire" E tu perché circoli? Stai al tuo posto, oggi la città non è tua". Ma quel giorno, da automobilista, lanciavo la mia occhiata all'uomo in bici dicendo "Zitto ciclista, ho il pass e la strada è mia.". Chissà che bella discussione verrebbe fuori tra il "me automobilista" e il "me ciclista".

Comunque, per fortuna che Pisapia non fa come la Moratti, che poco mancava che annunciasse il sabato sera il blocco di domenica. Ecco quindi il calendario 2013.

17 marzo, festa della primavera. Ste cose in marzo portano sfiga, ci sarà pioggia come sempre e il sole tornerà lunedì.

7 aprile, Milano City Marathon. Così invece di deviare il traffico, chiudiamo tutto e buonanotte.

12 maggio, giornata mondiale della bicicletta. Sapete dove me la metto la giornata mondiale, se intanto molte zone sono ancora senza ciclabile?

9 giugno, scuole e bambini.

14 luglio, arte di strada. 

8 settembre, settimana della mobilità europea. Tutte le festeggiamo di settimane internazionali. Oltre a festeggiare, applicate nella pratica.

13 ottobre, seconda giornata nazionale del camminare e corsa Deejay Ten. Camminare sul marciapiede no?

17 novembre, avvio della settimana "siamo nati per camminare". Anche per guidare, o no? :-D

lunedì, novembre 26, 2012

Scendo in campo


Buongiorno a tutti. Innanzitutto mi scuso per l'assenza, ma c'è una novità, da cui capirete il motivo di tale assenza.

Ho deciso di scendere in campo anche io. Sì è vero, lo stanno facendo tutti, specie in questo periodo. Ma d'altra parte ho parlato con varie persone e diversi mi hanno detto "Paolo, è l'ora che scendi in campo pure tu." E così eccomi qui.

Spero di essere diverso da altri: molti diventano famosi e alla fine lo fanno solo per soldi, diventa un lavoro e si fanno pagare. Io ovviamente mi considero piccolo e scarso, non aspiro a chissà che: io voglio semplicemente divertirmi e far bene nel mio piccolo.

Come? Con chi scendo in campo? Niente nomi grossi del panorama, ho scelto un gruppo piccolo ma motivato. I gruppo grossi non mi piacciono: troppa competizione, troppi soldi che girano. E poi non mi andava l'idea di andare in tv, subire commenti e giudizi della gente, io do il meglio se non sono sotto pressione.

Detto questo vi saluto. Ah dimenticavo, se volete venirmi ad assistere, ogni giovedì io mi alleno sul campo, potrete magari vedere qualche battuta ed un po' di schiacciate. Sì, è pallavolo, cosa avevate capito?

martedì, agosto 07, 2012

Olimpiadi: delusione ed emozioni

Schwarzer squalificato per doping. Ha fatto tutto da solo, forse morso da quella voglia di arrivare primo che diventa ossessione. Ha fatto tutto da solo, procurandosi l'Epo, iniettandoselo da solo. Ora sono tutti delusi, il ragazzone che sembrava tanto acqua e sapone ha spiazzato tutti. Io, per quanto condanni senza se né ma il doping, ritengo che ci si dovrebbe riempire meno la bocca di buu, paroloni tipo "traditore", "vergogna dell'Italia".

Ha sbagliato come tanti sbagliano, ha ammesso subito, cosa non scontata, considerando certe dichiarazioni sentite da atleti trovati positivi, che hanno negato l'innegabile. Almeno lui ha subito ammesso e si è subito reso conto di quanto ha fatto. Inoltre si è ritirato, non come altri che scontano la squalifica e poi tornano, lasciando sempre dubbi sulla loro genuinità dopo il ritorno. Inutile scaricare su lui tutti i mali del mondo, perché quanti atleti lo fanno per anni, illudendo tutti, aiutati anche da persone esperte che non li fanno beccare? Non è che beccato lui, il doping è finito.

E se Schwarzer piange lacrime di dolore per quanto fatto, oggi un altro atleta piangeva lacrime di dolore fisico: Liu Xiang era pronto a rifarsi dopo il brutto infortunio patito nel 2008 davanti al suo pubblico. Invece lui parte e al primo ostacolo cade e si infortunia. E' costretto ancora ad uscire alla prima batteria. Ma poi, colpo di scena, torna nello stadio e con un piede solo fa il percorso, arrivando all'ultimo ostacolo: lo bacia come per dire "Mi hai tradito ma ti perdono". E poi ecco lì gli altri atleti pronti ad accoglierlo come un vincitore, un vero vincitore morale che oggi ha insegnato che non conta come arrivi, ma l'importante è esserci e credere nello sport.

Infine eccoci alla Idem. Alla faccia di chi a 20 e passa anni sembra non aver più voglia o stimoli, lei a 47 anni suonati ha ancora voglia e forza di competere. Dopo essersi fermata a 38 anni per la seconda maternità, a 40 anni riprende a correre. Dopo la prima olimpiade a Los Angeles - 1984!! -, con la bandiera tedesca, non si è più fermata e dal 1992, si presenta con il tricolore, raggiungendo 8 partecipazioni ai giochi. Oggi è arrivata in finale, vincendo la propria batteria e conquistando il 7° tempo globale. Brava Josefa.

lunedì, agosto 06, 2012

Olimpiadi, prima settimana


La prima settimana di olimpiadi è stata caratterizzata da diverse medaglia, da un paio di sport dove primeggiamo e da un flop clamoroso.

La scherma si colora di azzurro con un podio tutto italiano nel fioretto femminile e due ori dal fioretto di squadra femminile e maschile, cui si aggiunge un argento nella sciabola individuale maschile, un bronzo nella sciabola a squadre. Un dominio, primi nel medagliere di scherma. Anche nel tiro e nell'arco ci siamo distinti, con alcuni oro e diversi piazzamenti a medaglia.

E il nuoto? Dopo il dominio in Mondiali ed Europei, ci si aspettava qualcosa, forse troppo, non si sa. Ma la truppa azzurra torna a casa a mani vuote, non senza polemiche. Accuse tra allenatore ed alcuni atleti, il gruppo si spezza tra chi difende i coach e chi invece li ha attaccati. A questo si aggiungano attacchi tra tifosi e atleti su Twitter. Insomma, il clima è rovente ed ora sarà necessario perché degli atleti blasonati sono stati battuti con tal facilità.

Questa invece è la settimana dell'atletica - oltre che di altri sport -, con Bolt che ieri ha confermato di essere l'uomo più veloce del mondo, stravincendo i 100 metri e ritoccando il record olimpico. Speranze azzurre nell'atletica sono poche: in molte specialità non ci sono atleti azzurri ed in altre pare dura arrivare ad una medaglia. Insomma l'atletica in questo periodo sembra non essere il nostro sport ma la speranza è di portare a casa almeno una medaglia.

E confidiamo che anche negli sport di squadra arrivi qualcosa. Se il Setterosa è già fuori e per ora il team di pallavolo maschile non ricorda i cari vecchi fasti, qualche speranza la si può nutrire nelle donne del volley e nel settebello, tornato combattivo come un tempo.

domenica, luglio 22, 2012

Arrivano le Olimpiadi

Manca una settimanina scarsa e poi iniziano le Olimpiadi a Londra. Io adoro le Olimpiadi perché è l'occasione per poter vedere dello sport SANO, sport fatto di uomini e donne, di coraggio, paura, orgoglio, voglia di far bene.

Negli anni le Olimpiadi hanno regalato tante storie. Ricordo di Jesse Owens, atleta statunitense che vinse nel 1936 a Berlino, davanti a Hitler. Ricordo che è un falso luogo comune quello secondo cui Hitler non avrebbe salutato l'atleta: fu lo stesso Owens a smentire tale questione. E che dire di Abebe Bikila, atlete etiope che a Roma vinse la maratona a piedi nudi? Fu una grande impresa, una delle più interessanti dei giochi romani.

Io seguo attivamente le Olimpiadi da Atlanta 1996. Nel 2000 feci un po' più fatica, essendo i giochi a Sydney: molte attività erano di notte. Ad Atene riuscii a seguire meglio i giochi, a Pechino con qualche fatica riuscii a seguirli. Quest'anno saranno a Londra, direi con un fuso orario perfetto :-D

Nel blog vi aggiornerò con i risultati e gli eventi più interessanti per i nostri colori ma anche in generale per le sfide più interessanti. Buone olimpiadi a tutti, il 27 ci sarà la cerimonia d'apertura, il 25 e 26 però per questioni organizzative partiranno le gare di calcio.

venerdì, maggio 04, 2012

Rabbia cieca per difendere la famiglia



Non è la prima volta che nel calcio succedono fatti strani. Reazioni violente, risposte urticanti, brutte scene. Un allenatore, Delio Rossi: personaggio tranquillo, ha sempre dato il buon esempio in panchina. Non ricordo sue scene particolari, tipo stuzzicare la curva avversaria o beccarsi con i propri tifosi.

Ma mercoledì ho visto una scena strana, non è da lui. Risponde ad un suo giocatore Ljajic, arrabbiato per la sostituzione. Ancor prima di rendersi conto del tipo di battibecco, Rossi scatta, lo prende per il collo, cade nella panchina ma vuol colpirlo ancora, separato a fatica dai presenti.

La Fiorentina lo licenzia: atto dovuto, non farlo avrebbe significato far finta di nulla. Ma lui oggi ha spiegato, dopo essersi scusato con tutti e con Ljajic, che su tre valori non transige


Su due tre punti fermi non transigo: il primo è il rispetto della mia persona, secondo del mio lavoro, terzo il rispetto per la mia famiglia, se toccano queste cose non transigo.


Non ha voluto spiegare cosa gli ha detto Ljajic, forse per evitare di gettare benzina sul fuoco. Lui, Ljiajic, è fuori rosa, quindi per la società è colpevole di qualcosa. Di cosa non lo sappiamo e forse è giusto così. Si son fatte voci, io posso immaginare che se una persona perde così la pazienza, deve essere toccata su un tallone d'achille. La violenza non è mai giustificata, io ho condannato il fatto che un allenatore dovrebbe essere d'esempio e in pubblico non dovrebbe lasciarsi andare così. Ma, mettiamoci nei suoi panni: prima di essere un Mister lui è un uomo. Se è vero quel che gli è stato detto, una brutta battuta sulla sua famiglia - forse anche peggio dell'ormai scontato "figlio di" -, quanti di noi avrebbero avuto tale reazione?

E ancora oltre, la pazzia di Zidane forse è stata determinante per vincere il mondiale. Noi italiani oggi lo odiamo per quel fatto increscioso ai danni di Materazzi. Ma non sappiamo cosa gli sia stato detto. Certo le reazioni sono diverse: una è stata un'esplosione violeta e cieca, l'altra è una singola reazione finita lì.

E voi? Come reagireste se qualcuno, per offendervi, lo farebbe così, in modo codardo, facendo un'offesa trasversale verso una persona della famiglia? Non la classica scontata, qualcosa che colpisce nel vivo, che tocca una pagina dolorosa. Io non so come reagirei, forse bisogna essere lì per capire come si reagirebbe davvero.

sabato, aprile 21, 2012

Datemi sport



Eccomi seduto sulla mia sedia, le gambe bestemmiano perché dopo 2 anni ho deciso di far loro praticare calcetto. Lasciamo perdere la prestazione: Dio mi ha donato due gambe per pedalare, per correre e per camminare veloce ma non per tirare al pallone: pazienza, l'importante è divertirsi.

Divertirsi e far sport, a 31 anni ritengo necessario fare un po' di sgambate. Forse mi dedicherò alla pallavolo, che non ho mai disprezzato e forse di mani sono stato meno scadente nel prendere la palla. Il problema è che questa città - come molte città d'Italia - danno spazio alle persone fino ai 18 anni, poi è più difficile qualcuno che ti prenda a giocare senza pretendere che tu sia in attività. A me basterebbe trovare una palestra, una polisportiva, un buco dove giocare. Pensate oggi mi ha contattato un tipo e mi ha chiesto "In che ruolo giochi?" Ed io "Dove vuoi, basta divertirsi insieme".

Sono stufo di correre da solo e pedalare solo, ho bisogno di sport di squadra e ho bisogno di competizione, di gare. Io vivo per competere, confrontarmi, è l'anima dello sport. Vi aggiornerò se troverò qualche gruppo così pazzo da prendermi a giocare.

giovedì, febbraio 16, 2012

Roma, niente olimpiadi



Il governo si è espresso, Roma non si candiderà alle Olimpiadi. Sapete che vi dico? Meglio. Sportivamente parlando sarebbe bello, potrebbe pure essere un'occasione per l'Italia per metterci in mostra, per avere un'occasione per mostrare l'organizzazione italiana.

Ma non ci sono soldi, siamo in crisi su travi ballerine, non abbiamo la solidità economica per reggere un evento del genere. Oltretutto purtroppo queste cose finiscono sempre con mangia mangia di soldi. Pensate solo per l'Expo di Milano, che è un evento più "piccolo" - per modo di dire - rispetto alle olimpiadi, a livello di infrastrutture, organizzazione e persone coinvolte, che sacrifici che si sono fatti e che fatica reperire i soldi. Poi si è dovuto rivedere molti progetti, adesso si sta arrivando per rotta di collo. Non parliamo delle infiltrazioni mafiose, denunciate da Saviano in passato. Figuratevi con le Olimpiadi che macello succederebbe.

In Grecia, tra i motivi per cui oggi sono in ginocchio, influiscono anche i debiti causati dall'organizzazione delle Olimpiadi. Quindi ora è meglio lasciar stare secondo me, attendendo tempi migliori. Ma oltre ai tempi, ci vorrebbe una testa migliore, ci vorrebbe un controllo che oggi non c'è, Brumotti avrebbe da lavorare per anni con gli scheletri di edifici su cui zompare con la sua bicicletta.

Chiudo con una battuta: dopo il meteo visto nel Lazio ultimamente, magari Roma può provare con le olimpiadi invernali del 2022 :-D

lunedì, settembre 12, 2011

Se lo sport diventa scontro politico

Non sono leghista, di solito quando sento certe iniziative extrapolitiche della lega mi vien da sorridere, lasciano il tempo che trovano. Miss padania, le partite della nazionale padana e il giro di padania. Già quel giro che sta creando scompiglio.

Capisco bene che le ultime dal mondo politico fanno arrabbiare: una finanziaria dove sono spariti i tagli alla classe politica, la lega poi non si è fatta molti amici, anzi. Ma arrivare a protestare in quel modo, bloccando una gara mi pare esagerato. Ancora ancora striscioni, manifestare ai lati della corsa, ma interromperla, menare addirittura i ciclisti, è segno di poca intelligenza.

I ciclisti corrono per lavoro, perché in queste corse si prendono dei soldi, insomma fanno il loro lavoro. Chi pensa che il ciclista che corre il giro di padania sia per forza leghista o comunque appoggia a priori le idee della Lega, non ha capito molto.

Vogliono sfogare la rabbia per questa classe politica? In questi giorni si votava per una finanziaria fatta di tagli per i soliti, meglio andare lì a sfogare una ben comprensibile delusione per la classe politica.

lunedì, febbraio 14, 2011

In ricordo di Marco Pantani


Oggi dovevo parlare dell'ultima trovata del Vaticano, o di qualche altra pirlata. Ma oggi è il 14 che oltre ad essere un giorno gioioso per gl innamorati, è un giorno triste per gli amanti del ciclismo. Marco Pantani è stato a parer mio il miglior ciclisma che il panorama italiano ci abbia regalato negli ultimi anni.

Quando si alzava e partiva, non ce n'era per nessuno, con tenacia saliva in vetta con semplicità, come se la montagna improvvisamente si appiattisse. A noi oggi rimane solo il ricordo e un grande rammarico per un campione, ucciso dal sistema. Non mi piace dire queste frasi fatte, ma non vedo alternative: lo hanno messo in croce come ciclista ed anche come uomo, nessun altro ciclista ha pagato come lui. I suoi valori di ematocrito sono alti, ma in modo naturale, non tutti siamo uguali a livello di analisi. Con questo appiglio lo hanno distrutto, oltre alla squalifica umiliazioni, la stampa l'ha spesso dipinto come un criminale.

Ci sono ciclisti beccati sul fatto che hanno potuto riprendere a breve, insomma più di qualcosa non torna in questa vicenda. Ma oggi voglio ricordarlo per le emozioni che ci ha regalato.

mercoledì, dicembre 22, 2010

Ciao Enzo Bearzot





Ci sono persone che passano alla storia per aver fatto grandi i nostri colori. Uno di questi è Enzo Bearzot, commissario tecnico della Nazionale Italiana che ci ha fatto sollevare la coppa del Mondo del 1982. Un evento memorabile, dopo le vittorie degli anni 30, lui è riuscito, contro i pronostici e la critica, a fare una grande opera.

Ieri il grande Enzo ci ha salutato, noi lo ricorderemo sempre per questa impresa che ci ha resi grandi, ci ha reso orgogliosi di essere italiani.

mercoledì, ottobre 13, 2010

Milano poco sportiva



Leggo sul corriere di una classifica del Coni, Milano è quintultima per qualità e numero di palazzetti. La cosa non mi sorprende: tolto il forum d'Assago e lo stadio Meazza, per il resto il comune non ha sti grandi impianti. Le piscine sono poche, tra l'altro conosco persone che faticano per andare a nuotare perché gli impianti sono pochi e quei pochi magari alcuni di questi sono così in bolletta da faticare a darti l'acqua riscaldata.

Ma guardiamo anche il resto, tipo l'Arena: glorioso impianto che ha superato i 2 secoli d'età, che sente pesantemente i suoi anni, oltre all'impossibilità di parcheggiare. Già da qualche anno ci hanno tolto il meeting, mica si è svegliato qualcuno per riflettere sul problema e sul perché è successo ciò. Anche i palazzetti del ghiaccio, da 4 sono scesi ad 1, insomma andiamo proprio male.

Io penso che sia conseguenza del fatto che se non ci sono società sportive che finanziano il comune, gli impianti vanno in malora. Le società a loro volta non ci sono, perché non è facile attirare persone a vedere una squadra che non sia calcistica - fatto salvo per l'Olimpia nel basket -, quando ci sono due società internazionali di calcio che se non monopolizzano, poco ci manca.

Forse è anche un discorso di poca cultura sportiva: se non si spronano i giovani nelle scuole a provare altri sport oltre quelli tipici, nessuno usa gli impianti e il comune a quel punto reputa antieconomico sistemarli. Però poi diventa un cane che si morde la coda, perché se gli impianti non ci sono o sono fatiscenti, è dura attirare persone. Un esempio classico è la piscina: ormai molti preferiscono pagare di più e andare nelle piscine private, che offrono strutture più moderne. E a noi non resta che guardare con malinconia le immagini in bianco e nero dell'ippodromo o del Vigorelli.

giovedì, agosto 05, 2010

La lega di serie A vuol bloccare Crudeli, Corno e Co.


Non tutti abbiamo Mediaset e Sky, ma ci piace seguire il calcio la domenica. Allora o ci dotiamo delle radioline, sintonizzandoci sui vari Tutto il calcio minuto per minuto od altre trasmissioni sulle altre radio. Altrimenti ancora possiamo sintonizzarci sulle varie tv private per sentire le radiocronache, spesso fatte da giornalisti tifosi.

Chi non conosce Tiziano Crudeli, Elio Corno, ma anche Cristiano Ruiu o Gianluca Rossi o ancora Marcello Chirico, e chi più ne ha, più ne metta. Sono tutti radiocronisti ed opinionisti che animano la domenica calcistica, con cronache, commenti e qualche sfottò. Ebbene, la Lega di A ora vuole impedire le radiocronache a queste televisioni, con la motivazione di voler tutelare Mediaset e Rai, che pagano per i diritti televisivi.

E' uno scandalo a mio parere, vogliono farci abbonare alle pay tv ed ora cercano di tirar su quanti abbonati possibili, anche togliendo ascolti a queste tv private, che già non hanno gli auditel delle grosse tv, però riescono a sopravvivere anche grazie al calcio.

Le tv sono sul piede di guerra, io non posso che essere solidale con loro, non toccateci le nostre radiocronache.

mercoledì, agosto 04, 2010

Il ritorno di Baggio


Lo abbiamo salutato il 16 maggio 2004, in un Milan Brescia. 5 minuti alla fine della partita viene sostituito e parte la standing ovation, un intero stadio ad applaudirlo con la malinconia che quel giorno si è ritirato un grandissimo campione sul campo ma anche fuori dal campo, un autentico signore del calcio, specie ormai in via d'estinzione.

Baggio faceva il miracolo di strappare un applauso anche dalle tifoserie avversarie, quando faceva un numero o segnava un gol, questo è un dato che la dice lunga, anche in un calcio così tanto campanilistico come quello italiano. D'altra parte lui ha lasciato il segno in tutte le sue esperienze, regalando grandi soddisfazioni ai tifosi e agli amanti del bel calcio.

In nazionale purtroppo qualcuno tende a ricordarlo solo per un rigore, dimenticando che se abbiamo disputato una finale nel 1994 lo si deve a lui. Agli ottavi con la Nigeria, la nazionale si sentiva già al check in per tornare a casa, poi il "divin codino" ha fermato tutti e ha trascinato la squadra in finale a suon di reti.

Sono contento di poter leggere che ora torna nel mondo del calcio, come presidente del settore tecnico tecnico della FIGC. Da grande fan di Roberto, gli auguro di far bene in questa sua nuova esperienza, sperando che a suo modo anche qui riesca a fare i numeri, come li faceva da calciatore.

mercoledì, luglio 28, 2010

Moviola e Rai


La Rai l'ha portata in Italia con Carlo Sassi ed ora la Rai la toglie. Basta con i filmati della moviola, che ultimamente tra l'altro erano sempre più precisi ma che creavano sempre più polemiche e litigi tra allenatori, giocatori ed esperti di calcio. Chi poi guarda sono i tifosi che assorbono le polemiche e le scatenano magari in modo più o meno violento.Gli italiani non sanno accettare il risultato ed anche una minima scemata che ha danneggiato la squadra diventa occasione di scontro o di sfottò.

Oltre a questo le trasmissioni ormai durano fino all'1 e spesso la prima ora e mezza va via solo per mostrare i filmati di 3 partite, comprese moviole e infinite discussioni. Così io spero che le trasmissioni Rai diventino più scorrevoli e piacevoli. Comunque i casi più eclatanti saranno trattati al rallentatore, ma con uno spirito differente, più sotto l'aspetto tecnico e regolamentale, che sotto l'aspetto ossessivo della gara falsata.

Spero che questo esempio, già applicato da alcuni anni da Sky - come potete leggere sul corriere - ed ora messo in pratica anche dalle 3 reti Rai, sia preso anche dalle altre tv. Per il resto chi invece aveva promesso di mettere un altro tipo di moviola, quella in campo, dopo le tante parole, ora fa un po' l'indiano, anzi fa proprio un passo indietro. Non sono affatto sorpreso, niente di nuovo sul fronte occidentale.

martedì, giugno 29, 2010

Arrivederci Formula 1


Basta, quando è troppo è troppo, ho assistito negli ultimi anni a scandali, sospetti, litigi, fatti non chiari. Non per fare vittimismo, ma la variabile comune di questi avvenimenti è la Ferrari che di riffa o di raffa, deve sempre fare i conti con problemi vari.

Ho sopportato i litigi dell'anno scorso con la federazione, ho sopportato certe manovre di Hamilton al limite del regolamento, ho sopportato anche un regolamento che molte grandi non gradiscono, anche se quest'ultima cosa ha fatto nascere l'insofferenza. Ci sta voler fare tagli, ma non a costo di snaturare questo sport. Non poter fare giri di test per provare le novità delle auto secondo me comporta che le auto vengono poco migliorate durante l'anno ed ogni cambio è un azzardo perché lo devi studiare sulla carta ma solo nei giorni della gara ti rendi conto se le modifiche sono positive o meno. E' come vietare nel calcio gli allenamenti della squadra.

Quello che si è consumato ieri è la pagliacciata delle pagliacciate. Dopo un incidente la Safety car entra con troppa calma, ritrovandosi dietroVettel, che può tranquillamente andare avanti tranquillo. Hamilton invece sorpassa la safety, i giudici per un'irregolarità così palese impiegano troppo tempo e alla fine la punizione comminata, il drive through, non sortisce effetto sulla sua posizione di gara. Quindi meglio fare lo scorretto e rimanere secondo, che essere corretto, non superando la safety e ritrovarsi indietro. Infine si parla di una penalità per nove piloti, che alla fine se la cavano con appena 5 secondi.

Allora io non mi riconosco in una Formula 1, dove ci sono troppi paletti sulle evoluzioni delle auto e dove le scorrettezze non sono punite sempre in modo cristallino, io sono per uno sport pulito, dove vinca il più forte, non il più furbo. Ed è per questo che dopo 16 anni, la Formula 1 la accantonerò. Distrattamente ascolterò la Ferrari, perché sono sempre un tifoso ferrarista, ma in generale rimarrò per un po' distaccato da questo sport che mi piace sempre meno. Noi tifosi abbiamo un solo potere, vedendo certe ingiustizie, cioé non seguire la Formula 1.

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