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martedì, novembre 13, 2012

Di sto passo basterà una brezza



a provocare danni in Italia. Io a volte mi lamento che certi terremoti all'estero sono prevenuti a livello infrastrutturale e affrontati con minori conseguenze. Già, povero scemo, io parlo di terremoti quando basta la pioggia. Certo in sti giorni ci sono stati eventi particolarmente tosti, ma non possiamo definirli tornadi stile quelli americani.

Fiumi che salgono, strade che diventano linee di acqua sempre più grosse, case invase da acqua e fango e gente costrette a scappare sui tetti per salvarsi. Negli anni 50 e 60 assistavamo a queste scene ed oggi, dopo 60 anni, assistiamo alle stesse cose. Cosa serve avere lo smartphone, la tecnologia, quando non si sanno proteggere le persone dall'acqua.

Questi eventi dovrebbero essere risolti prima che accadano, invece ormai si taglia sulle pulizi delle fogne, si tagliano alberi per fare case ovunque e non si bada alla sicurezza. Se vi dicono che è solo la natura, vi dicono cazzate: oggi si può e si deve agire per proteggere le persone da questi eventi. Un ponte non può cadere così, come nulla fosse, quando ci sono ponti molto più vecchi che sono lì da decenni senza problemi.

Ogni volta finisce così, quale sarà il prossimo disastro? Tra qualche mese arriva la neve, dobbiamo prepararci al peggio? Riusciremo mai ad affrontare le emergenze prima che arrivino? Non sto parlando di fantascienza, ma di prevenzione. Ricordate quello slogan di qualche anno fa? Prevenire è meglio che curare.

mercoledì, novembre 23, 2011

Ancora alluvione



Quando scrissi di Genova dissi che purtroppo non sarebbe stata l'ultima, perché se la furia dell'acqua uccide, ancor più di essa uccide la furia dell'uomo.

Già la furia di far soldi, la furia di costruire dove non si deve, la furia di non controllare ma chiudere gli occhi. E così nel messinese c'è stata un alluvione, al momento il bilancio è di un morto e due dispersi. Messina che quando vede l'acqua ha paura, ripensa a Giampilieri. Oggi è toccata a Barcellona Pozzo di Gotto, ma si vede che l'esperienza di allora e le tante esperienze italiane non sono servite a nulla.

Non è l'acqua ad uccidere, è l'avidità dell'uomo. Ed altre persone hanno perso la vita.

lunedì, novembre 07, 2011

In Italia non c'è crisi

Questo ha detto il nostro premier, la crisi in Italia non c'è, la gente va al ristorante, gli aerei sono pieni. Adesso si misura così la crisi, io difatti ieri ero al ristorante, ma era una pizzeria, questo mi posso permettere, purché non sia più di un paio di volte al mese.

Gli aerei pieni? Sì con le offerte e magari sui voli di compagnie low cost.E' vero che molti non rinunciano alle vacanze, ma fanno le rate per andarci. I mutui ormai li devi fare a 30 anni, se comunque ce la fai. La verità è che i politici non sentono la crisi, unici a non essersi toccati nulla nella finanziaria degli ultimi mesi. Loro non sentono i tagli, il lavoro che è sempre meno e sempre più precario.

E poi, e poi, e poi questo guardate questo video

Non basta dire state in casa, cazzo, ci vogliono infrastrutture da Stato moderno, invece sembra di essere in India. Solo che lì piovono i monsoni, i nostri temporali a confronto sembrano delle pioggerelline. Si costruiscono le infrastrutture al risparmio, non ci sono i soldi per le pensioni, per la sanità. Berlusconi, ma che cazzo dici? Come puoi negare la crisi??? Vai a Genova, vai a L'Aquila. Fatti vedere in un quartiere periferico di qualunque città e poi prova a ripetere quella frase se hai coraggio.

sabato, novembre 05, 2011

Se questo è progresso



Non venitemi a parlare di natura, di eventi straordinari, perché non siamo nelle terre dei Monsoni, questi sono temporali sicuramente molto forti, superiori pure alla norma, ve lo posso concedere. Ma una città con un minimo di organizzazione ed una infrastruttura atta a reggere non dovrebbe diventare come nei video.
 


Qui siamo alle basi, probabilmente i fondali dei fiumi non sono stati puliti, gli argini sono insufficiente, probabilmente qualcos'altro. Ma nel 21° secono non accetto e mai accetterò che una grande città si inginocchi di fronte a tutta questa acqua e che delle persone debbano subire un enorme disagio. Rischiare la vita, rischiare di perdere l'auto, di avere danni per le strada, in casa, allora porca puttana adesso chi se n'è fottuto per anni e non abbia pensato a tenere sott'occhio la situazione, ora paghi. Come dicevo lunedì, anche a sto giro sembra la prima volta che succede, l'esperienza del veneto dell'anno scorso a cosa è servito? A NIENTE. Anche in Liguria ed anche a Genova c'è stata un'altra alluvione lo scorso anno? Cosa è servita questa esperienza? A niente di nientee. Nessuno che pensa a sistemare la propria zona, questo vale per tutti i piccoli e grandi problemi.

Tra un po' arriverà l'inverno con la neve e noi cittadini saremo ancora in balia della neve: ci sarà chi dirà "Cavolo, chi si immaginava che nevicasse e che la neve bloccasse tutto?". Già perché non succede tutti gli anni? Magari ci diranno di portare coperte e cibo. Anzi strano che a sto giro non abbiano detto ai genovesi di uscire con pinne e costume e magari un bel rosario e sperare nel miracolo.

venerdì, novembre 04, 2011

Genova, Ragazzi che casino



Ora che paghino i responsabili, perché non è Giove Pluvio il colpevole ma qualche coglione che non ha previsto delle infrastrutture fatte bene e ben manutenute.

lunedì, ottobre 31, 2011

La triste storia si ripete

In Olanda ho potuto sentire poco, ma tramite le notizie su web e testimonianze di blogger o telefoniche, in Liguria è successo un gran casino. Fango, frane, morti, paesi distrutti, persone che hanno perso tutto. E' sempre la stessa triste storia che si ripete ogni volta.

Ed ogni volta si vivono le stesse fasi.

La paura per quel che sta succedendo, non capisci cosa succede, chi è là è spaventato, chi non è là comincia a sentire notizie frammentarie e non sa cosa pensare e come andrà a finire.

La disperazione per i morti e per tutto quello che si è perso. Anche chi non è lì vive con gran dispiacere quel che è successo.

La rabbia. Le domanda iniziano ad arrivare alla mente: perché a me? Perché è successo? Cosa non ha funzionato? Come mai non è stato previsto nulla? Ed ora che farò? Mi sento abbandonato, solo.

L'arresa, sono passati mesi ma le domande aumentano ma le risposte sono sempre zero.

La dimenticanza: cos'è successo 2 mesi fa? Non ricordo. Mi pare un po' di pioggia. Dovevamo sistemare altri siti a rischio? Non mi pare, in fin dei conti non era così grave, perché dovrebbe succedere ancora.

E poi via, come una ruota ricomincia. Quanti altri posti in Italia sono a rischio in caso di terremoti o alluvioni? Quale sarà il prossimo luogo?

La si deve finire con edifici costruiti male e con concessioni date all'acqua di rose senza verificare il territorio e senza verificare come sono costruite le cose. Il sindaco è il primo responsabile di quel che accade, quindi per me dovrebbe essere il primo a cui chiedere spiegazioni: ovviamente il sindaco in carica quando è stato concesso di costruire, ma andrebbe responsabilizzato anche il primo cittadino successivo, che deve far verificare come eventuali costruzioni di nuova costruzione impattano sul territorio e se ci sono edifici pericolanti. E se non si preoccupa di tutto ciò, è il primo a dover pagare. Poi si inizia a capire quali aziende o privati sono coinvolti e a trovare gli altri responsabili.

Finché le cose accadono e si pensa che sia solo la natura, nessuno pagherà e chissà quante altre sentiremo.

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