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martedì, aprile 09, 2013

Non c'è più rispetto

Questi versi li cantava Zucchero nel 1986. Non so allora, ma oggi secondo me ce n'è ancora meno di allora. Basta aprire il giornale per rendersene conto.

Muore a 20 anni, sciacalli lo derubano. Come se non bastasse la tragedia per aver perso la vita, una persona ha pensato bene di derubarlo dell'ultimo stipendio, come denuncia la madre su Facebook. Mai avrei immaginato che si potesse arrivare a tanto, capisco la fame e tutto, ma non giustifico un gesto così tanto vigliacco.

E che dire di quanto accaduto negli stadi in questo weekend? Il derby di Roma rovinato dai soliti idioti, che nulla c'entrano con i tifosi. A Firenze invece Galliani è stato aggredito verbalmente. La cosa che mi ha colpito è che il contestatore che ha preso a maleparole il dirigente milanista non è un adulto, ma un bambino. Ovviamente c'era il padre a fianco, che invece di dargli una cinquina rideva. Questo fa ben immaginare quali valori abbia questo bambino. Un testimone che ha assistito alla scena, ha provato a calmare il giovane ultrà, ma è stato taciuto da questo con ulteriore arroganza. Compilimenti al padre, lì presente, che poi tra l'altro ha proseguito.

Giovane si ferma con l'auto per far passare dei pedoni, accoltellato. Devo pure commentare?

Se non si dà una sterzata netta, qua precipiteremo sempre più.

martedì, marzo 19, 2013

Festa del papà e famiglie moderne

Va bene, mi sono sempre espresso con scetticismo con le giornate, le feste comandate e quant'altro. Ma quando sento certe notizie, mi viene da difendere queste feste, se si tratta di difenderle dall'idiozia umana.

Oggi era la festa del papà, altra occasione per far vendere cioccalitini, rasoi, profumi, pantofole e far sembrare che oggi il papà è importante, è un figo, un eroe. Tanto domani tutto torna come prima. Però è bello che almeno i bambini possano sfruttare questa festa per conoscere, per apprezzare e per ricordarsi di uno dei due genitori. Sperando che poi una buona educazione faccia capire che un abbraccio al proprio papà si può dare tutti i giorni.

Ebbene, ormai le famiglie sono più variopinte e può capitare che ci sia una famiglia con due mamme e nessun papà. La genialata delle maestre, per non far sentire a disagio la bambina di un asilo, che appunto ha due madri al posto di una madre ed un padre, è di sostituire la festa del papà con una festa della famiglia.

Peccato che giustamente, altri genitori abbiano fatto notare che per non mettere a disagio una bimba, si mettono a disagio tanti altri piccoli. Inoltre la festa della famiglia esiste già, che io sappia. La verità è che queste idee servono solo a coprire la realtà, a mettere la bimba in oggetto in una campana di vetro. Invece sarebbe stato meglio spiegare la verità, che lei fa parte di una famiglia in cui non c'è un papà da festeggiare, ma a maggio avrà due mamme da festeggiare.

Tanto i bambini non sono stupidi come qualcuno pensa e la bimba in questione ci arriva a capire che la sua famiglia ha una piccola differenza: ma non per quella piccola differenza poi ci devono essere vere differenze perché le due madri possono voler bene alla figlia esattamente come succede nelle normali famiglie; lo stesso dicasi per una famiglia composta da due padri ed un figlio.

Ritengo che certe idee invece di creare ponti, poi portano solo ad alzare muri; invece di creare integrazione, rischia di provocare problemi di sopportazione tra le parti. Ci può essere integrazione quando c'è rispetto delle culture e non imposizioni o cambi. Io ho un padre, faccio gli auguri a mio padre. Tu hai due mamme? Nessun problema, a maggio farai doppi auguri, mentre io ne farò uno solo. Dov'è il problema? Per me non sussiste.

giovedì, ottobre 11, 2012

Bambino portato via, mia riflessione

E' il video del momento, lascia shoccati tutti. Un provvedimento della corte d'appello e il bambino è stato portato via, in modo piuttosto rude.

Ecco, non penso che il video necessita di molti commenti. Però io cercando, leggendo, ho trovato commenti dei parenti della madre, ma poco sul perché. Cosa pensa il padre? Se è un buon padre, non può essere felice di quel video e di come sia stato applicato il provvedimento. Io se fossi lui, sarei abbattuto nel vedere in che modo mio figlio viene prelevato, come fosse un criminale. Nessun motivo può giustificare una cosa del genere, che rischia di shoccare il bambino.

Ancora oltre, l'ultima la più importante riflessione riguarda in generale queste situazioni. Ringrazio il cielo di non aver vissuto da figlio questa situazione e spero di non viverla mai nemmeno come genitore o parente. Partiamo dal presupposto in cui si parla di genitori che amano i propri figli, escludiamo i casi limite. Spesso si legge di come in una contesa genitoriale, si arrivi ai tribunali: quanti genitori oggi non possono vedere i propri figli? In queste situazioni, ognuno perde qualcosa. Un genitore perde un figlio, un figlio perde un genitore e l'altro genitore si ritrova solo. Io ho il timore che in certe situazioni i figli diventano solo un'arma da contendere all'ex, per odio, dispetto, per non lasciarlo all'altro. Certo tutti vogliono avere l'affido dei propri figli perché vogliono loro bene, ma in generale è bene pensare al bene del proprio figlio e difendere il diritto suo di vedere entrambi i genitori.

giovedì, settembre 27, 2012

Sallusti condannato, rischio per libera informazione?

Non ricordando la vicenda, all'inizio da ignorante ho pensato "Io sono contro le parole dell'articolo - ritrovato su Panorama, ma un parere è un parere e va rispettato".

Ma, ma, c'è un grosso ma. Mi sono informato ed ho verificato la vicenda. Leggendo il Corriere pare che siano stati modificati i fatti espressi da Libero: nessuno avrebbe costretto la 13enne ad un aborto, la questione è stata portata davanti al giudice in quanto i due genitori sono separati ed il padre era pure all'oscuro della vicenda. Quindi nessun aborto coatto, nessun padre cattivo.

Quindi se ora leggete o sentite che in Italia si limita la liberta e che i giudici comandano la stampa, non ascoltate. Io ammetto che all'inizio ci stavo cascando, forse perché sensibile alla questione della libera espressione. Ma è importante ricordare che il diritto alla libera informazione finisce quando si dice il falso, facendo passare i fatti per quel che non sono e apostrofando le persone per quel che non sono.

venerdì, maggio 04, 2012

Rabbia cieca per difendere la famiglia



Non è la prima volta che nel calcio succedono fatti strani. Reazioni violente, risposte urticanti, brutte scene. Un allenatore, Delio Rossi: personaggio tranquillo, ha sempre dato il buon esempio in panchina. Non ricordo sue scene particolari, tipo stuzzicare la curva avversaria o beccarsi con i propri tifosi.

Ma mercoledì ho visto una scena strana, non è da lui. Risponde ad un suo giocatore Ljajic, arrabbiato per la sostituzione. Ancor prima di rendersi conto del tipo di battibecco, Rossi scatta, lo prende per il collo, cade nella panchina ma vuol colpirlo ancora, separato a fatica dai presenti.

La Fiorentina lo licenzia: atto dovuto, non farlo avrebbe significato far finta di nulla. Ma lui oggi ha spiegato, dopo essersi scusato con tutti e con Ljajic, che su tre valori non transige


Su due tre punti fermi non transigo: il primo è il rispetto della mia persona, secondo del mio lavoro, terzo il rispetto per la mia famiglia, se toccano queste cose non transigo.


Non ha voluto spiegare cosa gli ha detto Ljajic, forse per evitare di gettare benzina sul fuoco. Lui, Ljiajic, è fuori rosa, quindi per la società è colpevole di qualcosa. Di cosa non lo sappiamo e forse è giusto così. Si son fatte voci, io posso immaginare che se una persona perde così la pazienza, deve essere toccata su un tallone d'achille. La violenza non è mai giustificata, io ho condannato il fatto che un allenatore dovrebbe essere d'esempio e in pubblico non dovrebbe lasciarsi andare così. Ma, mettiamoci nei suoi panni: prima di essere un Mister lui è un uomo. Se è vero quel che gli è stato detto, una brutta battuta sulla sua famiglia - forse anche peggio dell'ormai scontato "figlio di" -, quanti di noi avrebbero avuto tale reazione?

E ancora oltre, la pazzia di Zidane forse è stata determinante per vincere il mondiale. Noi italiani oggi lo odiamo per quel fatto increscioso ai danni di Materazzi. Ma non sappiamo cosa gli sia stato detto. Certo le reazioni sono diverse: una è stata un'esplosione violeta e cieca, l'altra è una singola reazione finita lì.

E voi? Come reagireste se qualcuno, per offendervi, lo farebbe così, in modo codardo, facendo un'offesa trasversale verso una persona della famiglia? Non la classica scontata, qualcosa che colpisce nel vivo, che tocca una pagina dolorosa. Io non so come reagirei, forse bisogna essere lì per capire come si reagirebbe davvero.

mercoledì, gennaio 11, 2012

Il traffico? Colpa della criminalità - e dei genitori -


Stamattina primo giorno di lavoro. Purtroppo son dovuto andare in auto, dico purtroppo perché so già cosa mi aspettava. Un serpentone lungo tutto il percorso che mi porta da casa all'ufficio, tra traffico, parcheggio ed uno sclerato che stava venendomi "in culo"- voleva dare la colpa a me ovviamente -. ci ho messo mezzora, quando con traffico normale bastano 10 minuti. Cosa genera sto traffico nella via che mi porta in ufficio? Considerando che basta che ci sia mezzo ponte o comunque le scuole chiuse per far sparire gran parte delle auto, sono giunto alla conclusione che la causa sono le auto con i genitori che accompagnano i figli a scuola.

Eh già, perché va bene che quando le scuole sono chiuse i genitori si prendono a loro volta ponti dal lavoro, ma non sempre tutti i genitori fanno vacanza. Invece, quando le scuole sono chiuse, magari i vari padri/madri prendono il bus perché non devono accompagnare i marmocchi a scuola. Oppure prendono l'auto ma ad un orario più comodo. E poi comunque fanno un percorso diretto casa ufficio invece che casa/scuola/eventuale scuola2/ufficio. Poi spariscono anche le auto dei 18enni sboroni che per andare al quinto ci vanno in auto.

Ma perché si accompagnano i bambini a scuola? Io al tempo dalla terza elementare andavo solo e comunque sempre a piedi venivo portato. Da un lato ci sono i quartieri nuovi non serviti da scuole. Ma c'è anche dell'altro: i genitori hanno paura a mandare i figli a scuola soli. A volte poi non sono bimbetti di 10 anni, ma anche ragazzini di 14 anni o persino di 16. Questo avviene anche per paura dei genitori, paura a volte fondata - leggere la cronaca sui giornali mette i brividi -; a volte invece è l'eccesso di paura, il voler mettere i figli in una campana di vetro.

Quindi la colpa del traffico è in generale un senso di insicurezza. Pisapia, per togliere le auto aumenta gli agenti di polizia. E voi genitori, basta mettere i figli in teche di vetro, superati i 12 anni è l'ora che comincino a camminare sulle loro gambe.

Foto di adryelettric, Flickr.


venerdì, dicembre 02, 2011

Spot matrimonio gay



Questo è uno spot fantastico, sia per il messaggio, sia per come è stato montato. Voi vivrete lo spot come se foste la persone fidanzata con il ragazzo inquadrato. Fino all'ultimo non capirete il sesso della persona ma vedrete alcune scene di vita tipiche tra due innamorati, fino ad arrivare all'anello. Solo lì capirete che dietro la videocamera non c'è una donna, come magari qualcuno si aspetterebbe, ma un uomo. Il bello di questo spot è che prima di scoprire chi è la persona dietro la telecamera, potrete dire "queste persone sono davvero innamorate": perché molti quando scoprono che non è una lei, ma un lui, l'opinione deve cambiare? Un applauso all'ideatore, è uno spot emozionante, fantastico.

Il blog si prende qualche giorno di riposo, ci si rilegge il 9 dicembre :-D

mercoledì, novembre 16, 2011

Non dimentichiamo gli operai della PANSAC

579 persone a casa, 579 famiglie in difficoltà. Raccolgo l'appello del nostro amico blogger Nick, sperando che sia utile per risolvere la situazione sua e delle altre persone rimaste con un futuro incerto. Se volete anche voi diffondete l'appello.

venerdì, settembre 02, 2011

Schiaffo al figlio, arrestato


Capita di dover arrivare a dare una pappina, uno schiaffo insomma, a fini educativi. Ma ad un padre italiano, in vacanza in Svezia, è andata male: è stato arrestato e condannati a tre giorni di carcere, convertiti poi in obbligo di firma fino al 6 settembre. In Svezia è vietata ogni forma di violenza contro i figli, ritenendo non educativo.

Senza iniziare a parlare di genitori che picchiano ripetutamente i figli, senza voler parlare di abusi o violenze che sono ben altra cosa, voi cosa pensate rispetto allo schiaffo educativo? Se vostro figlio commettesse un fatto che per voi non è educativo, di cui magari avete già espresso il vostro dissenso, ma lui prosegue? Ad esempio se attraversa la strada senza guardare, se spintona un passante, se fa troppi capricci.

Io ero contrario allo schiaffo, lo ritenevo diseducativo, oltretutto una mossa umiliante. Ma oggi vedo genitori che stanno tenendo la briglia troppo sciolta, con il risultato che tra i giovani aumenta la maleducazione e il poco senso per i valori. D'altra parte molti genitori hanno sostituito lo schiaffo con l'urlo, che è totalmente inutile a parer mio. Altri si limitano a dire "Non si fa", senza però tenere il giusto polso per non farsi mettere i piedi in testa.

E allora forse un buffetto ogni tanto, da tenere in caso d'emergenza, può essere utile? In fin dei conti i nostri genitori sono cresciuti così ed anche molti di noi. Insomma oggi mi pare che se dai uno schiaffo, il figlio si deprime. Se va male a scuola si deprime, l'insegnante quasi non può richiamare verbalmente un alunno che scoppia un caso - come è successo a volte -, con genitori che dicono "Poverino" del figlio che va male a scuola, invece che costringerlo a studiare. Forse il problema è la troppa fragilità di questi ragazzini e bambini che si abbattono davanti al più piccolo sasso.

lunedì, luglio 11, 2011

Denunciare il figlio per salvarlo dalla droga

Una madre, disperata nel constatare che suo figlio consuma droga e la detiene in casa, arriva ad un gesto forte pur di salvarlo. Di fronte alla merce trovata nella camera del figlio, decide di denunciarlo ai carabinieri. Lui viene arrestato e condannato a 10 mesi.

Ora non teme il confronto con lui, anzi spera di vederlo presto. Una madre dallo spirito forte, quante avrebbero avuto il coraggio di un gesto del genere. Questa notizia l'ho sentita stamattina in radio: ebbene quando una persona entra nel tunnel della droga, non entra solo lei, ma anche i parenti e gli amici - quelli veri -, che soffrono nel vedere questa persona che si inginocchia per la droga, che cambia nel fisico e soprattutto nella mente.

Mi ha sorpreso constatare come in radio, dove questa notizia è stata commentata, ci fosse chi criticava il gesto della madre. Secondo me non si amano i propri figli, assecondando i loro errori e proteggendoli sempre. E' giusto aiutare una persona cara in tutti i modi: se con le buone non funziona, bisogna valutare anche questi metodi, anche se è chiaro che queste cose non si fanno a cuor leggero.

venerdì, giugno 03, 2011

Matrimonio con sponsor, immagina la scena





Leggendo il blog PopCorn e cioccolato, ho notato un post su un matrimonio con lo sponsor. L'idea è venuta a due sposi che hanno pensato di ammortizzare la spesa del matrimonio, facendosi sponsorizzare da aziende varie.

Sarebbe una figata, già immagino la scena. Al mattino arrivano i primi invitati e tra loro ci sono alcuni "uomo sandwitch" che gentilmente reggono il cartello "Bevete Cola Pola". Poi arriva lo sposo, col suo bel vestito e saluta gli invitati con "Ti piace il vestito? L'ho preso con i saldi da Boncilel, se vai e menzioni il matrimonio mio, ti regalano la cintura.". Poi si avvicina ad un altro invitato e gli dice "Scarpe non perfettamente pulite? Usa scarpalucida, lucido istantaneo". Arriva la sposa finalmente accompagnato dal padre. Bellissima lei, un abito bianco con strascico, lo strascico porta una scritta: "non pulire il pavimento con lo strascico, usa l'aspiratutto Birloni".

Ecco la funzione, il parroco fa la predica e tra un sermone e l'altro, inserisce brevi scatch. "Quando l'occhio si sta per addormentare, provate pillole di caffeina pura". Poi arriva il momento del sì. "Prendo te come mia sposa e prometto di comprarti un set di padelle di Padellonia". "Prendo te come mio marito e prometto di portarti al SuperMedia per comprare un bel TV 70 pollici". Alla comunione, mentre il parroco spezza il pane, è normale citare il vino in cartone con cui intinge le ostie". E dopo essere usciti con lancio di riso - con nome della marca in sovraipprensione", si va al pranzo. Ogni pietanza riporta il bigliettino del supermercato. "Carne della marca Bovinona acquistabile al Piccol, questa settimana a metà prezzo".

E alla fine, un bel caffé offerto da Bonolis e De Laurentis ed un digestivo Ruttotel per non tenere il pranzo sullo stomaco. Poi se qualcuno ha l'intestino imbarazzato, offrite anche un cocktail di fibre della marca WCArrivo. Come bomboniera un bel carnet di sconti da usare all'outlet e poi tutti a casa. E mi raccomando, cercate di comprare, non fate fare brutta figura ai novelli sposini che per un giorno si sono sentiti come Mastrota e Loredana Di Cicco.

mercoledì, maggio 25, 2011

Bambina dimenticata in auto, attenzione a giudicare


Oggi sentivo in radio che si parlava della vicenda di quel padre che ha scordato la bambina e mi sono accorto che tanta gente ha pretese di commentare e giudicare senza sapere. Ora, è vero che non si può dimenticare una bimba in auto, ma questo lo sa anche il padre, non l’ha fatto apposta e soprattutto non penso che si sia dimenticato per menefreghismo o perché un pessimo padre.

Sentendo il parere di alcuni psicologi è scaturito che una persona sotto stress può arrivare al punto che il cervello va in tilt, che si convince di aver fatto qualcosa, che invece non ha fatto. La madre della bambina ha detto che il padre stava lavorando parecchio e si occupava della famiglia. Da bravo marito, si occupa lui di tutto, dal lavoro alle faccende domestiche pur di lasciare la moglie – in attesa del secondo figlio – a riposo, considerando che lei è all’ottavo mese.

Purtroppo quando si fanno troppe cose insieme, il cervello può andare in tilt e scordarsi qualcosa, che può essere una scemata o può essere una cosa grossa.

Ognuno giustamente si fa la propria idea, pensa “Va bene, ma poteva fare meno e cercare di arrivare al punto di rottura”. Doveva stare più attento. Già, ma da esterni è sempre facile parlare, io sono dell’idea che per poter giudicare si dovrebbe conoscere le persone e magari provare a vivere la loro situazione. Un uomo che dice alla moglie “Tu pensa a riposarti, ci penso io alle faccende domestiche, a portare all’asilo la bambina, penso tutto io” non è uno sprovveduto, non è una persona menefreghista. E se anche a lui è successo di dimenticare, significa che purtroppo questa cosa potrebbe succedere a tutti.

Difatti fate caso che non è raro purtroppo che i genitori scordino i figli in macchina: sono tutti rimbambiti? No, sono tutti presi da troppe cose: abbiamo l’agendina troppo piena di impegni, abbiamo il lavoro sempre più pressante, insomma siamo tutti in una vita frenetica. Se non ci accorgiamo per tempo di una spia del cervello che dice “Alt, io non ce la faccio a gestire altre attività contemporanee”, anche noi rischiamo di perdere ricordi importanti per strada.

mercoledì, maggio 11, 2011

Quella volta che - giovani falsari crescono

 
A scrivere questo post si sono svegliati in me dei ricordi di infanzia. In particolare ripensavo a quella volta che alle elementari tentai di falsificare il voto di un dettato.

Premessa: quando andavo alle elementari, i voti andavano dallo 0 al 3, dove 3 è ottimo, 2 discreto, 1 sufficiente e 0 insufficiente. Io andavo bene a scuola e non ho mai combinato cose tipo falsificare la firma della pagella o altre cose tipiche. Guai a portare a casa l'1, minimo minimo dovevo portare a casa 2, meglio ancora il 3. Mi pare che invece era un periodo che non andava bene, i voti non erano altissimi e mamma non era propriamente felice.

Quell'1 del dettato non era il massimo, mamma me ne avrebbe dette non poche. Preso dalla disperazione tentai un gesto un po' particolare, poco studiato e buttato lì. Falsificai il voto. Ma come trasformare un 1 in 2? Scarabocchiai l'1 e riscrissi un 2, prima di farlo vedere a mia madre. O cavolo, la maestra ha una biro a punta grossa, la mia ha la punta fine, funzionerà? Mamma mi chiese come mai di quello scarabocchio ed io le dissi "si è sbagliata". "Ma tu hai fatto due errori" mi disse lei. "Sì, ma uno dei due non era grave". Non so com'è che ci credette, non è facile da fregare mia madre.

Al momento della riconsegna del dettato in classe, non pensai a ricambiare il tutto, con la gomma avrei fatto un casino: sperai che nel mucchio la maestra non si accorse. Ovviamente lei se ne accorse: ho ancora in testa la sua voce che dice "Io chiamo i carabinieriiii". In quel momento ero spaventato e mi vergognavo, anche perché tutta la classe assistette - pur non capendo bene cosa avevo combinato - alla scena. Tutto sembrò finire lì.

Il sabato successivo, come tutti i sabati, dovevavamo scrivere sul diario una specie di autovalutazione sul nostro comportamento della settimana. Io pensai "Se mi valuto con uno 0 o 1, mamma oltre ad insospettirsi, me le busca davvero a sto giro. Così scrissi un 2 e sperai che la maestra facesse correre. Ma lei mise questa nota

"Spiega a tua madre cosa hai fatto nel dettato in classe". O cavolo, sono fottuto. Tornai a casa, era tra l'altro il giorno della festa del mio compleanno ma io non ero felice. Mamma mi tampinava per sapere cosa avessi combinato, ma io persistevo a fare scena muta. "Guarda che lo chiedo ai tuoi amici" ed io "No mamma, te lo dico io, tu non chiedere nulla a loro". Domenica, dopo aver minacciato di sentire la maestra, andai nel panico e sparai la prima balla che mi venne in mente. "Ho sbagliato a scrivere nel dettato, ho scritto la sc al contrario - cs -". Come dire che avessi messo csiare al posto di sciare. Mia madre ci pensò qualche secondo, furono dei secondi interminabili, poi si fece scura in volto e mi disse "Perché leggi poco, ecco perché hai sbagliato" e mi punì facendomi leggere un botto di libri. Fu la prima volta che festeggiai per una punizione.

Io non so cosa mi sia passato quella volta e come un bambino di terza elementare quale ero sia riuscito a farla franca, ma da allora mi sono guardato bene dal combinare altre simili.

martedì, febbraio 15, 2011

Facile parlare dal balcone

Chi scrive questo articolo è un credente in Dio e Gesù, ma ormai totalmente distaccato dalle idee di questa chiesa - che scrivo volutamente in minuscolo - che a parole dice tanti messaggi, ma poi nei fatti si rivela pensare ai propri affari, né più né meno il tipico governante di uno Stato.

Sto dicendo eresie? Mmm, allora spiegatemi come sia possibile che 10 famiglie stiano per rimanere senza casa e lavoro. Queste famiglie di contadini vivono nel Parco dell'Acquafredda, uno dei tanti "feudi" del Vaticano - su cui ricordo che non paga ICI o tasse -: ora la Chiesa, dall'alto della sua santità richiede indietro i propri terreni. I contadini avrebbero pure rinunciato alla casa pur di non perdere però la fonte di sostentamento quale il terreno.

Ma si sa, dal balcone e dai microfoni, gli esponenti della chiesa dicono che noi dobbiamo essere buoni, ricordarci dei poveri, fare pure offerte alla chiesa cattolica, quando loro possono permettersi di lasciare sul lastrico delle persone.

Non lamentiamoci se poi le persone oggi non credono più in nulla, per quanto riguarda dopo una gloriosa parentesi di Giovanni XXIII, Papa Montini e Giovanni Paolo II, persone di cui ho grandissima stima e ammirazione, la chiesa è tornata a mostrare il proprio peggio, attraverso questa e tante altre iniziative che di ecclesiastico non hanno nulla. Al tempo Gesù era un falegname, non era un riccone: Pietro non aveva palazzi lussuosi, non aveva nulla. La Chiesa da secoli ormai ha perso la bussola ed io da tempo mi sento un credente senza guida.

martedì, gennaio 25, 2011

Poveri figli

Oggi, mentre ero al Pc, ho sentito dall'altra stanza una causa di forum. Due donne hanno avuto una storia con un uomo; da questa storia è nato un figlio ad entrambe le donne e in entrambi i casi l'uomo è scappato dopo la nascita del figlio, facendo totalmente perdere le sue tracce.

Le due donne chiedevano al padre dell'uomo scappato - il nonno quindi di questi bimbi nati dalle relazioni - di accollarsi lui il mantenimento; lui però già si occupava di loro come poteva. Il giudice ha dato torto alle donne, in quanto il nonno appunto già si occupava dei nipoti, oltretutto lui deve pensare anche alla sua famiglia.

Perché vi racconto questa storia? Al di là dell'aspetto giuridico, mi ha fatto specie sentire le donne che dicevano "Mi faceva sentire come una principessa, mi veniva a prendere col macchinone" ed altre frasi di questo tipo. Rita Dalla Chiesa, secondo me una delle poche persone intelligenti della televisione, ha fatto notare alle due donne che sono state troppo precipitose a voler avere un figlio, da una persona che non conoscevano molto bene.

Se i valori di oggi fossero "far sentire una principessa, far regali, avere soldi e macchinone", io sarei single per chissà quanto: ringrazio il cielo che la mia Mò mi apprezza per valori veri, non per volgari aspetti economici.

Di certo, alla luce di tutto dico poveri figli, che cresceranno senza padre, troppo codardo per voler affrontare le proprie responsabilità, e con una madre che valuta una persona dalla lunghezza dell'auto e crede ai principi azzurri.

lunedì, ottobre 25, 2010

Bambini a scuola accompagnati

Io ricordo che in quarta elementare, se non addirittura in terza, tornavo a scuola da solo, tanto la scuola era a 5 minuti scarsi a piedi. C'era un unico attraversamento stradale da fare, alla fine di una strada a senso unico. Nulla di pericoloso quindi, dato che le auto arrivano da una sola direzione ed oltretutto andavano piano perché c'è una rotonda.

Oggi io potrei non poter più tornare a casa da solo e nemmeno andarci, considerando quanto accaduto ad una madre di un bambino di 9 anni. La madre faceva tornare a casa il figlioletto da scuola, contro una regola della scuola. La preside non permetteva ai bambini di tornare a casa da soli, ha pure fatto fare una perizia alla Polizia Locale, per documentare se fosse pericoloso per un bambino la zona intorno alla scuola.

Alla fine la vicenda è finita davanti ad un tribunale, la scuola ha avuto ragione sulla madre, che però non si arrende e ricorrerà in appello. Lei, giustamente secondo me, sostiene che lei ha spiegato al bambino come fare a tornare a casa.

Quante volte in queste pagine ho scritto che mettendo i bambini in una teca di vetro, appena la teca sparirà, i non più bambini saranno persi senza aver fatto esperienze fin da giovanissimi. A quasi 10 anni, in quinta elementare, mi pare normale cominciare a responsabilizzare il bambino a muoversi da solo.

giovedì, ottobre 21, 2010

Ex miss, maestra contestata

 Una storia che purtroppo sta diventando un classico. In una scuola cattolica di Milano, un'insegnante ex Miss Abruzzo, che ha partecipato alle selezioni di Miss Italia, non piace ai genitori, perché troppo bella. Fa niente che ai figli piaccia - e non penso solo perché è bella -, ai genitori importa di più seguire il perbenismo personale che la felicità dei figli.

Apprezzo invece la decisione del rettore che ha saputo andare oltre il suo passato di miss, ha dimostrato di essere più moderno di certi genitori che, secondo me, sono rimasti agli anni 30.

Loro vorrebbero essere dei bravi esempi per i loro figli: ebbene, essere pregiudiziosi e bollare una persona per il suo lavoro passato, non è un bell'esempio da dare. Oltretutto, mica faceva la ladra, faceva un lavoro legale, Miss Italia poi mica è un programma vietato ai minori.

Come faranno i figli a guardare oltre il proprio naso, se i genitori si fanno problemi per un'insegnante che faceva la miss? Bah.

giovedì, ottobre 07, 2010

procreazione assistita, tra Nobel, scandali e leggi

Di solito i premi Nobel non provocano mai reazioni in Italia, nemmeno quando li vincono gli italiani, magari scappati all'estero per mancanza di fondi. Quest'anno appena ho letto che Robert Geoffrey Edwards, primo a sperimentare con successo la procreazione assistita, ho pensato "Ora vedi che polverone".

Difatti subito il cattolicissimo Osservatore Romano ha subito espresso la sua, sostenendo che sarebbe stato meglio prevenire la sterilità. Mi sembra la solita scusante per discreditare una scoperta scomoda. Riprendendo il loro esempio, sarebbe bello prevenire il vaiolo, intanto non getto fango su chi ha scoperto una cura per far guarire il vaiolo, né sminuisco il lavoro di chi ha trovato tale cura.

In questo clima in cui ancora in Italia si discute se sia legittimo o meno farsi aiutare dalla scienza per avere un figlio - mentre in molti Stati europei è una cosa normalissima -, arriva puntuale una sentenza - fonte corriere - dove è messa in dubbio la costituzionalità della legge 40. Adesso vedremo come finirà questa vicenda, con la Corte Costituzionale che dovrà esprimersi riguardo questa legge.

Il diritto di concepimento dovrebbe essere garantito. La stessa Chiesa, che è contro i contraccettivi, dovrebbe essere a favore della vita e di tutti gli strumenti che aiutano a farla sbocciare. Nessuno vuole sostituirsi a Dio, semplicemente si cerca di combattere la sterilità, come se fosse una normale malattia. I figli nati in provetta possono sentirsi figli di Dio né più né meno come quelli nati in modo naturale.

mercoledì, marzo 24, 2010

L'ignoranza miete altre vittime

Stavolta le vittime sono i figli di genitori che hanno bloccato un'iniziativa molto interessante per un incontro con alcuni gay, appartenenti al Circolo di cultura gay Milk. Fonte corriere.

Le motivazioni fanno raggelare, ignoravo che nel 2010 ci fossero ancora persone "giurassiche". La prima obiezione è stata che i ragazzi sono giovani e possono essere deviati. Quindi mettere i figli davanti alla televisione, non li devia, non mette in testa idee tipo essere una star o robe affini. E' con certe affermazioni omofobiche che si deviano i figli, portando ad inquadrare il gay come diverso, malato. Poi non ci meravigliamo se leggiamo di notizie di violenza sui diversi, questo è un possibile risultato che si ottiene alzando muri ed educando il figlio a non parlare con il gay per non essere traviato.

Un'altra motivazione che ho letto, mi ha fatto davvero cascare le braccia, ancor più di quella precedente

"Accompagno mio figlio persino a fare le vaccinazioni figuriamoci se lo lascio andare ad un incontro del genere. È come il vaccino antinfluenzale: è più dannoso che utile"

Quando per forza un figlio non potrà girare con la teca di vetro del genitore, sarà spiazzato nello scoprire cose finora a lui sconosciute, chissà allora cosa potrebbe succedere. Se ha una personalità forte, magari cercherà di indagare su una verità finora nascosta dai propri genitori. Se invece si ha una personalità meno indipendente, si tenderà a non capire certi aspetti della vita, reagendo in modo non prevedibile.

martedì, marzo 16, 2010

Come fare l'amore? Chiedetelo a Google

Leggo su webmasterpoint che la domanda più ricorrente su google, è su come fare l'amore. Quasi 6 milioni di richieste sono su come farlo la prima volta e 1 milione e 800 mila sono per sapere come baciare.

Sono i tempi che cambiano, una volta queste domande si ponevano al genitore. Da un lato può aiutare i più timidi, quelli che prima avevano paura a chiedere ai genitori o, peggio ancora, agli amici.

Però il consiglio del proprio papà - mamma - amico, insomma il consiglio di una persona in carne ed ossa varrebbe di più di un consiglio scritto da un qualunque sconosciuto. Che poi alla fine una vera risposta universale non può esistere, dipende da come si è fatti di carattere, di chi si ha di fronte. Insomma, non si tratta di chiedere come si crea un blog o come si rimuove da un Pc un virus.

Insomma, piuttosto che google, meglio affidarsi ai consigli di chi ti conosce e può veramente aiutarti con consigli adatti alla persona che li chiede.

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