Eh sì, un anno è passato da quando sono andato a vivere da solo. Chi non sa le puntate precedenti, legga qua.
Cos'è cambiato? Passato il primo momento di smarrimento, in cui avanzavo a tentoni, oggi posso dire che mi sento meglio a mio agio. Non solo, mi sono accorto che lo stare da solo mi ha portato a capire cose di cui prima non arrivavo: soprattutto ho iniziato a capire cosa è utile, come è utile spendere il tempo e come invece è meglio non spenderlo. Quando parte del tempo va via per le faccende domestiche, ti accorgi che non puoi fare più tutto come prima e che quindi devono esistere priorità: cosa è utile, cos'è una perdita di tempo?
Non solo, ho iniziato un processo di miglioramento: cosa posso fare per migliorare la mia vita, come posso fare per attuare alcuni miei principi. Banalmente ora facendo io la spesa, posso fare delle scelte anche di tipo etico: ne è un esempio la questione dei prodotti cruelty free.
Infine, vivendo solo, posso gestire i tempi come voglio e ho più tempo per riflettere, pensare. E pensando posso capire meglio i miei difetti, i miei limiti ma anche i miei punti di forza. Insomma dopo il primo anno mi sento migliore, mi sento maturato: ma non finisce qui perché non si finisce mai di imparare.

