lunedì, marzo 21, 2011

Libia, è guerra



C'era la Milano Sanremo di ciclismo, quando la diretta è stata interrotta per il tg3 edizione straordinaria. Sarkozy annuncia al mondo l'inizio dell'intervento in territorio libico. Il discorso penso abbia un valore storico, negli anni si parlerà molto di questo discorso che dà di fatto l'inizio ad un conflitto bellico contro il leader libico.

Molti cittadini di Bengasi, specie i ribelli alla notizia hanno festeggiato con colpi di clacson e fucili. E' ovvio che loro vedono nella coalizione un alleato importante, in una situazione in cui l'esercito di Gheddafi ormai si avviava a prendere possesso dell'ultima città ribelle.

E adesso? Molti ovviamente si oppongono al conflitto, ma allo stesso tempo disapprovano l'oppressione di Gheddafi. A parer mio non è con le buone parole che si farà ragionare il colonnello. 41 anni di dittatura, a parer mio andava fermato prima, i libici per anni hanno vissuto in un clima dittatoriale.

Certo, la guerra non è l'acqua di rose, abbiamo ancora negli occhi quanto successo in Iraq, soprattutto dopo la guerra stessa. Le conseguenze ancora non le possiamo prevedere, possiamo immaginare che se rovesceranno il regime, poi bisognerà agire senza cadere negli errori di Iraq e Afghanistan, creando un caos peggiore di quello che già c'era.

Alla fine non esistono attacchi buoni e cattivi: le bombe uccidono e la guerra distrugge, quel che posso augurarmi è che duri meno possibile e che poi i libici sappiano ricostruire un governo democratico per ripartire con un nuovo corso. Noi per ora non possiamo che fare gli spettatori.

8 commenti:

on 21/03/11, 10:35 ha detto...

dici bene, le bombe uccidono... Gheddafi fa il bello e il cattivo tempo da 41 anni e nessuno si era mai sognato di andare a disturbarlo... vabbè ma ora siamo in piena crisi energetica no? ma dai, che vado a pensare... mica sarà pure questa una scusa per accaparrarsi zone strategiche? perchè nell'africa centrale, pèiena di dittatori spietati, eccidi e guerre civili nessuno interviene? bah... vabbè la smetto con la solita retorica...

la pace si ottiene lottando ok, ma una volta "fatto fuori" il rais, vediamo di andarcene, non ci accampiamo li per anni a prendere mazzate

ma scusate... Gheddafi non era un nostro caro amico????

Paòlo on 21/03/11, 11:00 ha detto...

Il mondo è come il Risiko, ognuno ha l'obiettivo segreto e muove i propri carrarmatini per accaparrarsi terre.

Se poi, nel far questo, ci scappa che pure i libici si liberano di un dittatore, meglio per loro. A me più che la guerra, spaventa il dopo: chi verrà? Sarà meglio di Gheddafi? Staremo a vedere.

Sara on 21/03/11, 12:48 ha detto...

Concordo su quello che dice Mò sopratutto sulla storia del resto dell'Africa!
Certo, un pericolo esiste, quello che si prenda questa guerra per la loro pace e il loro benessere in una guerra santa... questo per me è il vero pericolo!!

I am on 21/03/11, 20:30 ha detto...

Non mi piacciono le guerre. Sono la rappresentazione della arroganza umana. Dietro le guerre non c'è mai la protezione delle persone, ma il profitto. In Libia stanno usando i Cruise ad uranio impoverito.... Belle persone quelle che fanno la guerra.. Mert

Paòlo on 21/03/11, 20:31 ha detto...

E' vero, il rischio di strumentalizzazioni su guerre sante c'è.

Paòlo on 21/03/11, 20:42 ha detto...

Sì I am, ho letto delle armi ad uranio. Si continuano a fare gli errori del passato, tanto non sono i Capi di Stato ad ammalarsi per l'uranio, ma la popolazione e i soldati.

Alessandra on 21/03/11, 23:55 ha detto...

A me questa guerra fa paura, come tutte le guerre...

Paòlo on 22/03/11, 00:28 ha detto...

Forse questa di più per la vicinanza a noi.

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