domenica, maggio 19, 2013

Se io non ti chiamo, prova a chiamare te

Questo è un post sfogo, perdonate se non sarò politically correct - non lo sono mai dopo tutto -.

E' il leit motiv quando si parla di amici. Non sempre si riesce a sentirsi tutti i giorni, io con i miei amici ho una media di farmi sentire ogni due tre settimane. Poi si sa, c'è chi sento ogni tre giorni e chi ogni mese, ma mediamente le occasioni non mancano.

Io sono sempre stata una persona che passa da un eccesso all'altro. Magari per un po' non mi senti e poi allora mi faccio sentire anche troppo. Però una cosa è certa: quando sento una persona, pretendo che questa persona dimostri interesse a farsi sentire. Se io ti mando un sms o whatsapp o mail o messaggio di facebook, se non rispondi una volta, dico pazienza. La seconda sbuffo, la terza non risposta comincia a farmi incazzare.

E poi niente, a quel punto dico "Vabbé, fatti sentire tu quando puoi", in fin dei conti cerco di capire che magari il momento non è dei migliori. Io stesso in questo periodo ho molto poco tempo libero e lo potete constatare dal fatto che il mio blog viaggia sull'1 2 post a settimana - quando va bene -. Il doremi fan ha le ragnatele, a malepena ne seguo uno.

Tornando a noi, io tendo ad attendere che l'altro reagisca. Anche perché chi stabilisce che il primo passo lo debba fare sempre io? Se non alzi quel cazzo di telefono o non mandi un messaggio per primo, non ti mangio, anzi rischi pure di farmi felice, che dimostri che ti fotte sentire se sono vivo o se sono morto sotto ad un armadio - col telefono in mano magari - mentre pensavo "Sto porco che non chiama".

E poi c'è il capitolo uscite. I miei post whatsapp o fb in cui propongo di uscire partivano sempre da ottimi auspici. Invita 10 12 persone speranzoso che almeno la metà ci fosse. Invece puntalmente è buono se la metà risponde e di questa metà un'ulteriore metà c'è. Ecco io odio chi non risponde agli inviti. Cazzo, ci metti 10 secondi a scrivere Non ci sono, non posso, non mi va, mi stai sui coglioni, fottiti. Accetto pure scuse idiote, ma almeno rispondi.

E allora da un po' si è cambiato registro: invito giusto le 6 persone che rispondono. Per quanto riguarda gli altri: dopo mesi di inviti ignorati o sempre con scuse tipo non posso, posso dire che a certe persone non interessa uscire con me. Lo accetto e siccome non tutti abbiamo il coraggio di dire le cose in faccia, ci penso io ad evitargli questo confronto e lo depenno.

Ah, ultima cosa: se io non posso uscire con qualcuno, ho l'abitudine di proporre una data. Piccolo vademecum: dire magari un'altra volta non è una data: una data è una data come il 18 maggio, sabato prossimo, ecc. E comunque dopo aver lanciato il sasso, si prendono le proprie mani e si manda una mail di gruppo e si propone. Vi confido un segreto, cari bidonatori: non solo io ho la facoltà di mandare messaggi. Scoprirete con gran sorpresa che pure voi avete l'opportunità di mandare un messaggio per proporre di uscire, se vi va. Sennò, ognuno per la propria strada e adieu, io mi tengo strette le persone che sono interessate alla mia amicizia a FATTI.

lunedì, maggio 13, 2013

Strumentalizzare su fatti tragici

Sabato a Milano un pazzo ha colpito delle persone con un piccone: violenza cieca quanto gratuita, sembra proprio un atto senza motivo compiuto da un folle. Oggi addirittura questo personaggio cerca di passare per pazzo per evitare la galera ed intanto delle persone sono morte.

Quando sento cose simili, mi chiedo come sia possibile che certi fuori di testa possano circolare liberi per la città. I milanesi sono rimasti turbati ovviamente: anche per una città come la nostra, dove di tanto in tanto si sentono di persone che uccidono, tanta violenza senza motivo ha lasciato senza parole.

Non capisco perché, ma poi questi atti devono diventare occasione per alcuni politici per farne un caso politico, per tirare l'acqua al suo mulino e sfruttare l'evento per infangare e per fare i propri interessi. E così Borghezio è dovuto venire a Milano tirando in ballo la cittadinanza ai cittadini stranieri. La pazzia non ha bandiera e non c'entra nulla con la questione extracomunitari. Ma si sa, certe persone sanno essere ipocrite e sfruttare un fatto di cronaca nera per fare la propria campagna mediatica e politica.

Vorrei ricordare a questo personaggio e a certi leghisti che di pazzi ne abbiamo anche di italiani. Ma d'altra parte non posso pretendere che una persona che non sa tenere un dialogo politico ma sa solo offendere un ministro, sia in grado di capire che qua non c'entra il tema extracomunitari. E non a caso molte persone hanno contestato Borghezio, accusandolo di speculare sui morti.

venerdì, maggio 03, 2013

Atm si scusa per il disagio




Ieri era giovedì, ma in certo senso era un lunedì errante: è vero che mi aspettavano solo due giorni di lavoro in questa settimana dotata di domenica aggiuntiva. Però è sempre tosto riprendere, specie in questi giorni in cui vivo una porzione della mia giornata nella metropolitana, per arrivare dal cliente.

Ieri sembrava uno dei soliti viaggi, ero bello immerso nella musica e nel gioco dei simpson - altro che "Razzol" -. Quando improvvisamente, ecco che le mie orecchie sono attratte dal rumore dei cartelli di capolinea che giravano: strano, ne manca al capolinea, è presto per girare i cartelli, la cosa è sospetta. E difatti ecco la voce che annuncia che la metro fermerà a Famagosta per problemi ad andare fino ad Abbiategrasso e Assago. Seguono parole che non posso scrivere nel forum.

Arrivati a Famagosta, scendiamo smarriti e non troviamo nessuno a rispondere a queste domande

Davvero dobbiamo scendere?
Dove si prende il bus?
Perché?

Così, ancora storiditi dall'evento, col macchinista che si improvvisa ufficio info, saliamo in superficie dove troviamo il nulla. Nessuno sa niente, la guardiola che non si vede - tanto per cambiare - e nessun bus all'orizzonte. In questo putiferio, annuso caos in arrivo e chiedo soccorso al mio collega, che parte in auto verso famagosta - lui era ad Assago -.

Mentre nessuno continua a vedersi all'orizzonte, scopro da un gentile tipo su Facebook che la metro ha ripreso a funzionare. Altre parole non ripetibili su forum, più forti e coincise, atte a rivolgersi con poca gentilezza verso l'azienda ATM e la sua organizzazione.

"Atm si scusa per il disagio". Scuse non accettate, si vuole organizzare l'expo a Milano ma non si sa nemmeno organizzare un banale disagio sui mezzi. E quanto successo a me, da quanto leggo su forum e gruppi di Facebook, succede spesso e volentieri. Passi che ci vuole del tempo per far trovare dei mezzi, ma se ogni cazzo di stazione è dotato di "omino di guardiola", almeno lui può usare quel buffo aggeggio che si chiama microfono e dire dove andare, cosa fare, ecc. E ancora oltre, inutile far arrivare un'auto del pronto intervento e poi non sfruttare la forza lavoro di quelle due persone per avvisare chi è in superficie che la metro ha ripreso a circolare.

Per la cronaca, a Barcellona non ci sono persone di guardia alle stazioni. Hai lo stesso livello di assistenza dell'atm ma con uno stipendio in meno per ogni stazione. A Parigi invece c'è la persona in ogni stazione, ma quando ad esempio vai a spiegare in una lingua diversa dal francese che il biglietto non funziona, quello è dotato di biglietti, di cassa per poterli acquistare. E non sbuffa e capisce bene altre lingue al di fuori della sua. Fine della piccola polemica verso la guardiola, utilizzata male dall'ATM - niente di personale verso loro ovviamente -.

lunedì, aprile 29, 2013

Parigi, Lodi e dintorni


Così potrei riassumere la mia settimana scorsa: tre giorni a Parigi, giusto settimana scorsa a quest'ora stavamo per ridiscendere dalla torre Eiffel per dirigerci al battello della Senna. Io e Mò abbiamo visitato questa bellissima città, abbiamo fatto un tour de force, ma almeno il grosso lo abbiamo visto - anche se velocemente -.

Parigi dalla torre è bellissima, se ci andrete, vi consiglio di prenotare i biglietti online: risparmierete due ore e passa di fila, dato che il biglietto online ha già un orario assegnato. Così in pratica si salta la fila e si entra in 5 minuti. Anche il battello è meglio prenotarlo online, per risparmiare qualcosina.

Per mangiare, a mezzogiorno ci siamo arrangiati con i molti fast food che permettono di mangiare a prezzi onesti. La prima sera abbiamo mangiato al quartiere latino, che ha molti ristorantini tipici. La seconda sera invece abbiamo optato per Montmatre: penso che se fossi stato un parigino avrei bazzicato spesso questa zona, piena di localini e ristorantini vari, ideale per un aperitivo o per una cenetta.

Ho notato che Parigi non è cara turisticamente: i vari souvenir sono proposti a prezzi degni, basti pensare che  io di solito li evito ma a sto giro una torre me la sono portata a casa. Appunto, come dicevo prima, si mangia senza farsi troppo pelare: attenzione solo all'acqua, evitate le bottigliette che sono care più del cibo. Davvero, costa meno bere una birra che una bottiglia di Evian. Fortunatamente si usa servire la caraffa d'acqua - di rubinetto -: buona, dissetante e gratis :-D

Strano invece, tornati da Parigi, ritrovarsi a passeggiare per le vie di Lodi. Il 25 è dura trovare dove andare e, stanchi del lungo viaggio, abbiamo fatto la gitarella molto vicino casa. Dopo aver lavorato il 26 ed aver appurato che, nonostante gli scarsi mezzi, ATM, non eravamo così pochi a lavorare, eccoci al weekend.

Maledizione, acqua come se ci fossero i monsoni thailandesi, noi a cercare un cazzo di mobile del computer. Cari Ikea, mondoconvenienza, brichi vari e chi più ne ha e ne metta: oltre ad orrendi mobili che io saprei fare meglio col traforo, c'era la predominanza del color legno, color ciliegio, color sarcazzo cosa marrone. Ma porc# #òòò@@@à### il biancoooo? Non sto dicendo arancione - c'era pure quello -, ma un colore comunissimo come il bianco. Alla fine ha dovuto salvarmi santo Ebay, stasera vediamo anche su Amazon.

sabato, aprile 13, 2013

In sella alla bersagliera




Ormai è tradizione, arriva Aprile e la bici viene pulita dalle ragnatele: mi spiace ragnetti, d'estate dovete cercare un'altra casa. E come le lucertole iniziano a sbucare al sole, come pure io ed altri ciclisti cominciamo ad andare in strada.

Che poi quest'anno non ci speravo di cominciare come solito, considerando che fino a due settimane fa era inverno e fino al mese scorso la neve faceva ancora capolino. Ma si sa, basta che le nuvole cambino aria e finalmente il disco caldo esce e fa salire di botto le temperature. 23 gradi segna casa mia, erano mesi che non vedevo questi picchi.

Quindi prima pedalata, non ho nemmeno la lingua di fuori, grazie alle corsette fatte che mi hanno tenuto in allenamento. E non mi sono molto lamentato delle auto, ma oggi ho odiato i pedoni. Pedoni che attraversano senza guardare, pedoni che vanno sulla ciclabile: cazzo non è un secondo marciapiede, stai al posto tuo. Pedoni che nelle corsie promiscue cammina a zig zag dicendo "Oh guarda, ho dei piedi e ci sono solo io al mondo, posso girare totalmente a caso".

Nemmeno certi ciclisti scherzano, andando allo stesso ritmo di quando vanno a piedi. Poi ci sono i classici ciclisti della domenica, eh sì che oggi è sabato. Io poi ammetto che non concepisco il concetto della passeggiata in bicicletta, lascio che Cocciante pedali senza fretta, mentre io sfreccio in stile Girardengo sfruttando le scie dei ciclisti e bruciando tutti alla ripartenza del semaforo.

E' ricominciata la mia stagione ciclistica, come ogni anno anche quest'anno mi prometto qualche gita più lunghina. Spero di riuscire a fare quanto promessomi.

martedì, aprile 09, 2013

Non c'è più rispetto

Questi versi li cantava Zucchero nel 1986. Non so allora, ma oggi secondo me ce n'è ancora meno di allora. Basta aprire il giornale per rendersene conto.

Muore a 20 anni, sciacalli lo derubano. Come se non bastasse la tragedia per aver perso la vita, una persona ha pensato bene di derubarlo dell'ultimo stipendio, come denuncia la madre su Facebook. Mai avrei immaginato che si potesse arrivare a tanto, capisco la fame e tutto, ma non giustifico un gesto così tanto vigliacco.

E che dire di quanto accaduto negli stadi in questo weekend? Il derby di Roma rovinato dai soliti idioti, che nulla c'entrano con i tifosi. A Firenze invece Galliani è stato aggredito verbalmente. La cosa che mi ha colpito è che il contestatore che ha preso a maleparole il dirigente milanista non è un adulto, ma un bambino. Ovviamente c'era il padre a fianco, che invece di dargli una cinquina rideva. Questo fa ben immaginare quali valori abbia questo bambino. Un testimone che ha assistito alla scena, ha provato a calmare il giovane ultrà, ma è stato taciuto da questo con ulteriore arroganza. Compilimenti al padre, lì presente, che poi tra l'altro ha proseguito.

Giovane si ferma con l'auto per far passare dei pedoni, accoltellato. Devo pure commentare?

Se non si dà una sterzata netta, qua precipiteremo sempre più.

venerdì, aprile 05, 2013

Quattro anni e non sentirli: L'Aquila

Quattro anni da quel maledetto 6 aprile, tre e trentadue. Ho detto già molto di questo maledetto sisma, potete leggere qui, qui e qui, giusto per citare alcuni dei miei post.

Il problema resta, sempre uguale, sempre stancamente lì. I morti non riposano in pace perché non c'è stata ancora giustizia. I vivi non dormono nelle loro case, ancora conciate male. Il sindaco non sa più cosa fare per farsi sentire di fronte ad uno Stato sordo. E' arrivato a minacciare di togliere tricolore e prefetto, è il simbolo di una città che non sa più cosa fare per farsi sentire.

Oggi ricordiamo tutte le vittime, dagli studenti morti nel rudere dello studente - non chiamiamola casa -, alle persone sepolte nelle loro abitazioni, negli edifici fatti col sale marino. Accendiamo una candela per loro e speriamo che qualcuno possa dare una degna giustizia a chi non è tra noi ed una degna città agli aquilani. Voglio tornare ad ammirare il centro di L'Aquila come quel giorno di dicembre 2008, ultima volta che ho potuto ammirare una città bellissima con il centro perfettamente in ordine.

martedì, aprile 02, 2013

Paolo is back, sono stato a Lecce


E rieccomi dunque, dopo più di una settimana d'assenza. Allora, nessuno si chiede dove sia stato, ma io vi tedierò lo stesso dicendovelo. Per lavoro sono stato a Lecce una settimanina, poi ho fatto un po' di giorni felici dalla mia Mò.

Lecce è una bellissima città, si trova vicino all'Adriatico ma è anche piuttosto vicino allo Jonio. Questo è il Salento, una terra in mezzo a due mari, uno più bello dell'altro. Purtroppo, visto che ero lì per lavoro e visto anche la stagione non proprio adatta, il mare non l'ho gustato. Ho fatto giusto una capatina a Gallipoli per una mangiata.

Il cibo, ecco quello l'ho provato bene. E tra i piatti, mi sono rimaste impresse le varie fritture: dalle verdure, alla pizza fritta. E che dire dei panzerotti, mmm se non provate quelli fatti in Puglia, non avete provato nulla. Passando per i primi, eccovi le sagne ncannullate, io le ho provate con pomodoro ed una ricotta locale.

A Lecce sono molto bravi anche nella cucina della carne di cavallo: io ho assaggiato qualcosa cotto nel sugo, fantastica. Ovviamente ci sono poi moltissime ricette di pesce, lì ce n'è di tutto. Infine un piatto, su cui non avrei dato un centesimo: fave e cicorie. Ora, a me le fave non piacciono, non le mangio mai e pure con la cicoria non va meglio. Difatti, titubante l'ho assaggiato. Ebbene, uno spettacolo, non so come le cucinino, ma il risultato è stato ottimo. Si prendono dei crostini, si intingono nel puré a base di fave ed infine si unisce la cicoria, per mangiare tutto insieme. Non fatevi prendere dal pregiudizio degli ingredienti e provatele.

Ma basta cibo, ho potuto ammirare molte bellezze nella citta di Lecce, a partire dal Duomo, ma anche la Basilica di Santa croce, come pure l'anfiteatro. Ce ne sono parecchie di cose da vedere, ve la consiglio.



mercoledì, marzo 27, 2013

Un saluto a tutti

Questa settimana e parte della prossima sono super scasinato. Ma intanto vengo a salutare tutti i miei amici blogger, anche se non ho modo di leggere i vostri scritti.

Poi con calma vi racconterò cosa sto combinando in questo periodo, promesso :-D

giovedì, marzo 21, 2013

Mennea, la freccia del sud



Ci sono persone che vanno ricordate perché ci hanno reso orgogliosi di essere italiani. Un grande campione, quando la tecnologia e le scarpe non aiutavano come oggi. Io non ero nato, ma la sua fama è arrivata anche ai miei occhi e alle mie orecchie.

martedì, marzo 19, 2013

Festa del papà e famiglie moderne

Va bene, mi sono sempre espresso con scetticismo con le giornate, le feste comandate e quant'altro. Ma quando sento certe notizie, mi viene da difendere queste feste, se si tratta di difenderle dall'idiozia umana.

Oggi era la festa del papà, altra occasione per far vendere cioccalitini, rasoi, profumi, pantofole e far sembrare che oggi il papà è importante, è un figo, un eroe. Tanto domani tutto torna come prima. Però è bello che almeno i bambini possano sfruttare questa festa per conoscere, per apprezzare e per ricordarsi di uno dei due genitori. Sperando che poi una buona educazione faccia capire che un abbraccio al proprio papà si può dare tutti i giorni.

Ebbene, ormai le famiglie sono più variopinte e può capitare che ci sia una famiglia con due mamme e nessun papà. La genialata delle maestre, per non far sentire a disagio la bambina di un asilo, che appunto ha due madri al posto di una madre ed un padre, è di sostituire la festa del papà con una festa della famiglia.

Peccato che giustamente, altri genitori abbiano fatto notare che per non mettere a disagio una bimba, si mettono a disagio tanti altri piccoli. Inoltre la festa della famiglia esiste già, che io sappia. La verità è che queste idee servono solo a coprire la realtà, a mettere la bimba in oggetto in una campana di vetro. Invece sarebbe stato meglio spiegare la verità, che lei fa parte di una famiglia in cui non c'è un papà da festeggiare, ma a maggio avrà due mamme da festeggiare.

Tanto i bambini non sono stupidi come qualcuno pensa e la bimba in questione ci arriva a capire che la sua famiglia ha una piccola differenza: ma non per quella piccola differenza poi ci devono essere vere differenze perché le due madri possono voler bene alla figlia esattamente come succede nelle normali famiglie; lo stesso dicasi per una famiglia composta da due padri ed un figlio.

Ritengo che certe idee invece di creare ponti, poi portano solo ad alzare muri; invece di creare integrazione, rischia di provocare problemi di sopportazione tra le parti. Ci può essere integrazione quando c'è rispetto delle culture e non imposizioni o cambi. Io ho un padre, faccio gli auguri a mio padre. Tu hai due mamme? Nessun problema, a maggio farai doppi auguri, mentre io ne farò uno solo. Dov'è il problema? Per me non sussiste.

mercoledì, marzo 13, 2013

Habemus papam "tango"

E quindi, da pochi minuti sappiamo che il nuovo Pontefice, Francesco I, è Jorge Mario Bergoglio, classe 1936.

Non lo invidio, prende la guida del Vaticano in un periodo piuttosto difficile, spero bene che cambi totalmente certe brutte pieghe prese da tempo immemore dal Vaticano - salvo pochissime eccezioni -. Oltretutto il nome, Francesco, è un nome pesante, proprio perché invoca il frate francescano.

Eppure, uscendo sul balcone è sembrata una persona umile, un personaggio adatto a stare lì e che forse può dare la sterzata che io aspetto da tempo. Poi si sa, si vedrà col tempo se la prima impressione è quella buona.

Intanto, ripensavo a quante cose sono cambiate tra un habemus papam e l'altro. Lasciando perdere le questioni religiose, vediamo uno spaccato della società.

2013: crisi economica, crisi politica, i social impazzano. Addirittura possiamo dire che è il primo Papa annunciato e commentato tramite tweet, messaggi su FB o Google+. Immagino quante foto avremo con smartphone di chi era lì presente. E' il papa social quindi in un senso tempo.

2005: E' il primo Papa della comunicazione: internet è già una grossa realtà, i canali televisivi sono molti, ancor più le radio. Molti blogger scrivono, sui forum si parla e si commenta.

1978 Attentati vari, rapimento Aldo Moro. Ehm, non essendo nato, diventa dura capire cosa usavano allora. Internet c'era? Mmm non per la popolazione.

Comunque staremo a vedere come si comporterà il nuovo pontefice.

giovedì, marzo 07, 2013

Parco Adriano, un quartiere che non esiste

Da due anni vivo in un quartiere, sorto sulle ceneri dell'area Marelli. Ho comprato casa su bellissime piantine verdi che promettevano ogni cosa: io ho acquistato casa sulla carta insomma, perché era edilizia convenzionata, altrimenti non ce l'avrei fatta. Dopo anni di attese, rinvii, scuse e quant'altro, entro nella casa e il cerchio sembra chiuso.

Ma un nuovo cerchio si è subito aperto, il nuovo quartiere, denominato Parco Adriano, è solo un agglomerato di palazzi senza servizi. Questo succede a causa del solito vizietto: prima si fanno le case e poi con calma si pensa ai servizi, quei servizi tanto promessi e mostrati nelle mappe. Il parco? Per ora è una distesa di terra dove ruspe spostano terra qua e là. Ogni tanto arriva un rinvio a causa della mancanza di terra. Già, quella terra dovrebbe arrivare dagli scavi di un supermercato, che permetterebbe a noi residenti di comprare il latte senza dover usare l'auto. Ma anche quello è in ritardo per noie tra privato e comune.

Voi direte: non usare l'auto, usa il bus. Il supermercato più vicino non è raggiungibile così agilmente con i bus. La verità è che i bus da noi sono una ciofeca. Capisco che la promessa di proseguire il tram - linea 7 - che ferma a due passi dal quartiere fosse fin troppo una bomba. Un po' come promettere ad un bambino che domani glielo compriamo il giocattolo. Ma almeno sui bus, ci vorrebbe maggior capillarità. Invece, l'autobus - linea 86 - non può attraversare il quartiere perché un coglione - come chiamarlo altrimenti - ha progettato male un incrocio, con altri ritardi per sistemare tale incrocio. Altro mezzo, la 51, lo perdiamo per darlo a Precotto, dove probabilmente non bastava avere già la M1, l'86 e il 7: diamo loro anche la 51. Ora per fare 2 km di strada devo prendere due mezzi o fare un giro del cazzo per prendere la 51. Allora questo è il loro modo di promuovere il mezzo pubblico?

E pensare che il sindaco attuale di Milano era venuto nel nostro quartiere, aprendo la ruota come un pavone, facendo la faccia di chi si preoccupa: solite facce di tolla da campagna elettorale. Una volta è passato un assessore dalle nostre parti: hanno parlato solo loro, ogni domanda veniva respinta con risposte più evasive. Per dirvene una: abbiamo portato una proposta per far fare un percorso ai mezzi che possa accontentare tutti, ma loro ci hanno risposto "Ormai gli orari sono stati stampati." Ma santo cielo, volete sentire il nostro parere? Tanto chi fa gli orari sta bello sulla sua mercedes, non gliene fotte un cazzo.

Io ho tentato la via del dialogo, ma ormai è una presa in giro. Allora iniziamo a sputtanare la verità, che la leggano tutti. Se qualche giornalista vuole, mi contatti che qua ho scritto solo una minima parte. Ho ancora qualche bomba da tirare fuori: ad esempio parliamo della piscina che si è trasformata in edilizia privata? Del fatto che certe zone stanno diventando discarica pubblica, dell'illuminazione stradale ripristinata in "soli" 10 giorni, il traliccio della discordia, le case tagliate fuori. Insomma potrei parlare per ore. E se riesco, organizzo pure una manifestazione, anche se a volte per svegliare la gente dal torpore non bastano manco i cannoni.

lunedì, marzo 04, 2013

Corsa, ci ricredo


L'ho provata, ho resistito, ho migliorato, ho faticato, ho sudato e, dopo il trasloco, ho dimenticato. Già, l'ormai famoso cambio di casa mi ha cambiato i ritmi e non ho più trovato la volontà di proseguire.

Ma ora ho deciso di riprendere. Scarpe nuove da corsa, un pantalone per la stagione ancora freschina, cuffie nelle orecchie e si riparte. A sto giro devo evitare gli errori del passato: i giorni sono fissi salvo che torni dal lavoro ad orari molto ignobili, il meteo va ignorato, salvo diluvi universali - potrei sempre nuotare a quel punto -. Inoltre, rispetto alla scorsa volta, stavolta l'allenamento non è un parti e improvvisa: sto intanto seguendo una tabella per novizi perché preferisco non bruciare le tappe.

Finita questa prima fase - due mesetti - farò il test di Cooper e poi sarò pronto a partire con gli allenamenti veri. Per ora mi pongo solo l'obiettivo a raggiungere di nuovo la forma del 2011, poi vediamo se riesco a migliorare. La mia vera lotta non sarà contro la fatica, ma contro la noia: un'ora di corsa può diventare noioso e quello pesa più di un muscolo affaticato; sarà la musica ad aiutarmi, insieme alla variazione di percorsi.

Se adesso vi ho incuriosito o messo la voglia, eccovi questo sito, dicorsa, dove ho trovato qualche info utile per riprendere.

martedì, febbraio 26, 2013

Quindi? 1, X o 2?

Insomma non ha vinto nessuno se non erro, è un pareggio, una X? Quindi ora? Tempi supplementari o direttamente rigori? Semmai tiriamo una monetina.

Leggendo su Facebook, sono tutti arrabbiati: in particolare si inveisce contro chi ha votato Berlusconi, tutti inveiscono, bestemmiano, insomma quanta tensione. Nessuno invece che dice "Sì, io l'ho votato". Cazzo l'ha votato una buona fetta di italiani ma a sentire la gente non l'ha votato nessuno, ormai è il solito disco rotto.

Forte invece che fino a ieri Grillo non se lo cagava nessuno ed oggi sembra di vedere i partiti che iniziano a dire "Carissimo Beppeeee io sono un tuo grande fan, dai facciamo l'alleanza e dai e dai e dai e dai".

Lui d'altra parte è apparso in tv: ormai hai più speranze di assistere al miracolo della statua della Madonna che sanguina, che vedere Grillo in tv. Settimana scorsa doveva andare: ci vado ci vado ci vado, no, non ci vado. Avrà sfogliato la margherita come gli innamorati. Oggi invece s'è visto e come solito ne ha dette su tutti, ma non ha urlato - e mica urla sempre -.

Berlusconi ormai ha la pelle consumata a furia di apparire in tv e allora ha mandato per una volta il suo "Delfino". Che si è offeso perché il PD preferisce allearsi con Grillo che con loro. Alfano, va bene che il PD lo chiamano PD meno L, però mica possono fare l'alleanza con voi, e su.

Qualcuno ha visto Casini e Fini? Sembrano i due liocorni da un paio di giorni in qua. E che dire dei vari Giannino, Ingroia, il partito dei pirati, il partito dei pensionati, il partito di chi vuoi tu? Tutti rimasti al palo, pensavano che bastavano i voti di quattro amici e parenti per entrare in parlamento.

Ecco, Monti secondo me si sta mangiando le mani, è lì che pensa "Se non scendevo - pardon salivo - in campo, quei pirla mi affidavano un altro governo tecnico."

Infine, chiudo con una scenetta tratta da Don Camillo, che secondo me rende molto e forse strapperà un sorriso :-D


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