lunedì, settembre 12, 2011

Se lo sport diventa scontro politico

Non sono leghista, di solito quando sento certe iniziative extrapolitiche della lega mi vien da sorridere, lasciano il tempo che trovano. Miss padania, le partite della nazionale padana e il giro di padania. Già quel giro che sta creando scompiglio.

Capisco bene che le ultime dal mondo politico fanno arrabbiare: una finanziaria dove sono spariti i tagli alla classe politica, la lega poi non si è fatta molti amici, anzi. Ma arrivare a protestare in quel modo, bloccando una gara mi pare esagerato. Ancora ancora striscioni, manifestare ai lati della corsa, ma interromperla, menare addirittura i ciclisti, è segno di poca intelligenza.

I ciclisti corrono per lavoro, perché in queste corse si prendono dei soldi, insomma fanno il loro lavoro. Chi pensa che il ciclista che corre il giro di padania sia per forza leghista o comunque appoggia a priori le idee della Lega, non ha capito molto.

Vogliono sfogare la rabbia per questa classe politica? In questi giorni si votava per una finanziaria fatta di tagli per i soliti, meglio andare lì a sfogare una ben comprensibile delusione per la classe politica.

6 commenti:

Adriana on 12/09/11, 09:59 ha detto...

Mi spiace, non sono d'accordo. Se fossi un ciclista, semplicemente mi sarei rifiutato di correre. Non sono mica dei mercenari, ci si aspetterebbe che avessero delle idee. E, perdonami, un po' di palle.

Paòlo on 12/09/11, 10:13 ha detto...

Sai, a parte due nomi famosi, il resto sono persone che non guadagnano milioni, sono ciclisti meno famosi e forti e che quindi non possono permettersi di rifiutarsi, altrimenti perdono il contratto con il team o comunque perdono soldi.

E comunque la violenza non è mai il modo corretto per protestare.

giglio on 12/09/11, 11:18 ha detto...

La pensiamo alla stessa maniera.
Tra l'altro ci ha rimesso un poliziotto che stava solo facendo il suo dovere.
Ciao, buona giornata

alpexex on 12/09/11, 12:56 ha detto...

a me sembra che l'appartenenza si comperi come viatico contro la paura della realta'.

chaillrun on 12/09/11, 15:16 ha detto...

A me pare che ci sia l'esasperazione dal grilletto facile.
Ossia è fin troppo più comodo agire i pugni e menar le mani, che provare a far fare qualche giro in più al cervello.
Insomma v'è grande voglia di fare un emerito piffero in giro, se non quello di romper le balle.
Parlo, ora, senza colore politico: perché quello che è successo ieri, o che succede in un comizio di sinistra o in una manifestazione di centro è il solito caso di nebulosa intelligenza di ahimè non pochi personaggi che si credono più furbi degli altri, più forti degli altri .. più tutto.
Come dici te, la violenza non porta alla sacrosanta protesta.

Grace (ma gnappetta della Val Gina) on 12/09/11, 15:50 ha detto...

Non giudico i ciclisti, anche se qualche riserva me la lascio, ma condanno la VIOLENZA travestita da protesta.

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