venerdì, gennaio 14, 2011

Lavoro, dobbiamo cambiare

Questo articolo del corriere e questo post letto su Leggiamo il giornale mi danno spunto per una riflessione sul lavoro.

Quel che si dice è giusto, io una volta credevo che l'articolo 18 fosse l'ancora di salvezza per i lavoratori contro i soprusi delle aziende; ora ho capito che quell'ancora si è impigliata sui piedi di chi lavora e sta trascinando sul fondo tutti i lavoratori, specie chi non è assunto. Chi assume oggi se sa che con quell'articolo diventa più difficoltoso licenziare?

Però d'altra parte prima di cambiare le leggi, deve cambiare la mentalità. Finché ci saranno lavoratori furbetti che fanno le peggior gabole per non lavorare e finché ci sono aziende con mentalità schiaviste o quasi, non ha nemmeno senso parlare di modifiche di legge. Non dobbiamo imitare il sistema lavoro della Germania ma la mentalità.

Allora siamo messi male col lavoro, inutile negarlo: a questo punto lavoratori ed aziende si mettano di buona volontà ed accettino i sacrifici per risollevare la china. Che le aziende pagano le tasse e si comportano in modo serio con i dipendenti; che i dipendenti la piantino di attaccarsi ad ogni quisquilia, accettino di non avere la copertina dell'articolo 18 ma comincino a difendere il proprio posto di lavoro con i fatti, con il lavoro, non con le leggi.

Infine sarebbe ora di fare pulizia anche tra le confederazioni delle aziende e dei sindacati dei lavoratori: ormai mi sembra sempre più un "minestrone politico", si è perso di vista il perché sono nate le varie Conf qua, Conf là; per non parlare poi dei vai CISP, CIF, FIOND e compagnia bella. So che è utopistico, ma ci vorrebbe un tavolo diretto tra aziende e lavoratori per instaurare un dialogo.

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Edit, ho riflettutto, tutto sommato non mi spaventa nemmeno se un'azienda mi licenzierebbe anche se lavoro bene. Senza l'articolo 18 io faticherei meno a trovare un nuovo lavoro. Oltretutto se un'azienda mi ha antipatia e vuole - metaforicamente - farmi fuori, mi costringe ad andare via anche con l'articolo 18 - vedi mobbing -. Allora mi sono deciso, abbasso l'articolo 18, apparente amico dei lavoratori che nel tempo si sta rivelando il peggior nemico per il mercato del lavoro.

4 commenti:

Alessandra on 14/01/11, 11:46 ha detto...

Molto bello e giusto quello che dici, sono d'accordo. Tutto rema contro i lavoratori: è assurdo. Interessante l'articolo del Corriere, grazie per la segnalazione!

Goccia di Neve on 14/01/11, 15:04 ha detto...

Ciao Paolo molto belllo questo post, ma ti devo chiedere una cosa :P ancora, lo so.... cosa sono le confederazioni delle aziende e perchè non vanno bene?
E poi, che cos'è il mobbing?
Un saluto!

Paòlo on 14/01/11, 15:26 ha detto...

X Alessandra, tutto rema contro ma non dobbiamo demordere. Dobbiamo costruire noi il futuro, anche avendo coraggio di togliere certe regole che ci provocano degli autogol.

X Goccia di Neve, ho espresso male il concetto. Le confederazioni delle aziende era un mio rozzo modo di chiamare le farie ConfCommercio, Confindustria e le altre. Nulla di personale, ma le questioni dei contratti secondo me non vanno gestite tra queste Conf e i sindacati, ma tra lavoratori e aziende. Certo è un po' utopistico, dei rappresentanti alla fine servono, però si è perso di vista l'obiettivo per cui sono nati i vari "Conf" e i vari sindacati.

Riguardo il mobbing, ti cito un articolo di Wikipedia piuttosto completo

http://it.wikipedia.org/wiki/Mobbing

Io riassumo il tutto così: è una pratica infame.

Cavaliere oscuro del web on 15/01/11, 19:40 ha detto...

Oltre al post ,ho inserito la mia risposta al tuo commento nel mio blog.Alcune leggi si possono cambiare oppure modificare;ma occhio che togliendo anche altri diritti rischiamo una precarietà a vita.Sull'evasione sono pienamente concorde con te.Saluti a presto

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