lunedì, febbraio 09, 2009

Campione in croce per un po' di cannabis




Serata con gli amici, esci e ti ritrovi a fare un tiretto di cannabis. Non è la tipica serata di tutti, ma qualcuno ogni tanto si fa un tiretto. E' successo anche al Phelps, fenomeno del nuoto che ha fatto incetta di medaglie, rendendo noiosi e scontati gli esiti della gara, polverizzando record.

Gli USA danno, gli USA tolgono. Dopo averlo messo su un piedistallo ed averlo fatto diventare un simbolo, un eroe nazionale, appena lui decide di farsi la sua vita privata, commettendo una leggerezza, ecco che subito lo sbattono di peso dal piedistallo.

Squalificato per una canna, quando tanto gare non ce ne sono all'orizzonte. Il CIO ha chiuso un occhio, ma non la federazione del nuoto, è stato un cattivo esempio per i bambini, dicono. Ma lui in primis è un atleta che sa come gestirsi, fuori dalle gare può fare quel che vuole della vita, mica è un politico. La squalifica non ha senso, non ha violato alcuna regola, non ha mica firmato con gli Stati Uniti un contratto d'etica.

I due volti degli Stati Uniti. Pazienza se esiste Guantanamo - sia benedetto Obama che lo chiuderà -, se due piloti abbattono una funivia in Italia - tanto mica sono a casa loro -, eccetera eccetera eccetera. Ma non ti permettere di diventare una star, perché poi ti devi comportare come un santo, altrimenti la paghi cara, come se avessi ucciso una persona.

Caro Phelps, io sono solidale con te, fossi in te farei il tuo fagottino e cercherei una nazione meno bigotta che sappia apprezzare le tue gesta e nello stesso tempo ti faccia vivere la tua vita privata.

Foto J.F. Marrero, Flickr.

1 commenti:

mò ha detto...

sempre il solito perbenismo bigotto americano!
certo, ora non dico che bisogna fargli una statua per essersi fatto una canna xchè, x carità, è sempre meglio evitare...ma addirittura crocefiggerlo così?

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