venerdì, gennaio 13, 2012

Liberalizzazioni

In questi giorni c'è un gran trambusto per queste liberalizzazioni. Io invece penso che finché non vedo ma non credo, però sarebbe anche l'ora. Si creerebbero nuove opportunità di lavoro, si darebbe modo a più persone di esercitare professioni per le quali oggi è impossibile incominciare, salvo essere parente o salvo pagare un cifra altissima per entrare nel giro.

Io penso a tanti laureati in giurisprudenza che non riescono a diventare avvocato perché i posti sono pochissimi e spesso sono già occupati - ci siamo intesi -. Stessa cosa per notai. Ma anche con le farmacie il discorso è uguale. Tra l'altro sfatiamo un mito: alcuni pensano che liberalizzare le farmacie porti all'aumento di queste o portano alla vendita indiscriminata di farmaci. Niente di tutto ciò: semplicemente sarà liberalizzata la vendita dei farmaci di fascia C, ovvero quei medicinali con ricetta le cui spese sono a carico del paziente. Così ora le parafarmacie potrebbero iniziare la vendita di tali farmaci, ma sarà sempre un dottore a vendere tali farmaci. I rappresentanti delle parafarmacie chiedono anche la diminuzione del quorum di una farmacia da 4000 a 2500 abitanti, ma questo è ancora oggetto di discussione.

Infine parliamo dei taxi. Io comprendo l'amarezza di chi da poco ha speso 100, 200 mila euro per una licenza, ma se ci pensano dovrebbero capire che è assurdo alla base pagare queste cifre per poter iniziare un'attività di taxista. Allora si trovi un modo magari per venire incontro a chi ha da poco preso una licenza, ma il processo deve cambiare.

Anche le liberalizzazioni dei carburanti potrebbero dar respiro, considerando i prezzi che vanno verso i 2 euro al litro. Finalmente un gestore di distributore potrà acquistare il carburante dove vuole. Inoltre potrà anche vendere alimentari e sigarette - non fumatele dal distributore però :-D -.

Le liberalizzazioni non risolveranno tutti i problemi d'Italia, ma possono contribuire a creare posti di lavoro e creare maggior concorrenza - per la felicità del consumatore - in molti settori. L'unica liberalizzazione che per ora mi fa rimanere scettico è quella sugli orari. I piccoli negozianti non possono lavorare di notte e rischiano di essere ancor più schiacciati dalle grandi catene, pronte a far lavorare i dipendenti anche di notte. Certo sarebbe assunto nuovo personale, ma ritengo che la notte sia sacra al sonno e che solo le categorie di lavoratori di primaria urgenza dovrebbero lavorare - ospedali per esempio -.

3 commenti:

giglio on 13/01/12, 09:21 ha detto...

Su questo argomento ho scritto un post perchè la cosa mi riguarda da vicino.
Ciao, buonissima giornata

chaillrun on 13/01/12, 10:45 ha detto...

Sono in parte d'accordo con te, anche perché una scossa economica (positiva) necessita.
Ciò va intesa con opportunità di lavoro che (magari) coincidano con servizi più apprezzabili dagli utenti.
Insomma ho parlato politichese, oramai ci hanno abituato così: spero che si torni a ragionare in termini semplici (seppur tecnici) di facile comprensione (e di immediata attuazione).
Per me è simil ok la manovra.
D'altronde, che alternativa?

Paòlo on 13/01/12, 11:29 ha detto...

No alternative, in questo periodo mi pare l'unica idea per sbloccare il mondo del lavoro e per dar tregua alle spese degli italiani.

Ormai si deve sapere il politichese per difendersi dai nostri politicastri che non i loro paroloni cercano di accecarci. Se parliamo la loro lingua, magari poi capiamo quando ci fregano ahahah

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